mercoledì 6 novembre 2013

Mary


 Compirai copiosi anni protetta dalla biblioteca della sapienza
il violino dispettoso ripasserà a memoria i suoi tesori nascosti
Le guance scuoteranno sgarbugliati capelli che siepi
copriranno energie e bellezze represse
mentre continuerai a fare l'elenco
di storie sotterranee e bagnate da mari salati e artici.
Sirene tuffatrici incontreranno ghiacci invadenti che si scioglieranno
 dinnanzi alle tue forze assopite
 sotto la collina di capelli rossi che
continuerà a sorridere agli inchiostri
portatori di nuove vedute di cosmi quotidiani.
Marzo il tuo primo tranche di nome e Occhi completano
il panorama.

venerdì 4 ottobre 2013

metropoli notturna


Come carburante
la birra scura
un riflesso lunare sfiora il metallo
che una volta svuotato sarà schiacciato da dita robuste
un'altra lattina sostituirà la prima
il vuoto formatisi sarà riempito
come nel mondo della politica
dove un farabutto troverà immediata sostituzione da uno peggiore.
la folla di malfattori non termina mai
come i poveri ai marciapiedi come i disarmati alle stazioni
le lunghe file di mani tremanti alle associazioni
che odorano di pasta al pomodoro e di detersivo appena usato
Nessuno domanda nulla temono solo di rompere l'incanto di vivere.

Luci di tutte le età illuminano
i marciapiedi e vedono la nuova lattina rotolare
verso il fuoco racchiuso nei bidoni bucati
numerosi occhi di fuoco che osservano infuocati
e accendono numerose sigarette riscaldando il naso.

Sigarette a basso costo tra dita sudice e banchetti agili nello scomparire.
Bustine chiare pronte all'uso nell'ombra dell'automobile rimbombante di bassi e sospiri
saliva secca ai lati di bocche asciutte e nasi gocciolanti puliti da dita agili che trovano asciutto i lati dei pantaloni macchiati di bianco lucido.

Occhi arrossati e imploranti di strofinamenti  e velati da lenti da sole
vegliano su loro stessi mentre scompaiono in angoli bui e puzzolenti.
L'età sempre calante e stretta in abiti stringenti sono di coloro che si prostituiscono
avidamente a differenza delle anziane esperte che si mettono in posa e attendono con pazienza  professionale che l'incontro finisca presto
Queste figure di contenuta età invece danno la giusta dose di passione e di parole
che inebriano il cliente inorgogliti da apprezzamenti come contorni abbondanti e appetitosi.

Con le prime luci dell'alba quel palcoscenico scomparirà
in fretta molte figure umane saliranno in automobile che parevano abbandonate in angoli di strada mentre invece erano abitate con dormienti che ora portavano in appartamenti e letti accoglienti.
Altre figure si ritireranno percorrendo a piedi vicoli adiacenti la larga strada e sprofonderanno
in letti disordinati che parranno giacigli comodi e accoglienti.
L'alba sveglierà con il proprio carico di rumori tutta la città e
accompagnerà fette di umanità a dormire che avvinghiati ai  rumori del risveglio
si faranno cantare la ninna nanna.

lunedì 16 settembre 2013

Il made in Italy insanguinato


Credevo che il made in Italy fosse sicurezza sul lavoro, buste paga precise come da contratto
orari di lavoro e libertà Costituzionali garantiti, nessun pericolo alla salute di chi lavora, nessun abuso nei confronti di chi lavora e nessuna schiavitù.

Mentre non è così.

Il vero made in Italy è fatto dalle facce onnipresenti dei loro potenti che urlano alle tasse e sorridono quando ritirano ricchi premi da dormienti Istituzioni che non scorgono lo sfruttamento e la schiavitù diffusa nel cortile di casa.

Che brutta gente i potenti del made in Italy.

Che brutta gente gli indifferenti e i disonesti made in Italy.

domenica 15 settembre 2013

...di fiamma di legna


Date un fazzoletto alla luna, copritegli il volto
distraete i suoi occhi bianchi e celesti
fatela sorridere, intenerire e raccontatele storie mai ascoltate
e fatele scrutare amori inquieti.
Solo così si sentirà compagna amante e amica
anche mamma.

La luna il lato dolce del cielo.
Frequentala ora che sei vivo e ti dondoli tra i due alberi d'arancia
solo lei saprà illuminare le tue rughe
ponendo virgole ai lati della bocca
solo lei accenderà i falò mentre ti sfiorerà
il cuore ponendolo nel vuoto d'aria dell'emozione senza respiro.
Sarà lei la luna che illuminerà i tuoi occhi di fiamma di legna
quando il vero amore di spaccherà il cuore.

sabato 14 settembre 2013

inchiodo i sogni


 Le nuvole navigano sempre.
E' quando si fermano che arrivano i temporali.
Tu seduta sulle mie ginocchia a fissare tra lacrime il sole che non si fa osservare.
Mi accarezzi il cuore, mi domando se piangi di luce o dolore.
Da lontano la solita mosca impone la sua sgradita presenza
non facendoti volare nelle righe di una poesia che assapora di musica scritta tra una birra e una grappa Pinot.
Sotto il cielo la gioia si scalda e non suda come dopo una corsa sulla spiaggia a rompersi le dita
e urlare che non è ancora finita.
Ho ancora i tuoi ingarbugliati capelli ora lisci e corti tra le dita mentre si spalancano i polmoni inchiodo le nuvole al cielo per non far terminare il sogno che sa di schiuma di battigia e di alghe verdi e lucide.

...fresie per sempre


Tutto è cambiato, anche se nulla è mutato nelle autostrade del cuore.
Gli arrivi e le partenze identiche come i ricordi continuano ad affollare
le piazzole d'emergenza di amori frettolosi puliti al Tempo vestito di blu.

Nessuna musica ci circonda solo tempie che scoppiano e sudori avvolgenti e liberi
come note di uno spartito sempre mai uguale a se stesso come la fine di una melodia
trattata a rock sul palco di una piazza disordinata e gioiosa affollata di fumo e caffè.

Tutto è cambiato anche se nulla è mutato, negli occhi umidi scoppiano i tuoi occhi, i tuoi piedi e la ruga verticale che segna lo sguardo poggiato sopra il sorriso sempre generoso, bianco che regala vertigini colorate allo sguardo di colui che funambolo della tua ragnatela si crogiola dei tuoi sudori che sapevano di carne e fresie e terra umida e fertile pronta ad accogliere radici che mai si attorcigliarono ad essa.

Non attraversarono mai il lungo corridoio che si apriva come un'ombra alle spalle specchiate da infiniti libri e quaderni carichi alle pareti di poemetti alle prese con il vento, parevano gocce di rugiada di infinite sboccianti petali meta di gialle farfalle che attraversato la grande finestra del mare si inebriavano senza scorgere la rete impugnata da esperte dita che la catturavano forse per sempre, mentre una lancia le attraversava il cuore ripristinando dolori e sbarre che sorridevano ingiuriose alla felicità che si piegava alla lettura del libro già letto che parlava di colline e nudità disperate di quadri e magie annidate in vicoli antichi e scuri che conducevano inesorabilmente a rotaie portatrici di letture mai iniziate ma solo sfogliate da dita senza matita che si rifiutavano di disegnare barche e orizzonti ma solo fresie sognanti prima che andassero a marcire.

martedì 20 agosto 2013

Lui


Un imprenditore del nord che froda
il fisco mentre è Presidente del Consiglio.
Adesso rivendica di essere al di sopra delle legge perché eletto dal popolo.

martedì 13 agosto 2013

Ecco i fratelli mussulmani che parlano di democrazia con un oppositore del dittatore Morsi.

 
 

Un oppositore del sanguinario Morsi viene selvaggiamente picchiato da numerosi fratelli mussulmani egiziani pro Morsi.

Usano pietre a sostegno delle loro violenze religiose.
Usano la loro religione come causa dei loro delitti.
 Usano la religione per impadronirsi in maniera assoluta del potere.
Usano le persone per i loro delitti e le persone diventano guerrieri di morte.

I capi religiosi andranno a inginocchiarsi in una Moschea e ceneranno segretamente
il popolo farà il digiuno perché è dei poveri il digiunare, dei poveri il prostrarsi alle ombre.

 L'esercito affilerà le armi e carico di contradizioni cavalcherà un cammello bianco
le carceri saranno sono piene, gli obitori giocheranno col vento delle pallottole
I potenti sceglieranno per tutti.
Una storia che si racconta sempre uguale.

La religione ancora uccide il futuro dell'Egitto
gli egiziani uccidono se stessi
le armi sono le teste delle persone rinchiuse nelle moschee dell'infelicità
di quelli che sostengono
che la democrazia sia una bestemmia
i diritti universali dell'uomo roba da infedeli
e gli infedeli da ammazzare.

La Primavera debole e secca si rigenera
sotto le urla dei bambini che hanno dovuti stringere libri adulti invece di cammelli bianchi.
Di donne violentate dai fratelli mussulmani
nelle piazze orto di libertà.
Di carri armati con lo stereo che buca.
L'inverno dei cuori s'incontra con l'inverno della terra
Altri decenni per riprendere a respirare
per ritrovarsi uguali e diversi a sognare l'orizzonte dell'Egitto
così uguale a quello del mondo
così uguale al volto della sfinge
nelle diverse cognizioni del tempo.


( foto da Internazionale.it).

Ancora nefandezze da Israele


In riferimento alle costruzioni di 942 insediamenti /internazionale.it/ Il governo d'Israele continua sia nelle sue azioni quotidiane che segnano la sua storia come il superlativo dell'orrore che pur essendo stati vittime dell'Olocausto pare abbiano tratto insegnamento solo dall'orribile inumano orrore ricevuto. Il governo d'Israele oramai si nutre delle sue nefandezze ricevute e li realizza nell'oggi dei tempi attuali.

sabato 10 agosto 2013

venerdì 9 agosto 2013

non ho imparato a nuotare...


No, non ho imparato a nuotare
vengo dal mare e non so nuotare
Nemmeno Panarea c'è riuscita
a farmi amare dal mare
ho rinunciato ad ogni altra intenzione.

Ancora oggi non so nuotare le Sirene le ho incontrate nella città delle meraviglie
meravigliose si concentravano tra Via Tribunali vicino al Caravaggio e Piazza San Domenico
ma sotto la Guglia di Piazza del Gesù
mi hanno ricamato il cuore.

Non so nuotare ho rischiato di affogare vicino al bagnasciuga siciliano
sarei andato a nuoto a Siracusa
 non oso avvolgermi nell'acqua salata nemmeno tuffarmi tra le onde
la riva è il mio confine.

Quanto è bello il mare.

Lo camminerò con le piccole rotelle evitando scogli appuntiti
altrimenti metterò le ali alla sedia mobile e volerò a pelo d'acqua con le acciughe
oppure spalancherò le braccia respirerò il sale col vento di tempeste annidate in strette insenature
dove s'agitano vestiti di donna illuminate dalla Luna di sopra
poi sarà Eolo a trascinarmi via.

Scorgerò tanti fantasmi di migranti navi zattere sogni e vele bagnate per attraversate veloci.

No non ho imparato a nuotare ma ho infiniti paesaggi musicali amori amici e libri sulla terra ferma.

Non so nuotare ma è sulla terra ferma che ho imparato a volare.

domenica 4 agosto 2013

la cozza diventa Sofia ai Tribunali


In un angolo fuori alla marina
sono ritornate rintanate
negli angoli
in città e altrove.
A Porta Capuana c'è la folla
alla ferrovia c'è la fila
ai Tribunali più riservatezza.
Su tutti il sole di agosto scalda brucia ammorba l'aria
e lotta con l'acqua copiosamente versata.

Sugli scanni la mercanzia odorosa e luccicante.
Tra il veleno esposto i venditori fumano la sigaretta della salute
perché invalidi con il respiro corto e famiglia larga.

Non è sbarbato Gaetano nella omonima Piazza è in tema con la vendita delle pelose
che apre veloce con coltellino nell'altra mano il giallo depresso.
Tutto scompare in fondo mentre la mano destra pulisce la botola
la sinistra cerca la sigaretta da bruciare dopo il caffè.

Nell'aria odori di cucina antica
campane segnano la loro speranza
sbracato al sole lo spacciatore attende
ha le guance pelose e il naso storto.
La vendita delle pelose è
da tempo vietata
da sempre in vendita
da una vita a strafogarle in piedi con lo spruzzo di limone
a pranzo con il pepe e birra sopra una tovaglia oramai insudiciata.
Lucide nere pelose erotiche si abbandonano
al gioco di lingua che
vibra in gola e poi scompare con la musicalità di un rutto.
A tanti piace l'amore peloso
con il lezzo ascellare senza malattie
basterà una spruzzata di limone
e anche la cozza diventa Sofia che passeggia ai Tribunali.


miele e limone



Infarcito di miele e limone L'Egitto s'incatena
al passato nell'attuale tempo presente.
Non scrive una pagina nuova
non conosce l'incipit
lo scriba è sempre stato dei faraoni
che hanno scritto solo per loro
umiliando scienza e ragione.

L'Egitto la sua sabbia è piena di altrui bandiere
di crudeltà sorridenti di inganni e di deleghe lasciate in bianco al divino dittatore di turno con il sostegno di schiavi gioiosi che hanno rinunciato a scrivere.

L'Egitto è un fiume e viverci è stare dentro le pagine di Storia dell'Umanità
L'Egitto cade precipita non ha capelli grigi
poi si ferma riprendere una nuova risalita.

L'Egitto è l'incompiuta del Mediterraneo
metà sogna l'altra inietta incubi
riempie le carceri nasconde i trucidati sotto cumuli di rifiuti
dopo averli trascinato il cuore li chiama infedeli perché ambiscono alla libertà di essere e
domani sarà uguale a ieri
 saranno i fantasmi
immersi nel limo a scrivere
un nuovo inizio.



martedì 30 luglio 2013

l'incompleta evoluzione


Si può spiegare la Poesia?
Si può interpretare il poeta?
Per sopprimere le primavere il buio ha inventato i potatori di fiori e i tagliatori di orizzonti che si nascondono nelle tasche dei poteri annidati nelle banche e dentro in templi.

 Il braccio armato ostile all'evoluzione incompleta del genere umano
impone di parlare dei poeti e delle loro illuminazioni dissetanti
celando così i boia che feriscono la Luna.

oltre il dipinto


Cascate di gioia rumoreggiano nel dipinto alla parete.
Tanti osservano
ognuno scorge cosa cerca.
Parlano piano tra le luci adatte all' ipnosi in sale composte e sognatrici
Tantissimi cercano oltre il dipinto
quanto non rappresentato
e si corrucciano con gli occhi vuoti smarriti nelle spiagge della ragione
per loro comodità e pigrizia mai calpestate.
Io invece cerco l'universo dell'artista
riposandomi sulle pietre buie
delle credenze altrui.

Il mare dei selvaggi


Al mare per distendersi e sognare
al mare per leggere un libro ascoltando lo sciabordio delle onde
al mare a piedi nudi sulla battigia e in testa una corona di gabbiani e
attendere il tramonto e applaudire alla vita.
Al mare dedicare una lacrima
e non arrendersi ai selvaggi che umiliano le acque senili
con distorsioni commerciali e riti e lodi alla morte rinunciando alla ricerca e alla felicità
 perché non di questo mondo
Al mare per non arrendersi ai predoni che avvelenano con la morte chimica
 le città e avvelenano le creature.
Al mare per chiedersi cosa centrano i selvaggi con la Poesia della spuma partoriente
al mare mentre proteggo la testuggine ad attraversare la spiaggia tra i mille pensieri seminate come bombe dai credenti.
Il mare grande cimitero di disgraziati
il mare velenoso da quando ha fraternizzato indifferentemente con tutti
spezzando così le difese a Nettuno
Il mare vivrà e morirà con i selvaggi
i nuovi pirati dell'odierna civiltà.

la bianca finestra


Sulla spiaggia deciso e forte
ho i piedi radicati nella sabbia prima calda poi sognatrice.
Dalla spiaggia la mente nuota
va a bracciate energiche verso il filo
che è uguale in ogni macramè
affacciato alla bianca finestra
di ogni alba.

e il mare


E' vicino al mare che mi completo con la terra
quel miele colmo di vissuto
e di frammenti di stelle
che regala prima la luce e
dopo il pane nascondendoti il sale.

Razzismi in azione


N. 30 

Razzismi in azione: Calderoli e Sindaco di Priverno.

di Francesco D’Angelo*

http://piazzettanilo.blogspot.it/

 

Gli Italiani sono razzisti e numerose Amministrazioni locali li rappresentano benissimo, non solo le elucubrazioni di una persona del nord eletta al Parlamento del Paese.

No, non esiste solo il razzismo classico al quale in tanti si sono abituati, un razzismo come quello continuamente praticato da Calderoli e suoi simili, che con secolare disprezzo legato all’ideologia della razza continua a colpire, umiliare, discriminare, ferire numerose persone e tra queste il Ministro Kyenge con insulti in voga decenni fa, paragonando una persona a un animale ritenendolo un’offesa pesante e grave.

Si continua a parlare di oranghi, banane, palme, donne da stuprare meglio se africane come nella seconda guerra mondiale si usava tra soggetti militari in particolare e come purtroppo ancora accade in ogni conflitto in quelle terre martoriate e in giro per il mondo; ma Calderoli e quelli come lui certo non sono Umanità. E nemmeno ci si sognerà di paragonare il suddetto a un delfino che sfreccia nei mari inquinati con la grazia di una pennellata di Mirò.

Ma oltre ai razzisti “classici” sopravvivono quelli defilati dietro montagne di ignoranza politica, amministrativa, civica: ad esempio, i numerosi Sindaci e  Amministratori di grandi e piccole città che attraverso il loro razzismo amministrativo  discriminano, feriscono, umiliano i disabili trattandoli come non persone, soggetti privi di dignità sui quali scaricare la loro ignorante incolta amministrazione, costringendo i disabili agli arresti domiciliari, affacciati immobili dietro la finestra o sul balcone a sognare, osservare e maledire la propria condizione.

Piazze, marciapiedi, luoghi d'incontro continuano a cacciare, a respingere i disabili in carrozzella; un esempio, l'ultimo forse, è quanto si è potuto scoprire attraverso un foto su Facebook: a Priverno, provincia di Latina, un disabile è bloccato all'inizio di un marciapiedi lungo e stretto nel cui centro sono piantati  alberi.

La foto rende molto efficacemente che chi ha deciso quel tipo d'intervento non aveva alcuna cognizione di ciò che dovrebbe essere una città per tutti, a partire dai più esposti.

Ecco dunque due casi, ognuno con le proprie specificità, entrambi impregnati di ignoranza e pericolosità civile e sociale: persone che si scagliano – con parole e/o azioni - contro altri esseri umani.

Per Calderoli spaventato dalla cultura e dalla grazia con cui il Ministro, con forza e pazienza, svolge il suo lavoro, per il Sindaco di Priverno  che dimostra limiti culturali, amministrativi assieme a coloro che l'hanno votato o lo voteranno: per tutti e due, nessuna fragranza potrà coprire il lezzo razzista che emana dal loro pericoloso agire. 

 

* Francesco D’Angelo sbarca dall'Egitto e sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio Nilo, nell’omonima piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze in campo sindacale e sociale, ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale “Torre Petrosa – Vibonati” con il romanzo “La luna di sopra”, (Graus) ambientato nella Stazione Centrale di Napoli.  Francesco D’Angelo ha curato per “Il Denaro” il reportage “Viaggio nel Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per denunciare e condividere la riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo, argomento anche delle sue “Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in tutto il mondo, e incessantemente condivide su web e social network.    

 

Napoli, 30.7.2013

 

 

domenica 28 luglio 2013

NO, non andate a Priverno (LT) troverete Sindaco incapace e ignorante e cittadini indifferenti e perniciosi.

 
 
 
NO, non andate a Priverno, luogo di vergogna e di disprezzo per i disabili di tutte le età.

I comandanti della città di Napoli


N. 29

I comandanti della città di Napoli:

caos, illegalità e commercianti.

di Francesco D’Angelo*

http://piazzettanilo.blogspot.it/

 

 

Piazza Garibaldi / Stazione Centrale di Napoli.

 

La prima “Cartolina da Napoli… negli occhi” parte da Piazza Garibaldi,  ‘biglietto da visita’ della città, dove sorge la Stazione Centrale: ammasso di cantieri, traffic jam (all’americana: marmellata di traffico) con quattro e due ruote che schizzano e incalzano da ogni dove, tagliando la strada a tutto e tutti, lanciati in gimcane ovunque s’intraveda un varco, incuranti di strisce, semafori e persino degli Agenti della Polizia Municipale, quasi sempre impegnati in discussioni intense nei pressi di bar, caffè, chioschi di bibite e granite o in giri di controllo più somiglianti a passeggiate con chiacchiere tra colleghi, visto che di fronte a irregolarità se non peggio sembrano seguire il monito di Virgilio a Dante nel III canto dell’Inferno in presenza degli “ignavi”:  “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Solo che in questo caso gli ignavi sono proprio i Vigili Urbani!

Fra piccole e grandi buche, soste vietate ed altre abusive forme di occupazione del territorio, pedoni per lo più disorientati o rassegnati al peggio costretti a conquistare quel che si direbbe un marciapiedi - indistinto e sconnesso gradino zig-zagante - per poi faticosamente percorrerlo.

Ovunque, intorno, la massa degli “invisibili”, socialmente parlando, ma fortemente percepibili: clochard, ubriachi, questuanti con i loro cartoni pacchi buste coperte cani bottiglie, talvolta anche materassi e cuscini. I più innocui sicuramente, nel girone infernale della Stazione Centrale di Napoli, “…principale scalo ferroviario… dell'Italia Meridionale … sesta stazione italiana per flusso di passeggeri” (Wikipedia); “…spazio fondamentale per la città, snodo di collegamento tra nord e sud Italia nonché centro di servizi e utilities per i napoletani” (napolicentrale.it).

L’area interna è resa vivibile anche dai caffè con tavolini, piccole oasi protette in un territorio assediato.

In realtà le stazioni sono due: una di superficie, “Napoli Centrale”, e un’altra interrata, “Piazza Garibaldi”, con due binari per la metro e due per la rete FS, e la Circumvesuviana.

Qui nella… città di sotto**, la segnaletica tra i vari piani e direzioni di marcia è carente; le obliteratrici spesso ‘mangiano’ i biglietti; la presenza di ‘agenti’ della Stazione e sportelli diffusi per indicazioni, dubbi, difficoltà sarebbe cosa buona e giusta. 


Ma quanti sono in città? Al quindicesimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, autunno 2011, i residenti del Comune di Napoli sono  962.003, che pur segnando un decremento del 4,23% rispetto al 2001 (1.004.500 residenti) sono sempre una bella cifra. Tra i residenti vanno inclusi anche gli stranieri (regolari): al 2011, la Campania è regione guida del Mezzogiorno con 164.268 cittadini immigrati, oltre un terzo di tutti i residenti al Sud. E la provincia di Napoli ne accoglie il numero più alto: 75.943, quasi la metà (46%) dei residenti nella regione.

 

 

Corso Umberto I, il Rettifilo.                                                                  

 

Da piazza Garibaldi, superato il valico dei venditori ambulanti di IPhone, IPad, IPod e altre tecnologie – in realtà “pacchi” per il pollo di turno, generalmente turista, che hanno sostituito le stecche di sigarette di una volta – imbocchiamo il Corso Umberto, il Rettifilo, arteria di grande traffico lunga poco più di un chilometro, che collega la stazione ferroviaria al centro cittadino e sfocia – o parte, secondo il senso di marcia – in piazza Giovanni Bovio, già piazza della Borsa, cuore della “city”, con fitto susseguirsi di negozi d’ogni genere su entrambi i lati del marciapiedi che anche qui, tralasciando buche, voragini, altri cantieri perenni è sotto occupazione dei commercianti da decenni: tavolini, sedie, ombrelloni, gazebo, contenitori alimentari, merce di ogni genere strabordante dai negozi o direttamente esposta al di fuori dell’esercizio commerciale, amplificatori musicali, spesso anche assordanti. Non troviamo edicolante che non superi l’edicola, esponendo sopra il marciapiedi e per questo avvalendosi anche di vari supporti quali scaletti, sedie, scannetti ecc. 

I proprietari dei negozi, che si ritengono proprietari anche del marciapiede circostante, vi parcheggiano tranquillamente motorini, motociclette e anche grossi SUV per tutto il giorno; se poi il marciapiedi è già occupato da altri predoni, ecco la sosta sulle strisce o davanti agli scivoli di accesso al gradino per i portatori di disabilità, che a Napoli sono veri e propri detenuti agli arresti domiciliari.

Per cercare di contrastare l’occupazione barbarica del territorio e garantire il diritto del pedone ad una mobilità sicura, la città è stata disseminata di cosiddetti “dissuasori” che spesso finiscono con l’intrappolare i pedoni stessi: un amico non vedente mi ha detto che quando deve camminare da solo, per piccoli tratti, percorre a bastone alzato la strada, nel senso opposto alle auto; i guidatori lo vedono, almeno lui così spera, ed è più sicuro che camminare sul marciapiedi. 

Incoraggiati dall’occupazione selvaggia dei commercianti, venditori ambulanti dispongono in fila chilometrica ampie lenzuola o ‘bancarelle’ di cartone con le loro mercanzie pure alimentari.

Ecco dunque il marciapiede scippato della sua missione, con il rozzo omertoso consenso di tutti, indistintamente.

 

 

Evasione fiscale nel commercio a Napoli e in Campania: Dolce & Gabbana docet?  

 

Nella primavera appena trascorsa, in occasione di un convegno sull’evasione fiscale organizzato a Napoli dall'Ordine dei dottori commercialisti, la Guardia di Finanza – nella persona del Comandante regionale Nunzio Antonio Ferla – rende noti i seguenti dati: in Campania, nel 2012, su 9300 interventi anti-evasione, sono stati accertati 800 evasori e sequestrati beni e patrimoni per 30 milioni.

“L'evasione è ingiustificabile e va combattuta tutti insieme” aveva detto il Comandante al convegno, sottolineando la necessità di “un cambiamento culturale di mentalità”, e che “in Campania l’uso illecito dei fondi pubblici impedisce serie politiche di sviluppo” (fonte: “Corriere del Mezzogiorno” - Redazione Online).

Nel popolo dei “furbi” la Campania guida l'evasione almeno da qualche anno, come mostrava nel 2011 un’indagine – aggiornata al 2009 - sul tenore di vita e le sue ricadute fiscali nelle province italiane, realizzata dal Centro Studi Sintesi e Unioncamere del Veneto: l’incoerenza fra redditi e consumi si fa particolarmente marcata in Campania – prima d’Italia per evasione – seguita da Sicilia, Sardegna e Calabria.

Commentava in proposito Gianni Trovati sul “Sole 24ORE” online (30.5.2011): “Una quota rilevante dell'evasione meridionale è ovviamente legata alle attività criminali, ‘sommerse’ per definizione, ma un ruolo importante è giocato anche dal lavoro sommerso, che oltre alle imposte sottrae anche i contributi. Su questo filone Inps ed Entrate stanno pedalando, e nel 2010 l'Istituto di previdenza ha messo a bilancio crediti recuperati per 6,4 miliardi, con un aumento dell'11% sul 2009, e il Dl sviluppo prova ora a dare un'accelerata ulteriore alle procedure. Un'arma in più arriva ora dagli incroci telematici fra anagrafe tributaria e flussi dei versamenti Inps, che possono mettere nel mirino sia il lavoro nero sia quello ‘grigio’ (redditi regolari ma contributi evasi)”.

Nel 2010 il Rapporto sull’evasione fiscale in Italia della Guardia di Finanza individuava  cinque aree principali di evasione fiscale: industriali (32,8%), bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%), oltre a circa 4.500 falsi invalidi e finti poveri. In quell’anno la Guardia di Finanza ha sequestrato alla criminalità beni per 3 miliardi di euro.

Nel suo Rapporto 2012, l'Eures pone in cima alla graduatoria dei commercianti evasori, in gran parte presenti al centro-sud, i bar, seguiti da ristoranti, pub e pizzerie, poi da rosticcerie e pizzerie al taglio. Non si dà lo scontrino soprattutto ai giovani under 30; più attenti con i clienti di 60 o più anni. (fonte: Repubblica.it/Economia 3.10.2012).

Nel giugno scorso, in occasione del suo 239esimo anniversario, la Guardia di Finanza ha comunicato i dati relativi ai primi cinque mesi del 2013: un esercizio commerciale su tre non emette scontrini, e circa un miliardo al mese è nascosto al Fisco e portato all’estero.

L’evasione si annida ovunque, specie nei piccoli esercizi commerciali, negli sprechi e abusi della pubblica amministrazione e in totale, in soli cinque mesi, è già stato sottratto allo Stato un miliardo di euro. Sono stati anche scoperti quasi 15 mila lavoratori in nero. (Fonte “Corriere della Sera” Redazione Online 21 giugno 2013).

In Campania, in particolare, da gennaio a maggio di quest’anno  sono stati recuperati per la tassazione 1,4 miliardi di euro di redditi nascosti al Fisco, e 217 milioni di euro di Iva. In totale, 366 gli evasori scoperti. Sequestrati o confiscati patrimoni accumulati dalla criminalità organizzata ed economica, per oltre 881 milioni di euro. Nel bilancio delle attività figurano anche 605 lavoratori “in nero”, e il recupero di 31 milioni di euro di ritenute fiscali.

Accertate indebite percezioni e richieste di fondi nazionali, locali e dell'Unione Europea per oltre 9,4 milioni di euro, di cui 4,5 milioni derivanti da frodi al sistema previdenziale e assistenziale, e circa 1 milione in quello della spesa sanitaria.  Segnalati alla Corte dei Conti più di 325,8 milioni di euro di danni erariali; intercettata oltre 1 tonnellata di stupefacenti, più di 20 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, nonché 2,7 milioni di merci contraffatte o non sicure (fonti: Napolitoday.it e Ansa, 24 giugno 2013).

 

 

Crollo dei consumi e allarme povertà.   

 

Se da un lato il commercio evade le tasse in modo massiccio e impone il lavoro sommerso o ‘nero’, dall’altro crollano i consumi, persino alimentari, delle famiglie italiane, e aumenta la povertà. I commercianti scelgono di dare un ulteriore taglio ai salari già mortificati dei loro dipendenti  fino al licenziamento immediato.

L’Osservatorio Inps ha lanciato da mesi un allarme sulle pensioni di povertà, nell’ultimo anno aumentate del 4 per cento.

In Campania il fenomeno si fa sentire con particolare durezza: se in Italia, nel 2013, le pensioni sociali sono aumentate rispetto al 2012 del 2,53, in Campania – dove risiede  meno del 10 per cento della popolazione nazionale – l’aumento è del 3,79 per cento, e addirittura del 4,46 a Napoli dove gli aventi diritto sono 81.053. E parliamo di un assegno che si aggira intorno ai 412 euro.

Gli aventi diritto all’assegno sociale sono le persone con almeno 65 anni e un reddito annuo inferiore ai 5.749,90 euro: a livello nazionale gli aventi diritto, cioè le persone in condizione di povertà, diminuiti costantemente dal 2010 (831.229) al 2012 (827.800), hanno avuto un balzo in avanti nel 2013 (848.716), aumentando di 20.916 unità. (fonte: ilmattino.it). In Campania, invece, c'è stato un incremento costante: si è passati dai 122.612 bisognosi del 2010 ai 132.101 dell'ultimo anno: in tre anni, quasi diecimila poveri in più.

Dall'Osservatorio Inps arrivano anche i dati sulle pensioni di vecchiaia che in Campania quest'anno, in seguito alla riforma Fornero, sono diminuite, ma il calo è al di sotto della media nazionale (Italia -0,57, Campania -0,39, Napoli -0,43). Nella regione poi arrivano assegni più bassi che nel resto del Paese: 927 euro contro i 1.059 delle altre regioni.

Gli invalidi civili aumentano in Italia (+1,74), diminuiscono in Campania (-0,88) e soprattutto a Napoli (-1,08), mentre gli inabili diminuiscono in Italia (-0,60) e un po' meno in Campania (0,47). Ciò è sicuramente dovuto anche alle inchieste giudiziarie che hanno scoperto ciechi che leggevano il giornale, non deambulanti che andavano in bicicletta e, soprattutto, sani di mente dichiarati pazzi da falsi oppure da psichiatri corrotti, poiché in campo psichiatrico si può più agevolmente nascondere l'imbroglio e arricchirsi.

 

 

Commercianti napoletani senza scuorno   

 

Lo scorso 11 aprile, commercianti napoletani senza scuorno hanno selvaggiamente inscenato cortei violenti nella forma (urla di imprecazioni e minacce) contro provvedimenti del Comune sulla viabilità.

Erano gli stessi esercenti che trattano il territorio come sopra descritto ma se la prendono con gli extra-comunitari che li imitano; che sfruttano i propri dipendenti violando leggi e contratti di lavoro; che piangono sempre miseria e maledicono le tasse che però sono altri a pagare al posto loro continuando a porsi nel girone delle zecche o succhiasangue.

Questi commercianti napoletani omertosi e senza scuorno sono gli stessi che hanno fatto il vuoto intorno al singalese Joseph Sumiththa mentre si opponeva ai  taglieggiatori fino a denunciarli, e alla fine si è impiccato con un lenzuolo per la forte depressione: eppure era un commerciante anche lui.

L’11 aprile, alla manifestazione contro regole di civiltà, erano gli stessi commercianti che non hanno mai aderito a iniziative d’impegno civile perché, dicono, “ ‘a politica è tutta sporca”; però molte macchie della politica le hanno provocate proprio loro: consenso e voti in cambio di favori, licenze, connivenze . A danno di tutti, anche del commercio sano, che rispetta le regole, e non manca di annoverare “eroi” al suo interno.

 

 

Il racket e la guida al consumo critico: peccato che non si trovi.

 

Li abbiamo visti alla fine di giugno in televisione, servizi del Tg Rai 3 Campania: marito e moglie di 63 anni, lui imprenditore nel settore alberghiero, lei titolare di una farmacia minacciano di darsi fuoco dinanzi al Tribunale di Napoli: denunciano di essere vittime dell'usura e di aver perso tutto per pagare gli strozzini. Pasquale Ciliento e Ermelinda Piras si sono incatenati; hanno una lattina di benzina aperta e un accendino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale. Non sappiamo come sia andata a finire.

Praticamente negli stessi giorni della disperata protesta dei due imprenditori, i media locali riportano con una certa enfasi che è stata presentata in Prefettura la Guida antiracket “Pago chi non paga”, che favorisce il consumo critico e responsabile elencando i mille commercianti meridionali che hanno detto “no al pizzo”.

Ansa - Napoli, 24.6.2013: “Mille, come le camicie rosse di Garibaldi. I nuovi mille sono commercianti che hanno deciso di non pagare il pizzo, di ribellarsi, di metterci la faccia contro la criminalità organizzata. Il volume (la guida anti racket -  ndr.)… è l'elenco degli operatori economici e commerciali che lavorano nelle quattro regioni dell'Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), che si sono opposti al pizzo: 472 in Sicilia, 429 in Campania, 155 in Calabria, 85 in Puglia”.

Capri news on line – TeleCapri: “Partono i Mille": la Fai presenta l’elenco nazionale del consumo critico (21/06/2013)…  Il 24 giugno… presso gli uffici della Prefettura di Napoli, sarà presentato il primo elenco nazionale del Consumo critico, promosso dalla Federazione Nazionale delle associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane e realizzato nell’ambito del Pon Sicurezza… oltre 1000 operatori economici che si sono opposti al racket, che hanno denunciato o che non hanno mai pagato. Sono commercianti, artigiani, imprenditori e professionisti che non indossano la camicia rossa garibaldina ma sono i nuovi Mille dell’economia”.

In particolare, si tratta del Piano Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-2013”, sostenuto con 2,7 milioni di euro, che ha come beneficiario l'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e si avvale, come partner per l'attuazione, della F.A.I.

“Questa Guida è una preziosa tappa che ha come scadenza… mai” (ilmattino.it, 24.6.2013), ha detto il Prefetto Elisabetta Belgiorno, Commissario Nazionale di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, aggiungendo che “rappresenta al tempo stesso strategia e sistema. Un sistema che nasce dal basso coinvolgendo la coscienza di tutti”, e che all'alternativa “fra acquiescenza o eroismo” sostituisce “azioni concrete”. La Belgiorno citava infine don Pino Puglisi, per sottolineare che  “insieme si può fare molto. Fondamentale è il ruolo di tutti, a cominciare dalle Istituzioni. Non è più tempo di delegare”.

Ma dove trova la Guida il “consumatore critico”? Non si sa: i giornali trascurano quest’aspetto. Ma basterò un pregevole libricino ad affrontare pratiche vergognosamente illegali e incivili ?

 

 

 

* Francesco D’Angelo Dal Cairo Egitto, sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio Nilo, nell’omonima piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze in campo sociale, ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale “Torre Petrosa” – Vibonati con il romanzo “La luna di sopra”, (Graus) ambientato nella Stazione Centrale di Napoli.  Francesco D’Angelo ha curato per “Il Denaro” una serie di reportages dedicati al centro antico, “Viaggio nel Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per denunciare e condividere la riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo, argomento anche delle sue “Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in tutto il mondo, e incessantemente condivide su web e social network.    

“Nella Stazione Centrale di Napoli vivono fette di umanità sempre varia e in movimento. A volte qualcuno scompare, poi ritorna. I nuovi arrivati da principio conservano un contegno riservato. Poi, la complicata esistenza travolge fisico e comportamenti. Non era andata così per il vecchio zingaro...” (da “La luna di sopra”).

** il libro - Un anziano zingaro colto nella caotica Napoli, immerso in antichi ricordi e attuali rimpianti. Nella tumultuosa stazione napoletana, fra tra venditori ambulanti, rivolte cittadine, roghi di spazzatura e sbandati passeggeri di treni, “il vecchio”, reduce da un campo di concentramento nazista, cerca di dare un senso alla propria esistenza nella “città di sotto”, accompagnato dall’intima amicizia con “la maestra”, nell’ombra tenera della… luna di sopra. Il cerchio si chiude nella sua Milano, dove visse i più intensi momenti di vita con Lei, la grande poetessa.

Napoli, 26.7.2013

lunedì 8 luglio 2013

Da Napoli lo scrittore francesco d'angelo: Ischia Isola verde sangue e latitanza


Napoli 06 luglio 2013

Il 4 luglio un ragazzo di Barano d'Ischia, aveva solo diciannove anni, si uccide lanciandosi nel vuoto dal piazzale della chiesa del Soccorso a Forio: "cara mamma, scusa - lascia scritto - ho sciupato tutti i soldi al gioco ". Affitto, tre fratelli, papà muratore, mamma casalinga; i soldi sono pochi e il ragazzo sogna di portarli lui con i giochi 'video-poker'.
Lo scorso maggio, a Forio d'Ischia, una senegalese è presa a cinghiate in piazza dal ' fratello ' e lasciata a terra in una pozza di sangue.
Entrambi residenti sull'isola, conosciuti e identificati : eppure l'aggressore  è ancora libero: lei è dovuta tornare nella casa dell'aguzzino, come sempre una vittima che nessuno sia disposto a difendere.
Le due vicende sembrano lontanissime tra loro: ne parliamo con francesco d'angelo, autore de
"la luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa Vibonati , che lo scrittore è venuto tante volte a presentare nell'isola verde, alla quale d'angelo è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano; sul tema della violenza contro le donne fra l'altro d'angelo è intervenuto molte volte sui media.
"Entrambi gli episodi raccontano di forti solitudini - inizia francesco d'angelo -  di persone fragili che invece di essere protette e tutelate sono abbandonate a se stesse da una società intorno indifferente, omertosa, che assiste alle tragedia ma non ne parla e sembra voler dimenticare, fingere che nulla abbia sfregiato un territorio e la comunità che lo abita.
Anche il dramma di questo ragazzo sarà coperto dalla latitanza dei cittadini - accusa lo scrittore- dall'Istituzione Comunale, dalle responsabilità pubbliche in genere.
Ischia isola verde sangue che ha fatto della latitanza delle coscienze il suo marchio 'DOP' - da l'affondo l'autore de "la luna di sopra".
Per ottenerlo è facile: basta chiudere gli occhi, le orecchie e il naso.
Alla Famiglia del diciannovenne il mio ossequioso affetto - conclude con amarezza francesco d'angelo.

sabato 22 giugno 2013

i ristoratori d'animo



La gente sapeva cos'era già scritto ,
spigolava le voci conoscendo il labiale,
teneva il passo al fiato ,
poche balbuzie crollavano davanti ai guizzi d' affanno ,
Dita veloci inseguivano le tastiere,
senza ricamare,
amori e impegni di vita ,
nemmeno a sciogliere nodi scorsoi ,
legame tenace di acqua' alghe e liane.

I sogni non hanno contorni, nemmeno cerchi d'acqua e cornici d'oro
il fato delle dita ti trascinerà lontano
portandoti lontano
tu non ti stancherai di nuotare
mentre i ristoratori d'animo suoneranno per te
sulla barca che non è mai finita
e passerà una vita per percorrerla in lungo e largo
e non ti stancherai mai di nuotare.

 E intanto crollavano inseguendo tastiere
che non ricamavano giri di vita ,
quegli intrecci di assistenza
dove lui ti prende la mano ,
sulla barca che non è mai finita
e dura una vita percorrerla tutta
e non ti stanchi mai di nuotare .

martedì 18 giugno 2013

...divenne vento...


Divenne vento ,
nessuno la fermò.
Era estate al balcone ,
nei gerani fatti carne ,
diventati energia verde sangue ,
scoppiavano di rosso Vesuvio ,
colonna sonora della sua andata via ,
Ariel- chiesi- sarebbe tornata?
Il cane mi osservò , spostando la testolina,
disegnando un punto interrogativo ,
con gli occhi languidi e le orecchie appuntite,
scodinzolando la coda,
mi osservava, mi osservava
mentre rispondeva alla mia mano.
E dallo sguardo capisco che è ancora nella sabbia.
..ha i piedi nella polvere,
quella che segna il tempo e fa sospirare .
E infine
respirerai Napoli dal balcone e sarà meraviglioso.

...'e calciatori senza dignità...


...i calciatori esultano quando fanno rete/sono topi al cospetto della violenza"...

venerdì 14 giugno 2013

N. 26 / ISCHIA: ISOLA VERDE DI SANGUE
“MA LA STRAGE DI DONNE COINVOLGE L’ITALIA INTERA: DA NAPOLI,
UNA RIFLESSIONE DELLO SCRITTORE FRANCESCO D’ANGELO
L’altra notte (27-28 maggio) a Lacco Ameno, Ischia, un giovane dominicano è arrestato per aver tentato di uccidere la moglie. L’8 maggio, a Forio d’Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia dal “fratello”, sotto gli occhi di passanti e turisti. L’aggressore è ancora libero.
“Ischia feroce che non conoscevamo…”, commenta amaro Francesco D’Angelo, autore della "Luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa – Vibonati", che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendida isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne insanguina tutta l’Italia. Provincia di Cosenza, 26 maggio: Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanzato, che non sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
“Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus – sostiene Francesco D’Angelo – ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschilismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e  trasmettono ai figli”.
A parere dello scrittore, “l’ambiente in cui si colloca il gesto assassino che  spegne  una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne”.
In Italia una donna su tre è stata vittima, almeno una volta, dell’aggressività di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner. Nel 2012, una donna ammazzata ogni 2 giorni; quasi 700 mila hanno subito violenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza dei figli (dati Istat).
Se per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate a Forio d’Ischia, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uomo barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustate per cui, come molte vittime, non ha denunciato il suo aguzzino, “gli strumenti della civiltà penale che abbiamo costruito – osserva Francesco D’Angelo – sono caduti in pezzi  davanti alle sofferenze e al sangue versato dalla vittima, non riuscendo a raggiungere il barbaro, anch'egli portatore di pesanti ‘culture’, opposte ai valori fondativi della nostra Comunità: democrazia lavoro solidarietà uguaglianza, i nostri valori identitari. Non bisogna scegliere l'indulgenza mascherata da impunità – prosegue D’Angelo – Anche gl’immigrati che vivono e lavorano nel nostro Paese, che a volte commiseriamo, finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese, che pone al centro diritti e doveri, a partire dalla inviolabilità della persona. Spetta a tutti noi impegnarci per il progresso civile culturale e penale attraverso l’applicazione delle leggi e la loro evoluzione”.
Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente l’approvazione dell’Italia, proprio in queste ore, della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica,  che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania e Portogallo. La Convenzione, 81 articoli, sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore, di cui otto componenti del Consiglio d’Europa; essa  rappresenta un primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza.

“Dobbiamo fare in modo che questo prezioso risultato – commenta l’autore della “Luna di sopra” – acceleri in Italia un processo di evoluzione complessiva delle regole del vivere civile; si tratta di una battaglia culturale profonda, che riguarda tutti e ciascuno. Anche la Comunità ischitana – conclude Francesco D’Angelo – può contribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione, assicurando al fustigatore di Forio d’Ischia ciò che la giustizia italiana impone: e cioè che la violenza – in ogni forma e da chiunque praticata, sia indigeno o straniero – non resta impunita.
Napoli 29.5.2013

mercoledì 12 giugno 2013

ISCHIA :Isola verde sangue / violenza contro le donne / un commento dello scrittore francesco d'angelo / 31.05.2013


Giorni fa a Lacco Ameno un giovane dominicano è arrestato per avere tentato di uccidere la moglie.
L'8 Maggio a Forio d'Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia del 'fratello' sotto gli occhi di passanti e turisti. L'aggressore è ancora libero.

"Ischia feroce con non conoscevano..."commenta amaramente francesco d'angelo , autore de "La luna di sopra" il romanzo edito da Graus  vincitore nel 2012 del premio nazionale "Torre Petrosa" Vibonalti, che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendita isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne infiamma l'Italia intera.

In provincia di Cosenza , 26 maggio Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanxato, che NON  sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus-sostiene d'angelo- ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschlismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e trasmettono ai figli tale sciagurata propensione al massacro.
A parere  dello scritore "l'anbiente in cui si colloca il gesto assassino e trucido che spegne una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne".

In Italia una donna su tre è stata vittima , almeno una volta dell'aggressivitò di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e spesso vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner.
Nel 2012 una donna ammazzata ogni due giorni ; quasi 700 mila casi hanno subito violenze da parte del partner. Nel 2012 , una donna ammazzata ogni due giorni; quasi 7oo mila hanno subitoviolenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza delìi figli.
Per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uoma barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustata per cui, molte vittime , non ha dnunciato il suo aguzzino. Gli strumenti della nostra civiltà penale - osserva francesco d'angelo - sono caduti in pezzi davanti alle sofferenze e al sngue versato dalla vittima non riuscendo aa raggiungere il barbaro anche'egli portatore di pesanti 'culture' opposti ai valori fondativi delle nostre comunità: democrazia, lavoro, diritti, parità, antifascismo. Non bisogna sceglere l'indulgenza nascherarata da impunità- prosegue lo scrittore -prosegue lo scrittore . Anche gli immigrati che vivivono del loro lavoro nel nostro Paese che a volte commiseriamo,m finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese , che pone al centro diritti, doveri a partire dall'inviolabiltà della persona . Spetta a tutti noi impegnarci per il benessere e per il progresso civile culturale e penale attraverso l'applicazione delle leggi e la loro evoluzione.

Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente la recenta approvazione da parte dellItalia della Convenzione di Istambul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania, e Portogallo.
La convenzione, 81 articoli rappresenta un ptimo strumento internazionale vincolante che crea un quadro normativo completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza. Ma sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore , di cui otto componenti del Consiglio del Consiglio d'Europa.
Dobbiamo fare in modo che qyesto prezioso risultato. commenta francesco d'angelo autore de "La Luna di sopra" accelleri un processon din evoluzione complesiva delle regole delmvivere sociale- civile; si tratta din una battaglia complessiva profonda che rigurarda tutti noi come collettività e comem singoli cittadini.
Anche la comunità ischitana -conclude - francesco d'angelo - può conmtribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione assicurando al fustigatore di forio d'Ischia ciò che la Giustizia Italiana impone e cioè che la violenza - in ogni forma e da chiunque praticata , sia indigeno che straniero NON RESTI IMPUNITA..

giovedì 9 maggio 2013

Da Napoli lo scrittore francesco d'angelo : la violenza di Forio d'Ischia non resti impunita!

Ecco di seguito il testo della dichiarazione di francesco d'angelo inviata ai mas media dell'isola d'Ischia il 9 maggio 2013.

Come tutti coloro che sono venuti a conoscenza del feroce episodio, lo scrittore francesco d'angelo condivide l'orrore e lo sgomento per quanto avvenuto a Forio d'Ischia, dove in pieno centro e sotto gli occhi atterriti di numerose persone una ragazza cingalese è presa a cinghiate da un connazionale e lasciata a terra in una pozza di sangue.

Ma la notizia suscita anche profenda amarezza nell'autore della "Luna di sopra", il romanzo edito da Graus, vincitore della sesta edizione del Premio Nazionale - Vibonati - che d'angelo è venuto molte volte a presentare nell'isola verde, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.

"Mi sento legato a quel territorio. Sono sicuro - dice ancora lo scrittore - che il Comune, la Magistratura, le Forze dell'Ordine, la Comunità più ampia si stringeranno intorno alla ragazza che per terrore non ha voluto denunciare il suo barbaro aguzzino, quasi certamente un familiare e certamente ancora nascosto sull'isola, affinché il criminoso episodio non solo non resti impunito, ma si dia il segno della condanna unanime da parte della gente civile ad ogni forma di violenza.

Una condanna inappellabile, necessaria mai come in questo momento . afferma francesco d'angelo - in cui nel nostro Paese donne di ogni età sono vittime ormai quotidiane di violenza, spesso fino all'omicidio, da parte di mariti, compagni, ex fidanzati, che ritengono dii poter disporre delle donne come se fossero oggetti di loro propietà

giovedì 25 aprile 2013

l'una con l'altro


Urlammo al dolore - prima dell'amicizia amorosa - condividemmo le sfide dell'esistere fino al tramonto  - che pure fece la sua parte d'ipocrisia - si allontanò dopo il caffè - rimanemmo Lei e me - io inutile senza Lei - lei svuotata senza me - ci sentivamo indispensabile una con l'altro - ma necessari a combattere il fallimento degli affetti costruiti - fummo distrutti dalla sua timidezza
il nuovo non sempre ha il suo fascino - spesso il già conosciuto pur insoddisfacente è una garanzia.