mercoledì 12 giugno 2013

ISCHIA :Isola verde sangue / violenza contro le donne / un commento dello scrittore francesco d'angelo / 31.05.2013


Giorni fa a Lacco Ameno un giovane dominicano è arrestato per avere tentato di uccidere la moglie.
L'8 Maggio a Forio d'Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia del 'fratello' sotto gli occhi di passanti e turisti. L'aggressore è ancora libero.

"Ischia feroce con non conoscevano..."commenta amaramente francesco d'angelo , autore de "La luna di sopra" il romanzo edito da Graus  vincitore nel 2012 del premio nazionale "Torre Petrosa" Vibonalti, che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendita isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne infiamma l'Italia intera.

In provincia di Cosenza , 26 maggio Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanxato, che NON  sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus-sostiene d'angelo- ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschlismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e trasmettono ai figli tale sciagurata propensione al massacro.
A parere  dello scritore "l'anbiente in cui si colloca il gesto assassino e trucido che spegne una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne".

In Italia una donna su tre è stata vittima , almeno una volta dell'aggressivitò di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e spesso vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner.
Nel 2012 una donna ammazzata ogni due giorni ; quasi 700 mila casi hanno subito violenze da parte del partner. Nel 2012 , una donna ammazzata ogni due giorni; quasi 7oo mila hanno subitoviolenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza delìi figli.
Per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uoma barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustata per cui, molte vittime , non ha dnunciato il suo aguzzino. Gli strumenti della nostra civiltà penale - osserva francesco d'angelo - sono caduti in pezzi davanti alle sofferenze e al sngue versato dalla vittima non riuscendo aa raggiungere il barbaro anche'egli portatore di pesanti 'culture' opposti ai valori fondativi delle nostre comunità: democrazia, lavoro, diritti, parità, antifascismo. Non bisogna sceglere l'indulgenza nascherarata da impunità- prosegue lo scrittore -prosegue lo scrittore . Anche gli immigrati che vivivono del loro lavoro nel nostro Paese che a volte commiseriamo,m finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese , che pone al centro diritti, doveri a partire dall'inviolabiltà della persona . Spetta a tutti noi impegnarci per il benessere e per il progresso civile culturale e penale attraverso l'applicazione delle leggi e la loro evoluzione.

Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente la recenta approvazione da parte dellItalia della Convenzione di Istambul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania, e Portogallo.
La convenzione, 81 articoli rappresenta un ptimo strumento internazionale vincolante che crea un quadro normativo completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza. Ma sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore , di cui otto componenti del Consiglio del Consiglio d'Europa.
Dobbiamo fare in modo che qyesto prezioso risultato. commenta francesco d'angelo autore de "La Luna di sopra" accelleri un processon din evoluzione complesiva delle regole delmvivere sociale- civile; si tratta din una battaglia complessiva profonda che rigurarda tutti noi come collettività e comem singoli cittadini.
Anche la comunità ischitana -conclude - francesco d'angelo - può conmtribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione assicurando al fustigatore di forio d'Ischia ciò che la Giustizia Italiana impone e cioè che la violenza - in ogni forma e da chiunque praticata , sia indigeno che straniero NON RESTI IMPUNITA..

Nessun commento:

Posta un commento