Il
Magnifico Rettore Lidia Viganoni e la vista corta
Da Napoli Francesco D’Angelo*
Rilevata la presenza da
alcuni giorni di giostre – ovvio, per bambini - in via Partenope proprio
all’ingresso dell’Ateneo, il Rettore denuncia: “E’ sconcertante il
posizionamento delle giostrine davanti al Palazzo Du Mesnil; offende l’Ateneo
ed è un’offesa e una mancanza di rispetto verso il patrimonio culturale della
nostra città”.
Il Rettore definisce
dunque l’invasione delle giostrine “una mancanza di rispetto verso il patrimonio
culturale” di Napoli.
Ma, scusi, Magnifico
Rettore Viganoni, Lei giustamente s’indigna per “l’offesa” delle giostrine selvagge: e l’assassinio
di un Patrimonio dell’Umanità come l’Istituto Italiano per gli Studi
Filosofici in via Monte di Dio, colpito dall’insipienza e dall’odio di numerosi
soggetti napoletani e regionali come lo definisce?
Il processo omicida è stato innescato circa tre anni fa – da quando cioè l’Istituto con sede in Palazzo Serra non riceve alcun sostegno finanziario - e l’estate scorsa si è verificata la deportazione dei circa 360mila volumi della preziosa Biblioteca in un deposito a Casoria e in vari scantinati: dunque Lei, Magnifico Rettore, ha avuto tutto il tempo di rendersi conto di ciò che stava e sta tuttora avvenendo.
Il processo omicida è stato innescato circa tre anni fa – da quando cioè l’Istituto con sede in Palazzo Serra non riceve alcun sostegno finanziario - e l’estate scorsa si è verificata la deportazione dei circa 360mila volumi della preziosa Biblioteca in un deposito a Casoria e in vari scantinati: dunque Lei, Magnifico Rettore, ha avuto tutto il tempo di rendersi conto di ciò che stava e sta tuttora avvenendo.
Non mi dirà, Signora Viganoni,
che non se n’è accorta ancora, o che ne è a conoscenza ma preferisce parlare di
giostrine selvagge: mi scusi, ma per un Rettore mi pare un po’ poco, sebbene in
sintonia con l’andazzo cittadino.
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