di Francesco D’Angelo*
I commercianti napoletani senza scuorno che giovedì 11 aprile hanno pacchianamente e
selvaggiamente inscenato cortei violenti nella forma, lanciato imprecazioni e
malessere contro alcuni provvedimenti riguardanti la viabilità, sono gli
stessi che:
insudiciano i marciapiedi con scarti e rifiuti, bloccano il traffico
durante la giornata per scarico merci per il loro esercizio, invadono i
marciapiedi esponendo loro mercanzia ma se la prendono con gli
extra-comunitari che li imitano, sfruttano i propri dipendenti violando
leggi e contratti di lavoro praticando il "cavallo di
ritorno", sono tra gli evasori fiscali più agguerriti, piangono
sempre miseria, parcheggiano le loro due o quattro ruote più o
meno appariscenti fuori ai propri esercizi commerciali e qualche volta
parcheggiano i SUV sopra i marciapiedi, umiliano e penalizzano adulti e ragazzi portatori
di carrozzella occupando i marciapiedi, ai rumori cittadini
addizionano 'musiche' provenienti da amplificatori
al "max", non hanno mai aderito ad
alcuna manifestazione di impegno civile perché per essi “‘a politica
è tutta sporca…”.
Questi commercianti senza scuorno, infine, hanno lasciato solo il singalese
Joseph Sumiththa, mentre veniva taglieggiato da delinquenti e dopo aver
sporto denuncia s'impiccava con un lenzuolo a causa della forte
depressione: eppure era un commerciante anche lui.
Sono questi i commercianti omertosi e senza scuorno che abbiamo visto e ascoltato durante il
violento corteo dell’11 aprile 2013.
Napoli non ha bisogno di costoro che portano in petto la serpe
dell'inciviltà, del dispregio di leggi e regole di un vivere civile
e solidale, degno di questa città, di cui assieme ai parolai di mezza tacca
sono acerrimi nemici.
* scrittore,
Premio Letterario Nazionale 2012 “Torre Petrosa” – Vibonati per il romanzo “La
luna di sopra”, Graus Napoli.
http://piazzettanilo.blogspot.it/
Napoli 12 aprile 2013
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