mercoledì 10 aprile 2013

DA Napoli: "no ai parolai di mezza tacca"


N.22/ Giuseppe Galasso, il Comune, i tecnici, gli appelli mancati, gl’interessi celati. E assessori distratti.

Da Napoli lo scrittore Francesco D’Angelo: “Chi dovrebbe governare e fare cultura ha cancellato la tragedia dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici”.

 

Come salvare la città di Napoli? Se lo chiedono in tanti, promotori anche di “Carte” e “Manifesti”. Il Professore Galasso, nato a Napoli nel 1929, tra le multiple cose di cui si occupa trova il tempo di lanciare un appello dalle colonne del “Corriere del Mezzogiorno”, e risponde che una nuova mobilitazione civica sarebbe la… “Pasqua di resurrezione meridionale” (“Corriere” del 24 marzo, domenica delle palme).

Quanta demagogia in questa frettolosa, facile espressione rivolta ai devoti. Un ulteriore nuovo ‘papa’?, forse lo stesso Professore si ispira a tale ruolo?

Bisogna dire che nel bel presepe partenopeo, l’esimio Galasso ha guadagnato in tantissimi anni di attività un posticino: quello del già visto, già sentito; un ripetersi all’infinito di ragionamenti e soluzioni superati dall’attualità.

Faremmo un torto all’Assessore regionale alla Ricerca scientifica Guido Trombetti se nel presepe non mettessimo anche lui.

A seguito dell’incendio di Città della Scienza, l’Assessore dichiara al quotidiano “Il Denaro” che a suo parere il problema non è di carattere economico: “Ci sono finanziamenti, donazioni, assicurazioni che daranno prime immediate risposte, così da avviare una rapida soluzione. Il problema principale è invece decidere dove ricostruire Città della Scienza”.

Qualche giorno prima, in occasione del convegno “Smart Innovation e Patrimonio culturale” al quale “il Denaro” dedicò ampio spazio, l’Assessore Trombetti inaugurava Databenc, Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni culturali.

“Databenc serve a fare sistema sul patrimonio più prezioso di cui godiamo, la cultura”,  dichiarava Trombetti; "… Databenc è un progetto che non serve solo allo sviluppo ma soprattutto al progresso della città… a migliorare il nostro livello di cultura, il nostro benessere in senso più ampio…”.

Ci si chiede: ma l’assessore conosce la tragedia dell’inciviltà che si è abbattuta a Napoli? Tragedia immane perché colpisce un Patrimonio dell'Unesco… sa cos’è l'Unesco, Assessore? Parliamo dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: è a Monte di Dio, in Palazzo Serra di Cassano. Da tre anni non riceve alcun sostegno finanziario; da un anno i preziosi volumi della Biblioteca, circa trecentosessantamila, giacciono in cartoni, fra depositi e scantinati. Lei dov’era, Assessore, mentre avveniva questa tragedia? E cos’ha fatto, se non per impedirla,  almeno per ostacolarla? Ma forse non ricorda, perciò le trasmetto le coordinate: se la luce della memoria le si riaccendesse, Assessore, proverà a togliere polvere e ragnatele che soffocano la conoscenza, la cultura, la libertà? Farà qualcosa, insomma, con il suo Presidente Caldoro che disturba  “istituzionalmente” la Merkel in vacanza ad Ischia?

Torniamo all’illustre Galasso e al suo appello salvifico. Credo che… l’orco, chiamiamolo così, che lo storico propone di cuocere sia la persona del Sindaco di Napoli; le fiamme saranno appiccate dal nutrito gruppo di fanatici che scorrazzano alla sua Corte dei Miracoli, personalità importanti, esponenti di baronie universitarie interessati a ben altro che innovare e razionalizzare l’Università, tutelare gli studenti, combattere costi e privilegi del sistema-accademia.  

“… i due i funesti eventi della Riviera di Chiaia e di Bagnoli”, scrive Galasso: anche  qui la dimenticanza, forse per gl’impegni multipli, forse l’età, “hanno dato a tutti l’impressione di una finale resa dei conti in una partita che da tempo… si complica e si fa sempre più disperata”. “Di tutto ciò solo il tempo potrà, però, dirci qualcosa…    questo è per Napoli il momento di un governo tecnico che ponga i problemi più urgenti con precedenza assoluta rispetto a tutti i particolarismi programmatici e a tutte le appartenenze politiche e non politiche”.

Canonico esempio di qualunquismo militante: la politica sforna particolarismi; diritti doveri e regole (interessi diffusi in città dagli opinionisti della domenica) sarebbero invece assicurati dalla presenza in giunta di “tecnici”, cioè consulenti, portaborse di élites universitarie, baronie e mandarinati vari. E dove troverebbero alcuni Rettori Universitari i potenziali tecnici per la giunta salvatrice? All’Università, in fondazioni, associazioni culturali che usufruiscono di contributi pubblici?

Quale scenario ha in testa il Professore Galasso per sé e per i suoi simpatizzanti, quali finalità? Com’è che persone non  elette ritengono di poter tecnicamente usurpare il governo agli  eletti dai cittadini?

Possibile che anche al Professore Galasso, all’illustre storico sia sfuggita la lettura di “uno scandalo internazionale”, come lo ha definito l’Unesco, per cui “l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha conquistato una dimensione che non trova termini di paragone al mondo; organizza corsi dappertutto in Europa, pubblica opere in sei lingue antiche e moderne e contribuisce a fare di Napoli una vera capitale culturale” (dal Rapporto 1993 dell’Unesco sullo stato della filosofia in Europa, a cura di Raymond Klibansky e David Pears).

Mi domando perché il professor Galasso, che vuole salvare (con i “tecnici”) la città di Napoli, non mi risulta abbia mai nemmeno starnutito per un Istituto Patrimonio dell’Umanità che si trova a Monte di Dio, proprio a Napoli: ferita da trascuratezza e miopia di dirigenti amministratori, ma specialmente di una larga fascia di studiosi, intellettuali come l’illustre Galasso che parlano, scrivono appelli e non scorgono la tragedia sotto i loro occhi.

(Mal) costume sciagurato. Napoli faccia a meno dei parolai di mezza tacca.

 

Napoli, 6.4.2013

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