mercoledì 16 gennaio 2013

Scampia Napoli andata e ritorno


Dipendenza da cocaina
vittime di spaccio e violenza
nessuna dipendenza dalla dignità
la dignità ha paura tanta paura.

Abbiamo perso la città
solo morti tanti anni fa
solo morti ieri
assassinati trucidati
la vendetta dello zingaro trascurato
nessuna piazza zeppa di sogni di riscossa
ma funerali con bandiere e ostie
tra vele piramidi e bidelli dormienti
cancelli spalancati alla morte.

Abbiamo perso la città
volevamo nascerte folli
nascere in primavera
volevamo una lingua parlante
abbiamo una biforcuta servile a mandolino.

Laggiù si staglia il mare
non so nuotare ma urlo
anche aiuto è parlare
cocaina è silenzio
bruciare libri è falò uncinato
non leggerli omicidio.

Preti in sosta per messe
mentre coppola rossa benedice e urla
inascoltato
come i poeti nessuno li pensa
nessuno li legge
solo urla e palloni al campo.

San Paolo pure è andato via.

Abbiamo perso la città
la colonna sonora è crepuscolare
copre volti chiude occhi
disarma la dignità costruisce ombre al posto delle persone.

Volano parole senza accento
senza punto esclamativo
quello interrogativo cancellato
le chiamano assemblee.

Abbiamo perso la città
nessun barlume di coraggio
nei confronti della morte
svaliggiano le redazioni
lanciano cartine in bottiglie per altri mari
che altri raccoglieranno
che altri leggeranno
ad altri le soluzioni.

Non infastidire le piazze di Scampia di cocaì è la risposta della pancia
Abbiamo perso la città è l'interrogativo della testa
Scampia ore fa ha regalato le chiavi.
C'è resistenza all'indifferenza ci siamo.



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