Dichiarazione di P. Domenico Pizzuti (versione integrale)
Venerdì sera nel corso della prima serata della trasmissione "Leader" su canale 3, condotta da Lucia Annunziata e focalizzata sull'ex PM Salvatore Ingroia che capeggia la lista "Rivoluzione civile", inaspettatamente in seconda fila nel salotto televisivo abbiamo visto il presidente della 8° Municipalità Avv. Angelo Pisani ben noto per le sue esternazioni avverso la realizzazione della fiction "Gomorra2".
In primo luogo, a meno che non vogliamo parlare di circo mediatico che tritura tutto senza discerimento, è sembrato fuori luogo dare voce in una trasmissione di carattere nazionale ad un personaggio le cui posizioni sulla location o meno della fiction "Gomorra2" sono state a loro volta contestate da cittadini ed associazioni preoccupate da prese di posizioni populiste e strumentali.
Esse non giovano solo al buon nome di Scampia quanto alla centralità di un dibattito su un progetto di crescita sociale, culturale e civile di questo quatiere con le forze sane e preparate come le associazioni sociali, culturali e civili operanti da anni sul terreno.
In secondo luogo, abbiamo ascoltato preoccupati se non allibiti, non tanto l'affermazione del Pisani di farsi interprete di sentimenti della gente ( cioè la pancia) rispetto a fiction ipoteticamente ripetitive di stigma negativi da respingere, quanto l'affermazione non contestata (se non andiamo errati) nella trasmissione che il degrado di Scampia non sarebbe da attribuire alla presenza della "camorra" (sic), quanto alla mancanza di politiche in favore di questa periferia da parte delle passate amministrazioni comunali di destra o sinistra che fossero.
Riteniamo l'affermazione non solo non rispondere ad un'analisi storico-sociale, ma con una gravità inaudita esimente la criminalità organizzata con i metodi e traffici perversi da ogni responsabilità per il buo o cattivo nome di Scampia, quando nei mesi scorsi come è noto le forze dell'ordine congiunte con impegno e continuità hanno operato per l'eliminazione delle piazze dello spaccio ed il controllo del territorio.
Se non siamo "beoti" è un insulto ed un tradimento all'azione di contrasto nei confronti della criminalità organizzata, che non va accettato.
Nessun commento:
Posta un commento