venerdì 18 gennaio 2013

Napoli Scampia...: non aprite quella fiction !



In riferimento della porta chiusa in faccia, da parte di persone di Scampia, alla possibilità di realizzare nel quartiere una fiction ispirata a "Gomorra" di Roberto Saviano, prodotta da Sky, si è inviata il 17 gennaio ai aile testate giornalistiche una nota dello scrittore francesco d'angelo.
Ecco di seguito il testo.

Scampia : non aprite quella porta
I media ci informano che a Scampia un'assemblea definitasi "del Popolo", alla quale avrebbero preso parte cittadini, preti, associazioni, studenti, giornalisti, maestre e dirigenti scolastici, pescivendoli, farmacisti, edicolanti, politici si è mobilitata per scongiurare il rischio di una fiction da realizzare nella stessa Scampia, ispirata al celebre "Gomorra" di Roberto Saviano, prodotta da Sky.

Il "Popolo" di Scampia, a quanto risulta, riunito in Assemblea come i rivoluzionari francesi nella Sala della Pallacorda si sarebbero fieremente e orgogliosamente opposti all'arrivo massiccio in quel di Scampia di operai, teconici, truccatori, rumoristi, trovarobe, ingegneri, addetti stampa, addetti al catering, attori, stuntman, controfigure, comparse, Vigili Urbani, Forze dell'Ordine, garzoni di bar, personale della ristorazione, reporter della carta stampata e radio e televisioni, certamente anche 'tv' straniere oltre che un'infinità di curiosi e altro.

L'esultante e laborioso in questa fase Presidente dell'Ottava Minicipalità ha ribadito ai giornalisti l'esito dell'Assemblea del Popolo", in piena sintonia con il suo parere contrario ai lavori d'installazione del Set e alle riprese: Se realizzata la fiction lancerebbe messaggi diseducativi per i ragazzi di Scampia ed il futuro dei giovani; il libro "Gomorra" danneggia Scampia.
Ecco i due filoni di pensiero e cultura che hanno caratterizzato l'azione del Presidente della Minicipalità e dell'Assemblea del Popolo di Scampia.

Credo sia facile, scontato immaginare che una produzione televisiva a Scampia può ri/accendere attenzione, riflettori, rilanciare discussioni, denuncie, stimilare iniziative, progetti di analisi su traffici illegali, spaccio di cocaina, infelicotà dei cittadini di Scampia, sicurezza generale e nelle scuole e nei mezzi di trasporto pubblici, riflettori sulle prevaricazioni, violenze giornaliere di cui sono quotidianamente vittime i cittadini di scampia, il tutto impegnado ancora le Istituzioni locali ma nazionali. Certo in quell'incontro definito "Assemblea del Popolo" mancavano altri numerosi popoli che soffrono di camorra, ma è pur vero che Scampia non è il loro territorio...e ognuno si faccia i territori suoi...verrebbe da dire.

L'obbiettivo di tutti i Popoli e le Comunità è lavorare, vivere in serenità e solidarietà, vivere in maniera inclusiva e partecipativa alla vita sociale, economica e istituzionale.
Credo che 'aprire la porta' accendere ancora i riflettori, osservare, portare ancora alla ribalta una realtà complicata possa essere una nuova occasione per rilanciare drammi quotidiani antichi e recenti di una realtà come Scampia e immaginare quindi nuovi interventi tendenti sia ad una evoluzione economica, sociale del territorio che in ambito di sicurezza e lotta alla criminalità.

Penso perciò che questa decisione di impedire a tante persone, a tanti lavoratori dello spettacolo, dell'informazione e non solo, di entrare nei territori di Scampia per svolgere il proprio compito come ogni cittadino per bene troverà la compiacenza di camorriste e camorristi di quel territorio in particolare, perchè così loro potranno continuare a praticare l'illegalità criminale, liberi però da fastidiose presenze e intralci ai propri loschi affari.

1 commento:

  1. perché non fanno una fiction non fiction sui centri di spaccio in pieno centro sotto gli occhi protettori della polizia a Forcella? credo ci siano ancora: loro sopra le scale di fianco a Michele, i poliziotti giù, di fianco alla pizzeria di fronte

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