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mercoledì 23 gennaio 2013
...il manifesto e il dito che indica ...la luna
Nota di francesco d'angelo inviata ai media il 20 gennaio 2013
Sul web incontriamo le immagini di manifesti affissi in vari punti di Napoli, forse abusivamente perchè sulle foto non si nota il timbro di autorizzazione, che indecorosamente attaccano lo scrittore Roberto Saviano in quanto è scritto, colpevole di speculare sulla città e su Scampia, che "non ha bisogno di fiction, ma di lavoro".
Manifesti e contenuti sono in sintonia con quanto detto dal Presidente dell'Ottava Municipalità per spiegare la sua fiera opposizione ad una fiction da realizzare a Scampia, ispirata al celebre
"Gomorra"di Saviano, prodotta da Sky.
Contenuto del manifesto si dimostra in sintonia con quei napoletani che praticano l'antica abitudine, invece di alzare gli occhi, si fermano a osservare il dito invece che la luna...di sopra.
Il fatto è che fanno paura le camorriste e i camorristi, fa paura la camorra.
E' facile, infatti, criticare, attaccare uno scrittore, un poeta, un sindaco, un politico per bene, un amministratore onesto, perchè costoro saranno disponibili al confronto educato, civile, emancipato; ma come si fa a criticare, addirittura condannare le gesta criminose di camorriste e camorristi che assediano Scampia, Secondigliano e l'intera città di Napoli?.
Questi sparano, minacciano, usano la violenza, si vendicano nel tempo, è cosa risaputa e
cronaca quotidiana, almeno per chi ha la possibiltà di leggere e seguire le notizie sulle
pagine web e poi sulle 'tv'.
Dire che Scampia, come fa il manifesto, "Scampia vuole posti di lavoro"...è facile, si afferma
un'esigenza scontata, risaputa e usata ad ogni tornata elettorale nei messaggi politici anche quelli inquinati da bugie, falsità promesse e nella compravendita di voti.
"Scampia vuole lavoro"richiesta che nasconde quella controcultura napoletana che chiede solo, e sopratutto chiede all'esterno, ad altri e non a partire dal suo interno soluzioni e rimedi, senza che ci si ponga alcuna domanda su qualità e sicurezza dei territori avvelenati e inquinati dai camorristi.
E' l'intera città metropolitana che ha fame di occupazione e rispetto dei contratti, da parte di quei datori di lavoro che offrono discutibile occupazione a migliaia di persone, giovani.
Quante buste paga con il metodo del "cavallo di ritorno" ?; sistema praticato dai datori di lavoro in numerosi esercizi, uffici, serre, aziende ecc?
Per chi non lo sapesse, il "cavallo di ritorno" è quando sulla busta paga compare la cifra spettante, ma il dipendente intasca quasi la metà avendo però firmato sulla busta per ricevuta la cifra intera.
Tanto per porci qualche domanda e fare qualche esempio: come sono pagati i giovani dipendenti degli esercizi commerciali- e sono un'infinità-in Corso Umberto in città?
Quanti imprenditori hanno imprese e vivono sotto il ricatto dei camorristi?
Quante persone vorrebbero impegnarsi, sacrificarsi per investire in una attività ma rinunciano per paura della camorra, sia a Scampia che nella città di Napoli e provincia?
Dunque, prima di chiedere genericamente "lavoro", è il caso o no di porsi una serie di interrogativi, sulla qualità civile, sociale ed economica dei nostri territori a partire dalla qualità della sicurezza? Domandarsi se eventualmente la camorra sia il primo freno ad uno sviluppo locale?
I primi nemici di Napoli sono donne e uomini di camorra con i relativi intrecci; poi ci sono i politici corrotti, collusi, i 'dipendenti' della camorra, gli amministratori distratti, datori di lavoro aspiranti o realizzati schiavisti che oprano in sottoscale, distese agricole o strutture fatiscenti e irregolari
ecc; i nemici dell'inetra città metropolitana sono coloro che hanno avvelenato e avvelenano ancora gran parte della nostra regione, sono quei preti che per (non) parlare di camorra usano l'efumismo..."il male", e non il male col suo nome e cognome come fa il Cardinale di Napoli.
I nemici sono quelli che imbrattano i muri con manifesti che non dicono una parola sulla camorra
ma attaccano uno scrittore: a quando il rogo dei suoi libri?
I nemici di Napoli sono quei napoletani qualunquisti e incolti, ma con la Laurea che speculano sulle esigenze di vita dei bisognosi, e il primo speculatore è il camorrista.; poi abbiamo giovani napoletani che prendono d'assalto la città in ogni fine settimana e la fanno a pezzi: dove sono i genitori?
E la "baby gang che vorrebbe giocare a "uccidi il poliziotto"?, è cronaca recentissima.
Perchè maestre e maestri delle nostre scuole sono maltrattati e minacciati da genitori "offesi" dall'azione educativa, la buona educazione, il rispetto per l'altro?.
I nemici di Napoli sono quei napoletani che non leggono libri e fanno chiudere Biblioteche
senza dire nulla, leggono solo quotidiani sportivi, sono quei napoletani che continuano a soffermarsi sul dito indicatore e non guardano ...la luna di sopra.
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