giovedì 20 dicembre 2012

danzarono danzanti


mi ritrovai
sul bianco strisciato
con il verde educato accanto
e il rosso salutato
ho creduto di morire
forse lo ero
ancora non lo sapevo
troppo caos
non aiuta a pensare.
tra sguardi frecce di parole appuntite
e mani lanciatrici di bombe.
Nessuna musica di banda mi accompagnava a piedi
cercavo melodie e venature jazz
cercavo Louis Armstrong e la sua tromba
cercavo l'ascolto di poesie sussurrate
niente fiori puzzolenti e tristi
e parolai di parole
di caffè di bar e barzellette e mani giunte e assassine.
Volavo urlavo mi dondolavo
la schiena alla strada dritta e nera
rumori di guerra ombre danzavano danzandomi a cerchio
parevo la preda di una oscura inciviltà
il caos ancora si affacciava sulla piazza
voleva gocciolarmi con acqua avvelenata
mi scanzavo giocando
spezzato rapito da un raggio di sole
sospiravo.
La carozzella capovolta sorrideva con le ruote a girotondo impazzito
c'era fretta intorno qualche sospiro.
Stanco addormentatomi chiamai Gleen Gould
che lasciò la copertina con il suo piano
il maestro ancora con la mano sulla guancia gli sorrideva
pacioso, riflessivo sereno
pure io ora lo ero
ora sentivo in lontananza la zingara fisarmonica
quando venne la chitarra
chiusi gli occhi quando posero sotto il mio capo un libro
voltai a mancino lo sguardo
il treno partiva la maestra faceva un cenno di mano
altrove preparavano la macchinetta del caffè
sospirando mi addormentai.

Nessun commento:

Posta un commento