Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
mercoledì 12 dicembre 2012
dal terrazzo gli infiniti ricami
S'affacciò la luna circondata da luccichii di stelle
l'intero stagno brulicava di riflessi di luce e di vita
numerose rane dedicavano un concerto alla luna di sopra
che incuriosita ascoltava raccogliendo altri suoni che si annidavano ai bordi dello stagno
tutto pareva una melodia storta
gentile la luna di sopra sostò ancora poi si allontanò.
Il caos della città di sotto la chiamava
sorvolò gli intellettuali in altalena
non si curò degli sberleffi privi di sostanza
amareggiata sostò sui corpi uccisi
pianse la paura dei bimbi e sui genitori falliti che
scambiarono le lacrime della luna per acqua minerale.
Sostava adesso sul balcone delle tende al vento dove si rifugiava lo scrittore
ascoltatore di Glenn Gould nella città della tarantella
all'ultimo piano del palazzo della testa di cavallo in fondo al cortile.
Le note del piano lievitarono la sua presenza e si trovò vicina al terrazzo
sorprese il pensatore al telescopio che la cercava disperatamente
dopo avergli illuminato la dolente schiena la luna comprese che mai si sarebbe accorto della sua presenza così fuori posto e così vicina.
Ritornò sommessa in alto.
Le rane l'accolsero ancora
il gracchiare era musica al contrario
le note si arrampicavano al contrario sui fili del pentagramma
sgonfiate poi tacquero.
Lo scrittore ancora la cercava faceva la corte alla luna
accadde che i loro sguardi s'incrociassero come nell'universo
quando lo zucchero e il miele si fondono indicando alle città nuovi sentieri per scoprire le amorosità che ingigantiscono quelle ostacolate, lapidate, sparate, impiccate, celate.
Gli sguardi dell'amore regalavano nuovi infiniti ricami che scioglievano
le titubanze della volpe
non ancora ricamavano l'esistenza
non ancora fermavano gli assassini
non svegliavano i dormienti e i pigri
non facevano volare la città di sotto e resisteva chi per fare scrivere voleva i polsi.
Quando si sveglia un popolo se nemmeno gli assassini a scuola danno la resurezione all'indifferenza?
Dalle aule delle scuole deve nascere il nuovo e non farlo uccidere ancora giunco.
Quando un po' di Africa ti verrà vicino per abbattere i tuoi faraoni
fermati dov'è il barbuto nella tua città
lavati alle sue acque del sangue che tutto copre
abita la città e vola a Scampia e ara la terra della ribelle testimonianza e salva
gli occhi dalle tenebre e il sorriso del domani
l'assassino di camorra ha messo radici nella vita quotidiana è normale
le mura della vergogna si alzano e circondano quartieri e vicoli e
si parla sommessamente e si spara malamente
abbiamo bisogno di scudi di libri abbiamo bisogno di farci sentinelle
libri per ogni proiettile sparato libri per ogni disperazione scippata
maestre al posto di palloni e bambole
maestri al posto di stadi colmi di urla e violenza e calciatori miti non servono
ma genitori consapevoli al posto delle televisioni
nonne e nonni liberati dagli angoli bui degli ospizi
meno funerali e più costruzione di gioia
meno preti impauriti
e riconoscenza ai poliziotti
siamo nati per essere felici
ma bisogna costruirla
la gioia.
Quando i sogni usciranno impregnati di zucchero e miele per essere realtà?
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