sabato 8 dicembre 2012

gattopardi i potenti di Napoli




Sostò la luna di sopra al canile
quando il peloso cominciò a scrivere
la luna attese dolce
il punto finale
il respiro liberatorio
i battiti del cuore ansiosi.

Lesse poi compiaciuta
ne indicò
le pagine che avevano urlato
scomposte le pieghe della vita della città di sopra
lesse compiaciuta
e ne indicò
le pagine che avevano urlato
scomposte gli interrogativi della città di sotto.

Non fiocchi colorati intorno alle storie del peloso
i mercanti sulle scale però attendevano curiosi
fu un attimo di illusione ma
vennero cacciati dall'abbaiare del peloso.

Poi venne lo sberleffo dello scrittore al soldo del gattopardo
che coprì le ferite
senza guarirle.
aperte come portafogli.

Lo sberleffo riportò i mercanti al basolato delle scale.

Il sole scaldava la città distratta
quando il peloso chiuse il libro
il punto fu il dolce esito
il suicidio fu il caffè cortese
donato alla città dell'oblio.

In mezzo al mare violentavano la sirena
lo sberleffo dava il tempo
in via Chiaia regalava biglietti del teatro
inseguivano i pelosi i figli di genitori falliti
nei mercati si spacciavano libri antichi
nel Palazzo Serra di Cassano gli intgellettuali banchettavano
l'oltraggio.

Tutti intorno alla luna e i falò di libri
il fumo della conoscenza
disperava il sapiente
dai capelli d'argento
aveva raccolto e curato conoscenze
ancora i gattopardi erano i potenti di Napoli.

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