martedì 30 ottobre 2012

Male e camorra


La nebbia incolta è talmente spessa che ha fatto nuovi proseliti in città, molti l'hanno ancora respirata, alimentando nuove distrazioni e apertura di nuovi baratri dalle fauci sempre disponibili a masticare a prescindere, fauci al buco nero, con ilm conseguente ulteriore arretramento culturale segnato dall'indifferenza generale dei comportamenti e dunque dalla mancanza di reattività, oblio tanto liscio tranquillo e silenzioso oblio. L'arretramento ancora in corso è legato alla vicenda esplosa in particolare nei mesi scorsi d'estate quella dello smantellamento dell'Istituo Italiano per gli Studi Filosofici. Chi si è adoperato, chi ha sostenuto, chi si è adeguato a tale scellerata decisione ha contribuito a sferrare un ulteriore colpo alla città, alla sua storia di civiltà, se per questa intendiamo anche la cultura e i luoghi dove essa viene conservata, sostenuta, diffusa, promossa per la costante crescita di una comunità che non si arrena nel cortile di casa: e tutto ciò è accaduto in un a fase della nostra vita italaiana in cui gli interessi sentiti e quelli incentivati si sono aggirati esclusivamente intorno al agli interessi del sistema bancario, scagliate sulle condizioni di intere comunità, le cui forme di democtrazia rischiano costantemente il crollo; una fase che ha premiato e sta premiando le casseforti e i mercati e non invece le persone e i libri, argomento di questi appunti. Intere popolazioni hanno subito e stanno subendo (ahimè) lo stesso trattamento che subiscono gli extracomunitari clandestini nei nostri territori che prima di essere considerati persone disperatew sono "soggetti illegali": che prima della comprensione umana, geografica, politica ecco l'applicazione della legge-
Tante analisi provano, cigìfre alla mano, l'importanza della manodopera non italiana nel nostro sistema lavorativo ed economico, e ci si ferma qui, senza procedere all'applicazione di doveri anche innovativi all'onterno delle leggi del nostro Paese e delle norme intyernazionali stabilite dall'Onu e dall'Europa affinchè tutelino tutte le donne e bambine da assurde, crudeli, violente barbare intolleranze impositive. Coloro che si mostrano artefici di tali violenze dovrebbero prima scontare in carcere la punizione con possibile recuper, e poi essere caccitai via dall'Italia. L'Italia non può continuare ad avere unìimmagine estera tutta 'delinquenza, ruberie e prostituzione', ma deve puntare sulla cultura e sui diritti universali della persona. Qusta emergenza è valioda per gli italiani e per tutti quanti in mille modi sopravvivono sul suolo italiano. Orribili le persone che con le loro pubbliche decisioni hanno scelto di uccidere il libro, la biblioteca, la cultura, la storia delle persone e il futuro di Napoli: persone pericolose perchè hanno puntato sul tramonto di questa città. Per certi aspetti, tale agire mi riporta al prelato che durante l'omelia celebrata per il funerale di Pasquale Romano, vittima innocente della camorra e dei camorristi, non ha mai nominato la camorra, non l'ha mai denunciata, raccogliendo a sua insaputa delusioni e malumori, specie fra i presenti, ma pure il compiacimento delle presenze camorristiche, attente a quanto viene detto. Durante l'omelia il prelato non ha nominato 'la croce' che ha ucciso Pasquale: come se l'Uomo crocifisso non fossde stato inchidato su di un legno preparato a croce come invece è stato, ma su altra soluzione altrettanto crudele e altrettanto mortale. La storia ci dice invece che quell'uomo è morto in croce, e quella croce da tempo èsimbolo che vuole parlare di pace universale a tutto il mondo, senza eccezione alcuna, come tavolta invece fanno uomini delle gerarchie. La croce dei Napoletani è la camorra e i camorristi, ma per il prelato che va sulla tomba dei caduti non è così. Per il pacioso prelato c'è "il male" che tutto racchiude e tutto rappresenta: dunque a uccidere il povero Pasquale non sono stati i camorristi ma "il male", che comprende la camorra ma non è la camorra.  Sono convinto che l'ipocrisia e la mala fede siano la peggiore carenza umana e intellettiva delle persone. Quando Papa Paolo VI arrivò a implorare i terroristi che avevano rapito Aldo Moro disse:..."uomini delle brigate rosse": secondo il prelato di oggi dovuto invece dire "uomini del male"...?
Penso che le organizzazioni camorristiche siano liete che la parola camorra venga nominata quasi mai, come le persone di mafia e di 'ndrangheta; essere definite come "persone del male" può avere anche il sapore dell'avventura, un suo fascino: diverso sarebbe essere segnati, marchiati come camorristi o mafiosi o criminali o delinquenti. Forse è proprio l'ipcrisia la malattia che non fa chiamare le cose per il loro nome. Per esempio, i politici corrotti diventano persone del male e dunque malvagi, pure gli 'ndranghettisti malvagi, e così gl'imprenditori disonesti, gli schiavisti sfruttatori di donne, gli schiavisti che sfuttano i lavoratori nelle miniere in Sud Africa e nei sottoscala napoletani: tutti "malvagi"! tutti assieme senza peculiarità. Nella nebbia, si confondono e scompaiono le differenze, scompare tutto, e semplicemente ci sono i cattivi e malvagi da una parte, e i non cattivi e malvagi dallaltra. Insomma i "buoni e cattivi" segnati col gesso sulle grandi lavagne e antiche lavagne nere, quando il professore si assentava per un pò lasciando la classe nella nebbia degli interrogativi, in balia dei prepotenti che imponevano al capoclasse che segnarte e chi no: ma la sfortuna era quando il gessetto del potere era assegnato dal maestro ad un prepotente; ecco ch da molte povere tasche scomparivano le caramelle, qualche biscottino, qualche pennino ancora nuovo
e la carta copiativa. Si racconta che sulle spalle degli ipocriti sia appollaiato il buon senso, spetta peròai singoli portatori decidere di farne uso o mebno; nel caso richiamato, pare che il prelato abbia scacciato ilbuon senso appollaiato che può somigliare a una civetta, come quelle che negli anni addietro venivano inchiodate vive sulla facciata esterna dei portono di legno perchè 'dovevano portare bene'. Sarà il destino dei croci fissi il morire ammazzati per gli altri...
L'illustre napoletano Gerardo Marotta poco tempo fa dichiarò "che sotto i colpi degli interessi finanziari si sta vendendo l'Europa, mortificando la sua storia, il patrimonio culturale e la sua missione nel mondo". Avrebbe potuto dire "sotto i colpi dei malvagi stanno vendendo l'Europa"; e probabilmente i poteri forti non avrebbero deciso di distruggere lpillustre patrimonio storico, culturale, oggettistico e umano rappresentato dall'Istituo per gli Studi Filosofici, nel Palazzo Serra di Cassano...e tanti di noi non avremmo subito il disonore di vedere privata una città come Napoli di quei tesori, ad opera di scelte scellerate di sciacalli barbari, e non illuministi e progressisti come le funzioni che pur ricoprono avrebbero doverosamente richiesto.  Lo smantyellamento dell'Istituto e le balbuzie di numerosi esponenti politicik compreso il silenzio di Monti rappresentano all'esterno del nostro Paese "una perdita di civiltà". Anche perchè all'estero non parlano mica solo finanzieri e bamchieri! e buona parte delle cose dette all'estero sulla cultura e sulla brutta figura dei politici italiani rimangono bloccate alla frontiwera, peggio che fossero i clandestini in fuga da sofferenze e guerre. Gerardo Marotta dichiarò che "senza cultura non si realizza la solidarietà dell'Europa, che rimane preda dei mercanti, con il rischio che essa diventi appendice geografica dell'Asia".
Pensate che tale affermazioni colte, provenienti da numerosissimi libri ammassati, con giornali e riviste, tra scaffali abbuffati all'inverosimile abbiano suscitato interesse in persone che svolgonpo o che dovrebbero svolgere un ruolo Istituzionale? O in persone che anche per il lavoro sono legatye alla diffusione della cultura, addirittura del libro? Pensate che su tutto questo scrittori e scrittrici napoletani abbiano almeno starnutito una parolina impegnata e non assolutamente teorica? Assolutamente no.
Rendo onore invece alla carta stampata ed al web, che in tale battaglia di civiltà, perduta al momento? - non sono rimasti nascosti.
Dopo il trasferimento vergognoso dei mille e mille volumi in un capannone, tutto pare tacere, specialmente l'intelligenza dei napoletani che com il prelato e tante donne e uomini della politica guardano il male e non il dramma nel cortile di casa.
Perciò, che brutta gente i napoletani 'portatori di male' oppure che i napoletani camorristi, i napoletani delinquenti, i napoletani incolti e felici di esserlo, i genitori falliti e i loro figli ignoranti e violenti, i politici mediocri e disonersti, ecc.
Credo sia giusto chiamare le cose con il loro nome, e non per eufemismi, come tantissimi continuano a fare, banchettando al funerale della città di Napoli; ai quali sono dedivcate le seguenti parole:" chi non ha mai letto un libro, che non è mai entrato in una libreria o Biblioteca che campa a fa?
Chi invece ha distrutto e/o mandati in un sottoscala i libri 'schiatterà' subito con qualche colpo di tosse.

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