lunedì 22 ottobre 2012

...di melo



Il mercato dei marciapiedi
un ordinato manicomio
aspetta il sole del mezzogiorno
per predisporsi alla controra
lascerà le tracce di ogni giorno ancora.

In alto la casa disperata attende il rientro e
aspetta prigioniera coi ferri alle finestre.

Le catene alla caviglie nel cortile
cacciano letture di poesie
solo piatti d'onde ai balconi
illudono una bugiarda libertà.
L'abitudine alla droga metropolitana la fa parere una bidella
un cornetto alla nutella, un sorriso di mammà.
L'edicola vicina è alveare di api
a osservare quanti colpi ha sparato papà.
Lo spacciatore muto di mattina porta il pulmino coi grembiulini all'asilo.
Somiglia a un gabbiano
faccia bianca
ha scorticata la mano.
La mattina è famiglia e onestà
il pomeriggio è p'è figli e p'è campà
la sera ha pistola ascellare con la dose del volare.

Il mercato dei marciapiedi
un ordinato manicomio
l'odore del vino accompagna la fretta dei buoni
il vecchio dopo il caffè cerca la sfusa sigaretta dopo bevuto l'acqua benedetta
Il pesce diventa fresco sul carretto
urla ruffiane e mani d'acqua docciano friarielli e lignasante
scivolano sconfitte come mendicanti mosche su salsicce grasse
appese al sole assieme all'affamato fantasma di zingaro
che suona fisarmonica muta
ma sta alla larga
dalla stazione della vergogna napoletana
dove
tutti a scappare
nessuno a pregare
sull'oro del dolore.
Si perde al mercato lo zodiaco impaurito
hanno ripreso a sparare
la paura macchia il futuro di ogni età.

Il mercato dei marciapiedi
un ordinato manicomio
si apre al vagare di tre femmine piumate
sono civette incorvite
hanno l'anima bucata
scorre il fiele dalle loro vite
si spostano le saittelle al loro vagare
spargono l'incenso dell'inganno
sole cercano come le fogne il mare.

Il mercato dei marciapiedi a ottobre
un ordinato manicomio
i ragazzi mangiano uva sanguigna
e  profumano di melo
gli assassini di primo pelo.

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