Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
mercoledì 17 ottobre 2012
conchiglie di luna
Libera la luna rapita dal golfo
aiutala a tornare nel suo spazio d'incenso e spezie egiziane.
Non vivere la tua città come
abitante abusivo occupante di conchiglia
in mezzo all'onde del mar.
Neanche da amante
non si abitano così le conchiglie.
Amala tutta
quando
ti osserva tenace a liberar
la luna dal mare del contrabando
e liberar l'argento di luce a illuminar
la tangenziale del cambio di vita.
La tua città profuma di antico e come la luna
non vuole ormeggi
non porta ancore
ama ad occhi chiusi
è ingenua anche se antica
e facile tradirla e
ferirla al buio tra le scapole.
La tua città ha le gambe da gazzella
i piedi nudi
e corre tra i vicoli d'amor
e canta melodiosa tra lunghi capelli di sirena
semina scaglie d'argento
come molliche di pane
ti regala il gomitolo di ricci capelli per scoprire il vicolo del ritorno
devi saperla amar
e possedere fascine per bruciare la zavorra
d'oblio
la città odia gli inferni i diavoli e gli
indifferenti
ama Maria ama Gennaro
i genitori consapevoli
le maestre elementari ostaggio di genitori falliti
odia quelli distratti
fa cresecre gli alberi di legnasante
schifa
i ladri gli usurai e i
compratori d'oro
i corruttori
i ruffiani
i predatore di donne
quei costruttori edili
schifa chi rende infelici le persone fragili
di tutte le età e
s'inorgoglisce per i suoi bimbi che tenaci che scalano il vulcano.
Comprende e aiuta i perdenti
non tollera le carceri per gli assassini le prigioni per i deboli
e nemmeno gli sciupatori di Biblioteche
ma ama i Vecchi galantuomini che pur appesantiti dall'età e dalle scellerate scelte
non piegano la schiena
ama gli angeli custodi con i camici bianchi nelle corsie
S'incazza per mariuoli di libri di bibbliote e
odia i guardiani dormienti e
i fuochi di gomma degli sfruttatori
prova fastidio per
i commercianti predoni e gli avvocati cognugi d'ingiustizie
non gusta gamberi stampati e pizze urlate assieme
e si offende per i poeti a soldi.
La luna
non si culla d'oblio
ma di poesia e storie di vele di vento e piccole barche ornate
da sorrisi di attesa e di arrivi su spiagge incotaminate da droga e mercanti di schiavi.
La luna vuole volanti aquiloni sui merli del Maschio Angioino e di Porta Capuana fino al Castello del mare sull'uovo a gridare al mondo che l'amore è libertà di tutti e per tutti e non mura sanguinanti inalzati da padri, fratelli, cognati, sposi e sacerdoti servi di dei crudeli che usano pietre assassine mura di stoffa e celle mute e cappi scorsoi per imporre il loro potere.
La città metropolitana ha tante fermate ma corre trascurando via Benedetto Croce
ama le Quattro Giornate osserva gli anni più in la
odia la camorra.
Vuole vivi i giornalisti.
Odia le mani che sparano gli zingari e posano le fisarmoniche sui bianari
delle metropolitane e aspettano le note impazzire.
I vagoni nelle stazioni della città hanno le porte aperte abbracciano tanti tutti accolgono urla e
cattivi odori le cuffie ai padiglioni e i ricami dei sognator
ma il panico dei disperati.
La città è un treno metropolitano
non inseguito dai cani abbandonati.
La città è una conchiglia
delicata
ti chiede di conoscere meglio l'Istituto degli Studi Filosofici e
ti sussurra di amarla senza tifi al pallone
senza lacrime e canzoni.
Lei ti conduce appassionatamente in Piazzetta Nilo crocevia di umanità
ti chiede ancora di seguirla
per trasformare l'oblio in Accademia pensante
poi un'attimo di caffè in Piazza San Domenico Maggiore e proseguir ancora su in via Nilo affogato da pioggia a fiume che fa sorridere il Vecchio barbuto sdraiato
navigando su veloci feluche fino
al Conservatorio di Musica e
nei luoghi dove si umilia il lavoro e poi
dentro gli Asili e le Università fino al Municipio
e infine (?) chiamare le nonne i poeti gli artisti ad ascoltare le urla
le voci i sogni e disegnare il futuro della città
dai marciapiedi.
Ma attenzione
alla Città
non chiederle
di essere indifferente.
Indifferentemente?
Non lo sarà Mai.
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