martedì 30 ottobre 2012

Male e camorra


La nebbia incolta è talmente spessa che ha fatto nuovi proseliti in città, molti l'hanno ancora respirata, alimentando nuove distrazioni e apertura di nuovi baratri dalle fauci sempre disponibili a masticare a prescindere, fauci al buco nero, con ilm conseguente ulteriore arretramento culturale segnato dall'indifferenza generale dei comportamenti e dunque dalla mancanza di reattività, oblio tanto liscio tranquillo e silenzioso oblio. L'arretramento ancora in corso è legato alla vicenda esplosa in particolare nei mesi scorsi d'estate quella dello smantellamento dell'Istituo Italiano per gli Studi Filosofici. Chi si è adoperato, chi ha sostenuto, chi si è adeguato a tale scellerata decisione ha contribuito a sferrare un ulteriore colpo alla città, alla sua storia di civiltà, se per questa intendiamo anche la cultura e i luoghi dove essa viene conservata, sostenuta, diffusa, promossa per la costante crescita di una comunità che non si arrena nel cortile di casa: e tutto ciò è accaduto in un a fase della nostra vita italaiana in cui gli interessi sentiti e quelli incentivati si sono aggirati esclusivamente intorno al agli interessi del sistema bancario, scagliate sulle condizioni di intere comunità, le cui forme di democtrazia rischiano costantemente il crollo; una fase che ha premiato e sta premiando le casseforti e i mercati e non invece le persone e i libri, argomento di questi appunti. Intere popolazioni hanno subito e stanno subendo (ahimè) lo stesso trattamento che subiscono gli extracomunitari clandestini nei nostri territori che prima di essere considerati persone disperatew sono "soggetti illegali": che prima della comprensione umana, geografica, politica ecco l'applicazione della legge-
Tante analisi provano, cigìfre alla mano, l'importanza della manodopera non italiana nel nostro sistema lavorativo ed economico, e ci si ferma qui, senza procedere all'applicazione di doveri anche innovativi all'onterno delle leggi del nostro Paese e delle norme intyernazionali stabilite dall'Onu e dall'Europa affinchè tutelino tutte le donne e bambine da assurde, crudeli, violente barbare intolleranze impositive. Coloro che si mostrano artefici di tali violenze dovrebbero prima scontare in carcere la punizione con possibile recuper, e poi essere caccitai via dall'Italia. L'Italia non può continuare ad avere unìimmagine estera tutta 'delinquenza, ruberie e prostituzione', ma deve puntare sulla cultura e sui diritti universali della persona. Qusta emergenza è valioda per gli italiani e per tutti quanti in mille modi sopravvivono sul suolo italiano. Orribili le persone che con le loro pubbliche decisioni hanno scelto di uccidere il libro, la biblioteca, la cultura, la storia delle persone e il futuro di Napoli: persone pericolose perchè hanno puntato sul tramonto di questa città. Per certi aspetti, tale agire mi riporta al prelato che durante l'omelia celebrata per il funerale di Pasquale Romano, vittima innocente della camorra e dei camorristi, non ha mai nominato la camorra, non l'ha mai denunciata, raccogliendo a sua insaputa delusioni e malumori, specie fra i presenti, ma pure il compiacimento delle presenze camorristiche, attente a quanto viene detto. Durante l'omelia il prelato non ha nominato 'la croce' che ha ucciso Pasquale: come se l'Uomo crocifisso non fossde stato inchidato su di un legno preparato a croce come invece è stato, ma su altra soluzione altrettanto crudele e altrettanto mortale. La storia ci dice invece che quell'uomo è morto in croce, e quella croce da tempo èsimbolo che vuole parlare di pace universale a tutto il mondo, senza eccezione alcuna, come tavolta invece fanno uomini delle gerarchie. La croce dei Napoletani è la camorra e i camorristi, ma per il prelato che va sulla tomba dei caduti non è così. Per il pacioso prelato c'è "il male" che tutto racchiude e tutto rappresenta: dunque a uccidere il povero Pasquale non sono stati i camorristi ma "il male", che comprende la camorra ma non è la camorra.  Sono convinto che l'ipocrisia e la mala fede siano la peggiore carenza umana e intellettiva delle persone. Quando Papa Paolo VI arrivò a implorare i terroristi che avevano rapito Aldo Moro disse:..."uomini delle brigate rosse": secondo il prelato di oggi dovuto invece dire "uomini del male"...?
Penso che le organizzazioni camorristiche siano liete che la parola camorra venga nominata quasi mai, come le persone di mafia e di 'ndrangheta; essere definite come "persone del male" può avere anche il sapore dell'avventura, un suo fascino: diverso sarebbe essere segnati, marchiati come camorristi o mafiosi o criminali o delinquenti. Forse è proprio l'ipcrisia la malattia che non fa chiamare le cose per il loro nome. Per esempio, i politici corrotti diventano persone del male e dunque malvagi, pure gli 'ndranghettisti malvagi, e così gl'imprenditori disonesti, gli schiavisti sfruttatori di donne, gli schiavisti che sfuttano i lavoratori nelle miniere in Sud Africa e nei sottoscala napoletani: tutti "malvagi"! tutti assieme senza peculiarità. Nella nebbia, si confondono e scompaiono le differenze, scompare tutto, e semplicemente ci sono i cattivi e malvagi da una parte, e i non cattivi e malvagi dallaltra. Insomma i "buoni e cattivi" segnati col gesso sulle grandi lavagne e antiche lavagne nere, quando il professore si assentava per un pò lasciando la classe nella nebbia degli interrogativi, in balia dei prepotenti che imponevano al capoclasse che segnarte e chi no: ma la sfortuna era quando il gessetto del potere era assegnato dal maestro ad un prepotente; ecco ch da molte povere tasche scomparivano le caramelle, qualche biscottino, qualche pennino ancora nuovo
e la carta copiativa. Si racconta che sulle spalle degli ipocriti sia appollaiato il buon senso, spetta peròai singoli portatori decidere di farne uso o mebno; nel caso richiamato, pare che il prelato abbia scacciato ilbuon senso appollaiato che può somigliare a una civetta, come quelle che negli anni addietro venivano inchiodate vive sulla facciata esterna dei portono di legno perchè 'dovevano portare bene'. Sarà il destino dei croci fissi il morire ammazzati per gli altri...
L'illustre napoletano Gerardo Marotta poco tempo fa dichiarò "che sotto i colpi degli interessi finanziari si sta vendendo l'Europa, mortificando la sua storia, il patrimonio culturale e la sua missione nel mondo". Avrebbe potuto dire "sotto i colpi dei malvagi stanno vendendo l'Europa"; e probabilmente i poteri forti non avrebbero deciso di distruggere lpillustre patrimonio storico, culturale, oggettistico e umano rappresentato dall'Istituo per gli Studi Filosofici, nel Palazzo Serra di Cassano...e tanti di noi non avremmo subito il disonore di vedere privata una città come Napoli di quei tesori, ad opera di scelte scellerate di sciacalli barbari, e non illuministi e progressisti come le funzioni che pur ricoprono avrebbero doverosamente richiesto.  Lo smantyellamento dell'Istituto e le balbuzie di numerosi esponenti politicik compreso il silenzio di Monti rappresentano all'esterno del nostro Paese "una perdita di civiltà". Anche perchè all'estero non parlano mica solo finanzieri e bamchieri! e buona parte delle cose dette all'estero sulla cultura e sulla brutta figura dei politici italiani rimangono bloccate alla frontiwera, peggio che fossero i clandestini in fuga da sofferenze e guerre. Gerardo Marotta dichiarò che "senza cultura non si realizza la solidarietà dell'Europa, che rimane preda dei mercanti, con il rischio che essa diventi appendice geografica dell'Asia".
Pensate che tale affermazioni colte, provenienti da numerosissimi libri ammassati, con giornali e riviste, tra scaffali abbuffati all'inverosimile abbiano suscitato interesse in persone che svolgonpo o che dovrebbero svolgere un ruolo Istituzionale? O in persone che anche per il lavoro sono legatye alla diffusione della cultura, addirittura del libro? Pensate che su tutto questo scrittori e scrittrici napoletani abbiano almeno starnutito una parolina impegnata e non assolutamente teorica? Assolutamente no.
Rendo onore invece alla carta stampata ed al web, che in tale battaglia di civiltà, perduta al momento? - non sono rimasti nascosti.
Dopo il trasferimento vergognoso dei mille e mille volumi in un capannone, tutto pare tacere, specialmente l'intelligenza dei napoletani che com il prelato e tante donne e uomini della politica guardano il male e non il dramma nel cortile di casa.
Perciò, che brutta gente i napoletani 'portatori di male' oppure che i napoletani camorristi, i napoletani delinquenti, i napoletani incolti e felici di esserlo, i genitori falliti e i loro figli ignoranti e violenti, i politici mediocri e disonersti, ecc.
Credo sia giusto chiamare le cose con il loro nome, e non per eufemismi, come tantissimi continuano a fare, banchettando al funerale della città di Napoli; ai quali sono dedivcate le seguenti parole:" chi non ha mai letto un libro, che non è mai entrato in una libreria o Biblioteca che campa a fa?
Chi invece ha distrutto e/o mandati in un sottoscala i libri 'schiatterà' subito con qualche colpo di tosse.

giovedì 25 ottobre 2012

 Viva L'Italia
quella del soldato che muore vittima in missione all'estero
quella del civile che muore vittima della camorra
W l'Italia delle cittadine e cittadini che vogliono un Paese migliore in un mondo di Pace.

...Bosco di Capodimonte 1971



Silenziosa corsa ottobrina
su fili d'erba per arrivare prima.
Pulirsi i denti da acini d'uva rossa e nera prima che si faccia sera
e contare ansioso le lucenti foglie aspettando le tue voglie
che arrivano subito e prima che si sciolga la brina
Cosí rimango sveglio col mio giovane piglio
tra le tue svelte dita
che infine liberano la vita.
 Ottobre  non sempre tempo di scuola.

l'ombre d' 'e saittelle



Quando 'a luce d' 'o vicolo
illumina le ombre
anche quelle degli incolti
paiono lunghe e
stanziano assai
quelle dei camorristi
che però rimangono
 tale e quali a quelle
d' 'e saittelle.

...poi ...'o cocco


...è longa 'a sagliuta
   accumincia 'a saglì
a mità strada allamientati ma
   non guardà addreto
piett'annaz e naserchie arrapute
nun fà l'esaurit nun si ferit continua a saglí
nunn'astemmà nun serve
 fatt'aiutà dò cielo invece 'e alluccà
m'ò fermati, respira e riposa
comm'è bella Mariarosa
pare sta rosa.

   Pò guarda  luntano
arravuogli' 'a lengua
   e ripigli 'a sagliuta.
   "Scusa 'eh ma che vulive
   ''o cocco ammunnat e bbuono'?

mercoledì 24 ottobre 2012

...tempi napoletani


Il tempo degli dei
avviene quando l'artista dipinge ciò che vede
non quello che appare.

Il tempo della terra
avviene quando
il bracciante raccoglie
ciò che ha seminato.

Il tempo dell'amore avviene
quando
hai spalancato il cuore.

Il tempo dell'agire è racchiuso nel libro appena letto.

Il tempo del futuro si realizza
quando sgambetti l'indifferenza nel cortile.

Napoli oggi ha bisogno di questi tempi.

...punto...


la luna è il punto che il cielo
pone alla fine di un pentagramma.
Ma essendo luminoso è un punto e a capo...

...mesi



Ho impiegato decenni per
costruire l'equilibrio perfetto
tra la testa e il cuore.
Da qualche mese
è il cuore che vince.
Sto finalmente crescendo.

martedì 23 ottobre 2012

...dalla collina




Raggiunsi la collina
che riempie di sguardi e fari di automobili
la mia Partenope
Nudo sotto la luna
fili d'erba tra le dita
braccia spalancate a crocifisso
non è solitudine
lo scrivere che inonda di finestre
la  mia città.

certe giornate



Certe giornate a Margellina
ad annegare i ricordi
che l'alta marea
riporta su
li consegna con la luna
quei baci di sabbia e arsura.

Certe giornata a Licola
non fanno annegare
il tempo che verrà
sarà sole, sara pioggia
sarà salita con l'affanno
la discesa al sorriso spronato
ricordo che t'ho amato
al mare tanto tempo fa.

Certe giornate al mare
non disegnano i vuoti
certe giornate al mare
scrivono la schiuma dalla quale uscirai.



lunedì 22 ottobre 2012

...di melo



Il mercato dei marciapiedi
un ordinato manicomio
aspetta il sole del mezzogiorno
per predisporsi alla controra
lascerà le tracce di ogni giorno ancora.

In alto la casa disperata attende il rientro e
aspetta prigioniera coi ferri alle finestre.

Le catene alla caviglie nel cortile
cacciano letture di poesie
solo piatti d'onde ai balconi
illudono una bugiarda libertà.
L'abitudine alla droga metropolitana la fa parere una bidella
un cornetto alla nutella, un sorriso di mammà.
L'edicola vicina è alveare di api
a osservare quanti colpi ha sparato papà.
Lo spacciatore muto di mattina porta il pulmino coi grembiulini all'asilo.
Somiglia a un gabbiano
faccia bianca
ha scorticata la mano.
La mattina è famiglia e onestà
il pomeriggio è p'è figli e p'è campà
la sera ha pistola ascellare con la dose del volare.

Il mercato dei marciapiedi
un ordinato manicomio
l'odore del vino accompagna la fretta dei buoni
il vecchio dopo il caffè cerca la sfusa sigaretta dopo bevuto l'acqua benedetta
Il pesce diventa fresco sul carretto
urla ruffiane e mani d'acqua docciano friarielli e lignasante
scivolano sconfitte come mendicanti mosche su salsicce grasse
appese al sole assieme all'affamato fantasma di zingaro
che suona fisarmonica muta
ma sta alla larga
dalla stazione della vergogna napoletana
dove
tutti a scappare
nessuno a pregare
sull'oro del dolore.
Si perde al mercato lo zodiaco impaurito
hanno ripreso a sparare
la paura macchia il futuro di ogni età.

Il mercato dei marciapiedi
un ordinato manicomio
si apre al vagare di tre femmine piumate
sono civette incorvite
hanno l'anima bucata
scorre il fiele dalle loro vite
si spostano le saittelle al loro vagare
spargono l'incenso dell'inganno
sole cercano come le fogne il mare.

Il mercato dei marciapiedi a ottobre
un ordinato manicomio
i ragazzi mangiano uva sanguigna
e  profumano di melo
gli assassini di primo pelo.

sabato 20 ottobre 2012

...dove 6?



...ti cerco città ma dove 6?
   Stai fumando, bucando, ascoltando una canzone
   allo stadio nel pallone
    alla ferrovia a fuggire
    fammelo capire
    fammelo capire
   Dalla saittella 14 colpi e uccidono una vita
   ti sei tramortita
   pensi che sia finita
   è proprio finita
   ti cerco città ma dove 6?
   Arravugliata int' 'o lenzuolo d'à nuttata
   si cecata
   nun vire 'a vita scippata
ti 6 tramortita stancata.
   Avvolta nel lenzuolo della notte
   non ascolti il pianto muto della voce 'e notte 'a voce 'e notte
  Poi ti chiedono se hai visto qualche cosa
   tu rispondi ccà nunn'è ccosa, nunn'è ccosa
   hai il buio negli occhi e dentro il cuore
   dov'è l'antico amore, ma qual'ammore, qual'ammore
   l'ombra del vulcano ti ha accecata
    oramai sei finita, spacciata
   t'hanno chiuso 'a fenesta a Mrechiaro
    pure à luna sputa amaro,
    la luna a Marechiaro, sputa amaro
    a via Caracciolo pecchè non ci stai più
    'o taralluccio e 'a birra nun te piace cchiù
   dalla saittella  tre camurrist cantano chiaro
   fatte 'e fatte tuoje si no te mozzamm 'a mano, te mozz'a a mano

non devi vedere No
non devi sentire No
non devi parlare No

è la nuova tarantella fa un po schifo e non è bella
ma e a' nuova tarantella e cumm'è bella cumm'è bella
a citta è pulicenella

   ti cerco città dove 6?
   non piangi più nemmeno tremi
   figurati se d'amore fremi
   t'hanno scippato 'o core 'a pietto e nun'è pe dispietto ma pe cummannà
   cummanna' loro 'a notte o' juorno a tuttellora pure si fai a controra
    ti cerco città dove 6?
     Tramont'a luna ma io stò ccà
    fatti trovare accuminciammo n'ata vota a comincia', a comincia'
   fatti trovare accuminciammo n'ata vota a comincia'...fatte truva' ca 'io sto ccà...
 

...così è...



...la dolcezza e la sobrietà nei gesti e nei comportamenti
   è
   la dimostrazione di quello che si ha nel cuore...

giovedì 18 ottobre 2012

Napoli 18 ottobre 2012


..."una scia di morte dolorosa
    inquieta attraversa la città del dolore.
    Sembra per un attimo scuotere l'oblio degli inquilini
     ma è un attimo...
    poi tutti a pizza, birra tarallucci e vino "....
    Tutti?
    No non io.

mercoledì 17 ottobre 2012

conchiglie di luna


 
Libera la luna rapita dal golfo
aiutala a tornare nel suo spazio d'incenso e spezie egiziane.
Non vivere la tua città come
abitante abusivo occupante di conchiglia
in mezzo all'onde del mar.

Neanche da amante
non si abitano così le conchiglie.
Amala tutta 
quando
ti osserva tenace a liberar 
la luna dal mare del contrabando
e liberar l'argento di luce a illuminar
la tangenziale del cambio di vita. 

La tua città profuma di antico e come la luna
non vuole ormeggi
non porta ancore
ama ad occhi chiusi
è ingenua anche se antica
e facile tradirla e
ferirla al buio tra le scapole.

 La tua città ha le gambe da gazzella
i piedi nudi
e corre tra i vicoli d'amor
e canta melodiosa tra lunghi capelli di sirena
semina scaglie d'argento
come molliche di pane
ti regala il gomitolo di ricci capelli per scoprire il vicolo del ritorno
devi saperla amar
e possedere fascine per bruciare la zavorra
d'oblio
la città odia gli inferni i diavoli e gli
indifferenti
ama Maria ama Gennaro
i genitori consapevoli
le maestre elementari ostaggio di genitori falliti
odia quelli distratti
fa cresecre gli alberi di legnasante
schifa
i ladri gli usurai e i 
compratori d'oro
i corruttori
i ruffiani
i predatore di donne
quei costruttori edili
schifa chi rende infelici le persone fragili
di tutte le età e
s'inorgoglisce per i suoi bimbi che tenaci che scalano il vulcano.

Comprende e aiuta i perdenti
non tollera le carceri per gli assassini le prigioni per i deboli
e nemmeno gli sciupatori di Biblioteche
ma ama i Vecchi galantuomini che pur appesantiti dall'età e dalle scellerate scelte 
non piegano la schiena
ama gli angeli custodi con i camici bianchi nelle corsie

S'incazza  per mariuoli di libri di bibbliote e
odia i guardiani dormienti e
 i fuochi di gomma degli sfruttatori
prova fastidio per
i commercianti predoni e gli avvocati cognugi d'ingiustizie
non gusta gamberi stampati e pizze urlate assieme
e si offende per i poeti a soldi.

La luna
non si culla d'oblio
ma di poesia e storie di vele di vento e piccole barche ornate
da sorrisi di attesa e di arrivi su spiagge incotaminate da droga e mercanti di schiavi.

La luna vuole volanti aquiloni sui merli del Maschio Angioino e di Porta Capuana fino al Castello del mare sull'uovo a gridare al mondo che l'amore è libertà di tutti e per tutti e non mura sanguinanti inalzati  da padri, fratelli, cognati, sposi e sacerdoti servi di dei crudeli che usano pietre assassine mura di stoffa e celle mute e cappi scorsoi per imporre il loro potere.

La città metropolitana ha tante fermate ma corre trascurando via Benedetto Croce
ama le Quattro Giornate osserva gli anni più in la
odia la camorra.

Vuole vivi i giornalisti.

Odia le mani che sparano gli zingari e posano le fisarmoniche sui bianari
delle metropolitane e aspettano le note impazzire.

I vagoni nelle stazioni della città hanno le porte aperte abbracciano tanti tutti accolgono urla e
cattivi odori le cuffie ai padiglioni e i ricami dei sognator
ma il panico dei disperati.

La città è un treno metropolitano
non inseguito dai cani abbandonati.

La città è una conchiglia
delicata
ti chiede di conoscere meglio l'Istituto degli Studi Filosofici e
ti sussurra di amarla senza tifi al pallone
senza lacrime e canzoni.

Lei ti conduce appassionatamente in Piazzetta Nilo crocevia di umanità
ti chiede ancora di seguirla
per trasformare l'oblio in Accademia pensante
poi un'attimo di caffè in Piazza San Domenico Maggiore e proseguir ancora su in via Nilo affogato da pioggia a fiume che fa sorridere il Vecchio barbuto sdraiato
navigando su veloci feluche fino
al Conservatorio di Musica e
nei luoghi dove si umilia il lavoro e poi
dentro gli Asili e le Università fino al Municipio
e infine (?) chiamare le nonne i poeti gli artisti ad ascoltare le urla
  le voci i sogni e disegnare il futuro della  città
dai marciapiedi.

Ma attenzione 
alla Città
non chiederle
di essere indifferente.

Indifferentemente?
Non lo sarà Mai.



lunedì 15 ottobre 2012

fascinazioni e maccheroni


Mani albeggianti
dita scriventi di sentieri odorosi
abbozzano
inquietudini barocche preparando
fascinazioni di ragù
prose di cotiche rosa tremano nude
danzano lente morsi di carne nel passato stretto di pomodoro
svelte velate molliche di sugna
si adagiano sul bollore armonico
faranno fumo solletico di stomaco di naso a vista d'occhio.
Si spaparanzerà un cucchiaio di sugo su una fetta di pane in attesa
che il cuppino sposerà ragù e pasta
che sorriderà tosta alla bocca
e assieme sazieranno la pancia.
Un grasso sorriso
dalle esauste mani sulla pancia trascurerà un salutare acquerello liberatorio
per fare posto al rosso sentimento solitario compagnia di vita.

domenica 14 ottobre 2012

...tu



Non si mura il corpo
ne i sentimenti
nemmeno la libertà
tantomeno la bellezza
non si devono coprire le stelle
non si tappano le orecchie alla musica
e le narici al profumo della vita
non ci si piega agli dei.
Vieni prima tu,
tu
il resto è dopo.

...ti vesto


Non trascinatelo
non indossa giacche
non dategli una divisa
non balbettatelo
l'amore è nudo
e voi siete come mosche
domani perderete le ali.

...i prescelti


Non hanno umanità.
Perseguono il vestire gli dei.
Urlano violenza
ricamata da poesia
e s'inginocchiano
si segnano
e si battono il petto
congiungono le mani.
Sono i peggiori boia dell'Umanità.

venerdì 12 ottobre 2012

parole in libertà, dove è invece assente (1)



Solo quando le religioni vedranno la volontaria e paritaria presenza del genere femminile in ruoli e funzioni non più subalterni alle regole imposte dal genere maschile all'interno delle loro strutture, quei credi forse rappresenteranno compiutamente l'insieme dei loro credenti.
Altrimenti saranno ancora una dittatura più o meno sofisticata scagliata nei riguardi del genere femminile.
Gli uomini si sa hanno fallito nel mondo.
Si liberino le donne dalle catene usurpanti degli uomini saranno ancora madri di nuove libertà.

giovedì 11 ottobre 2012

Dalla parte del genere femminile di tutte le età!



nella chiesa



Nella chiesa sconsacrata
il cancello è rotto
tanti si riparano
dai violenti
dal freddo.

La chiesa pulita e aperta
è provvista di alti cancelli e grossi portoni.
Rimangono le scale per l'elemosina.

I poveri si accontentano
di ogni cosa che allevi
la loro condizione.

La Signora


La morte ha la sua grande dignità.
Da tempo indossa sembianze femminili
Il maschilista potere decide di femminilizzare tutto quanto ritenuto spaventoso.
Ora che si impadroniranno del concetto che la morte è anche dolce liberazione
dalle inguaribili sofferenze umane
decideranno che in questi casi sarà il signore della morte a portare liberazione e sollievo.

Micol


Micol ha gli occhi dolci
lo sguardo malinconico
scala sentieri
osserva il mondo dalla collina.
E' bello.
Ha voglia di volare
ma scorda le forbici
sulle spalle
per recidere le funi.
Nella sua saggezza
chissà
aspetta che si dissolvino da sole.
Micol ha lo sguardo dolce
il Fato l'osserva.
Micol spiccherà il volo
sarà arcobaleno

lunedì 8 ottobre 2012

di più



...durerò più della candela
   ho la luna dalla mia parte.

pietre e nuvole


Correre sulle nuvole non stanca
non s' inciampa nei sogni
ma
si affonda nel
mondo che sarà.

Nel mondo che sarà
saranno niente
le donne.

Nel mondo che sarà
saranno tutto
gli dei
per loro i figli spareranno alle madri
e lapideranno le sorelle.

Nel mondo che sarà
le pietre saranno statue alle quali
bruceranno i giornali.

sabato 6 ottobre 2012

...il nulla



Quando gettai le scarpe
alle caviglie spuntarono le ali.
Impugnai la chitarra per suonare a te e al mondo il mio canto
quando
il piombo veloce mi bucò il cuore.

La Signora mi avvolse impreparata non voleva ancora i miei anni.

Dopo che fui seppellito in collina
il mio sorriso fu rinchiuso in una edicola incastrata nel tufo del vicolo
dove sirene assorbono il sole.

Ora mi fanno compagnia fiori di plastica
gatti dormienti, assassini, bucati barcollanti.

Nessuna coppia di innamorati passa più di qua
nessun raggio di luna scivola nel vicolo
nessuna radio canta
al posto dei sogni fragoroso è il nulla.

...gli occhi



i tuoi occhi
mi resero raggio di sole
scappavano topi e pipistrelli
offrivo vino ai fiori e pane alle fiere
s'asciugavano i panni stesi alla Pigna Secca
infine ti grogiolavi di me
quando mi baciasti il collo davanti a Caravaggio
poi voltasti lo sguardo altrove
sei andata nel mistero
ancora sopravvivo d'eclisse

...sono le mie


...le donne di Napoli
somigliano ai fragori dei botti di fine anno
   ma durano una vita.

il chiodo


Dietro al quadro
alle spalle del Vesuvio
nella tela di dietro
è disegnata la mia vita
ed'è appesa a un chiodo.

...pizzaaa


...cresce la pasta di pane
   ha conosciuto le mani dell'uomo
   domani sarà pizza
    sorriderà al fuoco
    allieterà la fame
    sarà poesia metropolitana.

...rilucenti scaglie



...rilucente nelle scaglie dello sporco
    si grattava il capo

briciole di neve e sabbia colorata cadevano dal terremoto in corso.

Sorrideva soddisfatto alle dita per la piacevolezza provata
osservava le unghie antro di rimozione delle rovine sradicate.

Il cuoio liberato respirava senza cambiargli la vita.

Volavano i treni della metropolitana
luci, rumori, odori alle porte accompagnavano volti e sorrisi negli orecchi impegnati
dentro occhi ciechi dell'abitudine.

Seduto proponeva le sue aperte
intorno giravano solo mani mozzate
ma tante lacrime bagnavano l'aria.

Sdegnato urlò:
"nemmeno i piedi laverò della vostra umida ipocrisia".
Poi sputò al cielo scansandosi dalla ricaduta.

...alla fiera


T'interroghi della quotidianità degli eventi
mentre attraversi la fiera delle sorprese
appese allo stupore della bocca spalancata.

Non ricevi risposte
qua non ne vendono
puoi chiedere
ti risponderanno domandantoti ancora
cos'è la Poesia
e prima che l'Universo risponda e diventi scrittura
 tu prepara la matita e descrivi l'incontro dell'immenso
fallo ora non riceverai altri punti interrogativi.

...è lieve


E' insopportabile la vita
è lieve la sua essenza
un pugno di terra e via
voli altrove
dove non hai mai osato.

Percorri nuovi anfratti
t'avvolgono ignorate luci colorate
alle orecchie armonie distese su pentagrammi sconfinati
scopri che l'immaginabile c'è
l'immenso è sulla punta dell'indice
tu ci scivoli dentro.

Poi nostalgico invochi la casa
quella di prima
piccola
umida
zeppa di ombre amate
e
frusti il fisico
finalmente
al rientro.

scriveva poesie



Mio padre
fumava
scriveva poesie
era un poeta
disubidiva alle bugie
piangeva con gli umili
divideva il suo pane
e beveva un po
di più quando era rosso e buono

Mio padre era un poeta e fumava
sempre elegante
componeva le storie
scriveva poesie
quelle erano i suoi passi
le sue azioni
lavorava sempre.
Mio padre era un poeta
sorrideva e leggeva
con l'inchiostro di china scriveva i suoi sogni
s'innamorò della Luna d'agosto quando morì.

venerdì 5 ottobre 2012

'...dantesco inferneapolis...'



...lasciate ogne speranza, voi ch'intrate
   in questo paradiso abitato da diavoli
   tra le perduta gente della città dolente
   dove l'indifferenza
   spoglia le statue
   piange ai miracoli
   spara al sole
   e piscia al mare.

giovedì 4 ottobre 2012

...foglie



...l'albero si guardò i rami
erano spogli
tutto intorno le radici
foglie rossicce e luminose
danzavano alle radici mosse da fili di vento.

Che strana è la mia vita pensò
mi spoglio quando arriva il freddo...

Barbari napoletani contro il centro storico




Le mura greche di Neapolis in Piazza Bellini hanno subito in queste ultime ore un atto vandalico. Frantumati numerosi blocchi in pietra, lo sciempio è visibile su you tube come è visibile l'indifferenza dei napoletani per quel tesoro. Sono presenti ragazzini che si sono calati dentro lo storico perimetro incuriositi festanti.

Il centro antico di Napoli ci è invidiato dal mondo intero ma non da numerosi napoletani, che 'brutta ggente' quei napoletani che trattano la loro città nell'indifferenza  che dimostrano i barbari davanti ad un fiore, un libro, dinnanzi alle  fonti storiche, architettoniche e culturali.

Fermiamo questi barbari napoletani che distruggono la città che in questo caso sono stati certamente giovani.

'saltatori e quelli a due ruote'



Sciocchi e spericolati si vantano di volere usare la città come un parco giochi.

Si intravedono saltare da muretti con acrobatiche capriole da circo, sono sprovvisti di un minimo di abbigliamento e casco adatto per provare a proteggersi da rovinose cadute il corpo e la testa.
 Queste sciocche spericolatezze pare provengano dall'America o meglio dalle sue realtà più degradate, dai cosidetti 'bronx'.
Cercano spazi idonei questi ragazzi per allenarsi, vogliono spazi attrezzati ovviamente lo chiedono ai poteri pubblici.

Costoro intendono usare la città come se fosse un percorso di guerra, accidentato, rischioso, pericoloso, Napoli può offrire tanto di queste loro aspirazioni cittadine, a Napoli e nelle altre città della provincia regna il caos, quindi quale realtà territoriale offre di più a costoro?

Questo cosidetto sport definito metropolitano si chiama ' free running e parkour ', è una versione innovata delle discipline militari di addestramento, potrebbe essere definito un'azione culturalmente di destra, però questi ragazzi figli di genitori distratti non conosceranno manco la storia d'Italia, figuriamoci le 4 "giornate di Napoli"; dunque cercare etichette ...politiche in un momento di brutte figure di numerose persone votate dai cittadini e posti a ruoli di responsabilità pubblica istituzionale non vale la pena
.
Vogliono questi giovani, nel loro agire saltare, superare ogni ostacolo che si staglia lungo il loro correre. Potranno scavalcare bidoni e contenitori colmi di spazzatura, macchine in doppia fila, bancarelle camorristiche di vendita di armi sottobanco e sigarette soprabanco, scavalcare quei tappeti sdraiati sui marciapiedi ricchi di mercanzia taroccata a fianco di numerosi motorini in sosta a fianco a sedie e tavolini invasori e senza autorizzazione, potranno scavalcare e arrampicarsi sulla statua di Giuseppe Garibaldi, testimone di accoltellamenti e scippi e furti, salteranno scale mobili divenute immobili dentro le stazioni ferroviarie, e l'infinita merce che da magazzini napoletani e cinesi occupano abusivamente tutto il possibile.

Chissà se frequenteranno la scuola, come si comporteranno nelle aule, se scavalcheranno i libri e gli insegnati e il venditore di spinelli e il bidello venditore di sigarette sfuse e salatini e merendine senza mulino. Se invece scavalcheranno l'andare a scuola quando l'assenza era un 'filone'. Adesso invece si chiama 'scavalcare l'aula'.Scavalcando, scavalcando si rischia di trovere questi ragazzi figli di genitori distratti al pronto soccorso con teste scassate e costole incrinate, piangenti a chiamare 'mammà addò stai? 'oppure 'maronna mia aiutam'.

Poi arriveranno i genitori e si scaglieranno contro medici e infermieri, dopo il dolore urlato e cercheranno altrove gli alibi delle loro mancate responsabilità.

Dalle finestre e dai balconi continueranno a osservare la vita che scorre caotica e costante gli emarginati della città..."gli andiccappati" quelli che tutto viene negato, a partire da una passeggiata e se piccoli usufruire della scuola priva di servizi adeguati, manutenzionati e curati.
Queste sono le persone colpite due volte, la prima dal 'destino' la seconda dalla selvaggia violenza che i cittadini e le istituzioni scagliano attraverso la mancanza di azioni e di senso civico.
Per costoro continua l'emarginazione silenziosa e crudele come se fossero agli arresti 'domiciliari'.

Dunque c'è chi salta, c'è chi spara proiettili di gomma nella Galleria Umberto, chi spaccia e vende illegalità, c'è chi è barbaro e incivile con il prossimo, c'è che in divisa dovrebbe fare il proprio dovere ma è distratto oppure picchiato da cittadini delinquenti per difendere altri come loro, chiudono librerie per fitti ricattatori, chiudono librerie per inadempienza istituzionale, chiudono librerie perchè sono luoghi pericolosi per i camorristi, aprono locali di giochi di azzardo, aumenta la prostituzione dove vengono sfruttate maltrattate persone dalla camorra e da complici di provenienza europea come soluzione riparatrice si propone il pentimento e non altre sperimentali soluzioni, premesso la lotta alla crinalità e ai traffici umani internazionali.Insomma gli ostacoli ci sono e tantissimi, ma questi ragazzi pare che preferiscano saltarli e non collettivamente affrontarli per vedere e vivere una diversa città e un diverso futuro, forse scavalcare è meno faticoso..."vedo scippare una persona...scavalco...tanti politici rubano...scavalco...il mare è inquinato scavalco il problema...vendono droga e caramelle regalate fuori alle scuole, non denuncio ma scavalco....

Ma per alcuni cittadini più è caotica e pericolosa la nostra città  più ci sente spronati a cambiarla e renderla umana e rispettosa di regole e leggi.

Queste scarne considerazioni vanno appunto in questa direzione invece di scegliere la strada dell'oblio, molti cittadini provano ogni giorno e in ogni loro azione di inserire elementi di denuncia, proposta di civiltà e progresso dentro una città che pare perduta per gli indifferenti ma non per le persone normali e per bene. Tanti di noi siamo tra questi.
Buon futuro

mercoledì 3 ottobre 2012

...cosa stai pensando?

Facebook mi chiede "a cosa stai pensando?

"Ho sempre legato Ottobre"  -rispondo- "alle castagne nostrane, alle sciarpe e le scarpe grosse
ai colori dell'aria stranamente tiepidi, al camino che si prepara ad ardere agli amori che allora tra i banchi di scuola somigliava ai 'lignasanti' verdi e 'ntaccusi', alle merende cariche e saporite che mi sostenevano alla scuola napoletana, al vino e rosso, se Aglianico novello meglio in ampi calici dai riflessi appiccicati agli arcobaleni di fine estate.

Ottobre dal caffè caldo dopo la gara per pagarlo nel calore amicale che mi accompagna sempre come la mia compagnia del treno. Ottobre dalla luna intimidita dal mare ancora ondoso e cantante bucato dai tuffi degli sfacciati lanciatisi dagli scogli del lungomare.

Via Caracciolo accoglie tenaci canne all'amo in acque velenose che non intaccano i pesci con gli impermiabili di plastica al sapore di petrolio, gli ami predano il nulla ma trascorrono il tempo mischiati alle lunghe passeggiate di numerosi napoletani sul piatto belvedere attraversato da belle biciclette. Ottobre le sfogliatelle profumano di più e le pizze fritte hanno mani come i rami che ti trascinano per la gola in pizzeria.

Più in la un tavolino piccolo e tondo accoglie due innamorati davanti a un Martini liscio e rosso e un caffè, parlano, sognano ciò che ma si realizzerà.
Rimangono tenaci ricordi, rimane il sapore della lingua caffeinata vermiglia come la vorace e sabbiosa 'fasulara', rimane la sabbia a graffiarti il cuore.

Ottobre mi sogna seduto sugli scaloni di San Domenico Maggiore a scrivere su Facebook molti mi salutano dal'antico Palazzo del Principe, poi attraverso Piazzetta Nilo e salgo la Via Nilo, trovo amici sorridenti, poi in Via Tribunali, Piazza del Gesù Nuovo, il Centro Storico mi chiama, chiedo di aspettare ancora un pò e verrò a bere mai come questa volta ma come sempre a piedi..

Domani 4 Ottobre, auguri vecchio mio, un caro saluto a tutte e tutti Voi.
A presto".

scarpe


non tocco un traguardo
quando decido di non correre

ho al momento le gambe in soffita
le scarpe già lucide

la fantasia e la matita prive di briglie vanno oltre le catene
poi mi inchinerò alla terra
per calzare le scarpe

martedì 2 ottobre 2012

...bla bla & bla


...la città del vulcano non accarezza nessuno
    sbeffeggia l'oblio
degli scrittori partenopei che si adagiano al profumo della pizza Margherita.

Questi impugnatori di penna si esprimono sul suo ieri
e scappano dal suo oggi
non scrutano la città di sotto
non si tuffano sopra il cielo azzurro.

Sono questi gli scrittori ...bla...
fanno chiudere le Biblioteche
non si espongono al potere
non arrossiscono
somigliano a  quei calciatori che urlano negli stadi alvei di violenza
i numeri di quelle magliette non conoscono libri
ostentano l'inutile "io"
paiono quei neomelodici che mandano baci grandi, grandi e
abbracci forti, forti
nell'assordante deserto dell'arte.

Povera mia bella città
tu scuoti coi drammi l'oblio
ma il desiderio di resa è forte
con questi scrittori perduti
tra Napoli Roma e Milano.

...ci sono


...gli angeli ci sono
   e
   non stanno fermi nei dipinti colorati
   non stanno dentro le cornici e nemmeno sugli altari
   No
   questi alati
   indossano camici
   bianchi, verdi, colorati
   cuffie
   non hanno le ali
   e sudano a volte fumano di nascosto
   nei bagni
   Sono loro che ho incontrato
   ancora mi stanno vicini
   mi cuciono le ali vogliono farmi spiccare il volo