domenica 28 luglio 2013

I comandanti della città di Napoli


N. 29

I comandanti della città di Napoli:

caos, illegalità e commercianti.

di Francesco D’Angelo*

http://piazzettanilo.blogspot.it/

 

 

Piazza Garibaldi / Stazione Centrale di Napoli.

 

La prima “Cartolina da Napoli… negli occhi” parte da Piazza Garibaldi,  ‘biglietto da visita’ della città, dove sorge la Stazione Centrale: ammasso di cantieri, traffic jam (all’americana: marmellata di traffico) con quattro e due ruote che schizzano e incalzano da ogni dove, tagliando la strada a tutto e tutti, lanciati in gimcane ovunque s’intraveda un varco, incuranti di strisce, semafori e persino degli Agenti della Polizia Municipale, quasi sempre impegnati in discussioni intense nei pressi di bar, caffè, chioschi di bibite e granite o in giri di controllo più somiglianti a passeggiate con chiacchiere tra colleghi, visto che di fronte a irregolarità se non peggio sembrano seguire il monito di Virgilio a Dante nel III canto dell’Inferno in presenza degli “ignavi”:  “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Solo che in questo caso gli ignavi sono proprio i Vigili Urbani!

Fra piccole e grandi buche, soste vietate ed altre abusive forme di occupazione del territorio, pedoni per lo più disorientati o rassegnati al peggio costretti a conquistare quel che si direbbe un marciapiedi - indistinto e sconnesso gradino zig-zagante - per poi faticosamente percorrerlo.

Ovunque, intorno, la massa degli “invisibili”, socialmente parlando, ma fortemente percepibili: clochard, ubriachi, questuanti con i loro cartoni pacchi buste coperte cani bottiglie, talvolta anche materassi e cuscini. I più innocui sicuramente, nel girone infernale della Stazione Centrale di Napoli, “…principale scalo ferroviario… dell'Italia Meridionale … sesta stazione italiana per flusso di passeggeri” (Wikipedia); “…spazio fondamentale per la città, snodo di collegamento tra nord e sud Italia nonché centro di servizi e utilities per i napoletani” (napolicentrale.it).

L’area interna è resa vivibile anche dai caffè con tavolini, piccole oasi protette in un territorio assediato.

In realtà le stazioni sono due: una di superficie, “Napoli Centrale”, e un’altra interrata, “Piazza Garibaldi”, con due binari per la metro e due per la rete FS, e la Circumvesuviana.

Qui nella… città di sotto**, la segnaletica tra i vari piani e direzioni di marcia è carente; le obliteratrici spesso ‘mangiano’ i biglietti; la presenza di ‘agenti’ della Stazione e sportelli diffusi per indicazioni, dubbi, difficoltà sarebbe cosa buona e giusta. 


Ma quanti sono in città? Al quindicesimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, autunno 2011, i residenti del Comune di Napoli sono  962.003, che pur segnando un decremento del 4,23% rispetto al 2001 (1.004.500 residenti) sono sempre una bella cifra. Tra i residenti vanno inclusi anche gli stranieri (regolari): al 2011, la Campania è regione guida del Mezzogiorno con 164.268 cittadini immigrati, oltre un terzo di tutti i residenti al Sud. E la provincia di Napoli ne accoglie il numero più alto: 75.943, quasi la metà (46%) dei residenti nella regione.

 

 

Corso Umberto I, il Rettifilo.                                                                  

 

Da piazza Garibaldi, superato il valico dei venditori ambulanti di IPhone, IPad, IPod e altre tecnologie – in realtà “pacchi” per il pollo di turno, generalmente turista, che hanno sostituito le stecche di sigarette di una volta – imbocchiamo il Corso Umberto, il Rettifilo, arteria di grande traffico lunga poco più di un chilometro, che collega la stazione ferroviaria al centro cittadino e sfocia – o parte, secondo il senso di marcia – in piazza Giovanni Bovio, già piazza della Borsa, cuore della “city”, con fitto susseguirsi di negozi d’ogni genere su entrambi i lati del marciapiedi che anche qui, tralasciando buche, voragini, altri cantieri perenni è sotto occupazione dei commercianti da decenni: tavolini, sedie, ombrelloni, gazebo, contenitori alimentari, merce di ogni genere strabordante dai negozi o direttamente esposta al di fuori dell’esercizio commerciale, amplificatori musicali, spesso anche assordanti. Non troviamo edicolante che non superi l’edicola, esponendo sopra il marciapiedi e per questo avvalendosi anche di vari supporti quali scaletti, sedie, scannetti ecc. 

I proprietari dei negozi, che si ritengono proprietari anche del marciapiede circostante, vi parcheggiano tranquillamente motorini, motociclette e anche grossi SUV per tutto il giorno; se poi il marciapiedi è già occupato da altri predoni, ecco la sosta sulle strisce o davanti agli scivoli di accesso al gradino per i portatori di disabilità, che a Napoli sono veri e propri detenuti agli arresti domiciliari.

Per cercare di contrastare l’occupazione barbarica del territorio e garantire il diritto del pedone ad una mobilità sicura, la città è stata disseminata di cosiddetti “dissuasori” che spesso finiscono con l’intrappolare i pedoni stessi: un amico non vedente mi ha detto che quando deve camminare da solo, per piccoli tratti, percorre a bastone alzato la strada, nel senso opposto alle auto; i guidatori lo vedono, almeno lui così spera, ed è più sicuro che camminare sul marciapiedi. 

Incoraggiati dall’occupazione selvaggia dei commercianti, venditori ambulanti dispongono in fila chilometrica ampie lenzuola o ‘bancarelle’ di cartone con le loro mercanzie pure alimentari.

Ecco dunque il marciapiede scippato della sua missione, con il rozzo omertoso consenso di tutti, indistintamente.

 

 

Evasione fiscale nel commercio a Napoli e in Campania: Dolce & Gabbana docet?  

 

Nella primavera appena trascorsa, in occasione di un convegno sull’evasione fiscale organizzato a Napoli dall'Ordine dei dottori commercialisti, la Guardia di Finanza – nella persona del Comandante regionale Nunzio Antonio Ferla – rende noti i seguenti dati: in Campania, nel 2012, su 9300 interventi anti-evasione, sono stati accertati 800 evasori e sequestrati beni e patrimoni per 30 milioni.

“L'evasione è ingiustificabile e va combattuta tutti insieme” aveva detto il Comandante al convegno, sottolineando la necessità di “un cambiamento culturale di mentalità”, e che “in Campania l’uso illecito dei fondi pubblici impedisce serie politiche di sviluppo” (fonte: “Corriere del Mezzogiorno” - Redazione Online).

Nel popolo dei “furbi” la Campania guida l'evasione almeno da qualche anno, come mostrava nel 2011 un’indagine – aggiornata al 2009 - sul tenore di vita e le sue ricadute fiscali nelle province italiane, realizzata dal Centro Studi Sintesi e Unioncamere del Veneto: l’incoerenza fra redditi e consumi si fa particolarmente marcata in Campania – prima d’Italia per evasione – seguita da Sicilia, Sardegna e Calabria.

Commentava in proposito Gianni Trovati sul “Sole 24ORE” online (30.5.2011): “Una quota rilevante dell'evasione meridionale è ovviamente legata alle attività criminali, ‘sommerse’ per definizione, ma un ruolo importante è giocato anche dal lavoro sommerso, che oltre alle imposte sottrae anche i contributi. Su questo filone Inps ed Entrate stanno pedalando, e nel 2010 l'Istituto di previdenza ha messo a bilancio crediti recuperati per 6,4 miliardi, con un aumento dell'11% sul 2009, e il Dl sviluppo prova ora a dare un'accelerata ulteriore alle procedure. Un'arma in più arriva ora dagli incroci telematici fra anagrafe tributaria e flussi dei versamenti Inps, che possono mettere nel mirino sia il lavoro nero sia quello ‘grigio’ (redditi regolari ma contributi evasi)”.

Nel 2010 il Rapporto sull’evasione fiscale in Italia della Guardia di Finanza individuava  cinque aree principali di evasione fiscale: industriali (32,8%), bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%), oltre a circa 4.500 falsi invalidi e finti poveri. In quell’anno la Guardia di Finanza ha sequestrato alla criminalità beni per 3 miliardi di euro.

Nel suo Rapporto 2012, l'Eures pone in cima alla graduatoria dei commercianti evasori, in gran parte presenti al centro-sud, i bar, seguiti da ristoranti, pub e pizzerie, poi da rosticcerie e pizzerie al taglio. Non si dà lo scontrino soprattutto ai giovani under 30; più attenti con i clienti di 60 o più anni. (fonte: Repubblica.it/Economia 3.10.2012).

Nel giugno scorso, in occasione del suo 239esimo anniversario, la Guardia di Finanza ha comunicato i dati relativi ai primi cinque mesi del 2013: un esercizio commerciale su tre non emette scontrini, e circa un miliardo al mese è nascosto al Fisco e portato all’estero.

L’evasione si annida ovunque, specie nei piccoli esercizi commerciali, negli sprechi e abusi della pubblica amministrazione e in totale, in soli cinque mesi, è già stato sottratto allo Stato un miliardo di euro. Sono stati anche scoperti quasi 15 mila lavoratori in nero. (Fonte “Corriere della Sera” Redazione Online 21 giugno 2013).

In Campania, in particolare, da gennaio a maggio di quest’anno  sono stati recuperati per la tassazione 1,4 miliardi di euro di redditi nascosti al Fisco, e 217 milioni di euro di Iva. In totale, 366 gli evasori scoperti. Sequestrati o confiscati patrimoni accumulati dalla criminalità organizzata ed economica, per oltre 881 milioni di euro. Nel bilancio delle attività figurano anche 605 lavoratori “in nero”, e il recupero di 31 milioni di euro di ritenute fiscali.

Accertate indebite percezioni e richieste di fondi nazionali, locali e dell'Unione Europea per oltre 9,4 milioni di euro, di cui 4,5 milioni derivanti da frodi al sistema previdenziale e assistenziale, e circa 1 milione in quello della spesa sanitaria.  Segnalati alla Corte dei Conti più di 325,8 milioni di euro di danni erariali; intercettata oltre 1 tonnellata di stupefacenti, più di 20 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, nonché 2,7 milioni di merci contraffatte o non sicure (fonti: Napolitoday.it e Ansa, 24 giugno 2013).

 

 

Crollo dei consumi e allarme povertà.   

 

Se da un lato il commercio evade le tasse in modo massiccio e impone il lavoro sommerso o ‘nero’, dall’altro crollano i consumi, persino alimentari, delle famiglie italiane, e aumenta la povertà. I commercianti scelgono di dare un ulteriore taglio ai salari già mortificati dei loro dipendenti  fino al licenziamento immediato.

L’Osservatorio Inps ha lanciato da mesi un allarme sulle pensioni di povertà, nell’ultimo anno aumentate del 4 per cento.

In Campania il fenomeno si fa sentire con particolare durezza: se in Italia, nel 2013, le pensioni sociali sono aumentate rispetto al 2012 del 2,53, in Campania – dove risiede  meno del 10 per cento della popolazione nazionale – l’aumento è del 3,79 per cento, e addirittura del 4,46 a Napoli dove gli aventi diritto sono 81.053. E parliamo di un assegno che si aggira intorno ai 412 euro.

Gli aventi diritto all’assegno sociale sono le persone con almeno 65 anni e un reddito annuo inferiore ai 5.749,90 euro: a livello nazionale gli aventi diritto, cioè le persone in condizione di povertà, diminuiti costantemente dal 2010 (831.229) al 2012 (827.800), hanno avuto un balzo in avanti nel 2013 (848.716), aumentando di 20.916 unità. (fonte: ilmattino.it). In Campania, invece, c'è stato un incremento costante: si è passati dai 122.612 bisognosi del 2010 ai 132.101 dell'ultimo anno: in tre anni, quasi diecimila poveri in più.

Dall'Osservatorio Inps arrivano anche i dati sulle pensioni di vecchiaia che in Campania quest'anno, in seguito alla riforma Fornero, sono diminuite, ma il calo è al di sotto della media nazionale (Italia -0,57, Campania -0,39, Napoli -0,43). Nella regione poi arrivano assegni più bassi che nel resto del Paese: 927 euro contro i 1.059 delle altre regioni.

Gli invalidi civili aumentano in Italia (+1,74), diminuiscono in Campania (-0,88) e soprattutto a Napoli (-1,08), mentre gli inabili diminuiscono in Italia (-0,60) e un po' meno in Campania (0,47). Ciò è sicuramente dovuto anche alle inchieste giudiziarie che hanno scoperto ciechi che leggevano il giornale, non deambulanti che andavano in bicicletta e, soprattutto, sani di mente dichiarati pazzi da falsi oppure da psichiatri corrotti, poiché in campo psichiatrico si può più agevolmente nascondere l'imbroglio e arricchirsi.

 

 

Commercianti napoletani senza scuorno   

 

Lo scorso 11 aprile, commercianti napoletani senza scuorno hanno selvaggiamente inscenato cortei violenti nella forma (urla di imprecazioni e minacce) contro provvedimenti del Comune sulla viabilità.

Erano gli stessi esercenti che trattano il territorio come sopra descritto ma se la prendono con gli extra-comunitari che li imitano; che sfruttano i propri dipendenti violando leggi e contratti di lavoro; che piangono sempre miseria e maledicono le tasse che però sono altri a pagare al posto loro continuando a porsi nel girone delle zecche o succhiasangue.

Questi commercianti napoletani omertosi e senza scuorno sono gli stessi che hanno fatto il vuoto intorno al singalese Joseph Sumiththa mentre si opponeva ai  taglieggiatori fino a denunciarli, e alla fine si è impiccato con un lenzuolo per la forte depressione: eppure era un commerciante anche lui.

L’11 aprile, alla manifestazione contro regole di civiltà, erano gli stessi commercianti che non hanno mai aderito a iniziative d’impegno civile perché, dicono, “ ‘a politica è tutta sporca”; però molte macchie della politica le hanno provocate proprio loro: consenso e voti in cambio di favori, licenze, connivenze . A danno di tutti, anche del commercio sano, che rispetta le regole, e non manca di annoverare “eroi” al suo interno.

 

 

Il racket e la guida al consumo critico: peccato che non si trovi.

 

Li abbiamo visti alla fine di giugno in televisione, servizi del Tg Rai 3 Campania: marito e moglie di 63 anni, lui imprenditore nel settore alberghiero, lei titolare di una farmacia minacciano di darsi fuoco dinanzi al Tribunale di Napoli: denunciano di essere vittime dell'usura e di aver perso tutto per pagare gli strozzini. Pasquale Ciliento e Ermelinda Piras si sono incatenati; hanno una lattina di benzina aperta e un accendino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale. Non sappiamo come sia andata a finire.

Praticamente negli stessi giorni della disperata protesta dei due imprenditori, i media locali riportano con una certa enfasi che è stata presentata in Prefettura la Guida antiracket “Pago chi non paga”, che favorisce il consumo critico e responsabile elencando i mille commercianti meridionali che hanno detto “no al pizzo”.

Ansa - Napoli, 24.6.2013: “Mille, come le camicie rosse di Garibaldi. I nuovi mille sono commercianti che hanno deciso di non pagare il pizzo, di ribellarsi, di metterci la faccia contro la criminalità organizzata. Il volume (la guida anti racket -  ndr.)… è l'elenco degli operatori economici e commerciali che lavorano nelle quattro regioni dell'Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), che si sono opposti al pizzo: 472 in Sicilia, 429 in Campania, 155 in Calabria, 85 in Puglia”.

Capri news on line – TeleCapri: “Partono i Mille": la Fai presenta l’elenco nazionale del consumo critico (21/06/2013)…  Il 24 giugno… presso gli uffici della Prefettura di Napoli, sarà presentato il primo elenco nazionale del Consumo critico, promosso dalla Federazione Nazionale delle associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane e realizzato nell’ambito del Pon Sicurezza… oltre 1000 operatori economici che si sono opposti al racket, che hanno denunciato o che non hanno mai pagato. Sono commercianti, artigiani, imprenditori e professionisti che non indossano la camicia rossa garibaldina ma sono i nuovi Mille dell’economia”.

In particolare, si tratta del Piano Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-2013”, sostenuto con 2,7 milioni di euro, che ha come beneficiario l'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e si avvale, come partner per l'attuazione, della F.A.I.

“Questa Guida è una preziosa tappa che ha come scadenza… mai” (ilmattino.it, 24.6.2013), ha detto il Prefetto Elisabetta Belgiorno, Commissario Nazionale di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, aggiungendo che “rappresenta al tempo stesso strategia e sistema. Un sistema che nasce dal basso coinvolgendo la coscienza di tutti”, e che all'alternativa “fra acquiescenza o eroismo” sostituisce “azioni concrete”. La Belgiorno citava infine don Pino Puglisi, per sottolineare che  “insieme si può fare molto. Fondamentale è il ruolo di tutti, a cominciare dalle Istituzioni. Non è più tempo di delegare”.

Ma dove trova la Guida il “consumatore critico”? Non si sa: i giornali trascurano quest’aspetto. Ma basterò un pregevole libricino ad affrontare pratiche vergognosamente illegali e incivili ?

 

 

 

* Francesco D’Angelo Dal Cairo Egitto, sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio Nilo, nell’omonima piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze in campo sociale, ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale “Torre Petrosa” – Vibonati con il romanzo “La luna di sopra”, (Graus) ambientato nella Stazione Centrale di Napoli.  Francesco D’Angelo ha curato per “Il Denaro” una serie di reportages dedicati al centro antico, “Viaggio nel Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per denunciare e condividere la riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo, argomento anche delle sue “Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in tutto il mondo, e incessantemente condivide su web e social network.    

“Nella Stazione Centrale di Napoli vivono fette di umanità sempre varia e in movimento. A volte qualcuno scompare, poi ritorna. I nuovi arrivati da principio conservano un contegno riservato. Poi, la complicata esistenza travolge fisico e comportamenti. Non era andata così per il vecchio zingaro...” (da “La luna di sopra”).

** il libro - Un anziano zingaro colto nella caotica Napoli, immerso in antichi ricordi e attuali rimpianti. Nella tumultuosa stazione napoletana, fra tra venditori ambulanti, rivolte cittadine, roghi di spazzatura e sbandati passeggeri di treni, “il vecchio”, reduce da un campo di concentramento nazista, cerca di dare un senso alla propria esistenza nella “città di sotto”, accompagnato dall’intima amicizia con “la maestra”, nell’ombra tenera della… luna di sopra. Il cerchio si chiude nella sua Milano, dove visse i più intensi momenti di vita con Lei, la grande poetessa.

Napoli, 26.7.2013

lunedì 8 luglio 2013

Da Napoli lo scrittore francesco d'angelo: Ischia Isola verde sangue e latitanza


Napoli 06 luglio 2013

Il 4 luglio un ragazzo di Barano d'Ischia, aveva solo diciannove anni, si uccide lanciandosi nel vuoto dal piazzale della chiesa del Soccorso a Forio: "cara mamma, scusa - lascia scritto - ho sciupato tutti i soldi al gioco ". Affitto, tre fratelli, papà muratore, mamma casalinga; i soldi sono pochi e il ragazzo sogna di portarli lui con i giochi 'video-poker'.
Lo scorso maggio, a Forio d'Ischia, una senegalese è presa a cinghiate in piazza dal ' fratello ' e lasciata a terra in una pozza di sangue.
Entrambi residenti sull'isola, conosciuti e identificati : eppure l'aggressore  è ancora libero: lei è dovuta tornare nella casa dell'aguzzino, come sempre una vittima che nessuno sia disposto a difendere.
Le due vicende sembrano lontanissime tra loro: ne parliamo con francesco d'angelo, autore de
"la luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa Vibonati , che lo scrittore è venuto tante volte a presentare nell'isola verde, alla quale d'angelo è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano; sul tema della violenza contro le donne fra l'altro d'angelo è intervenuto molte volte sui media.
"Entrambi gli episodi raccontano di forti solitudini - inizia francesco d'angelo -  di persone fragili che invece di essere protette e tutelate sono abbandonate a se stesse da una società intorno indifferente, omertosa, che assiste alle tragedia ma non ne parla e sembra voler dimenticare, fingere che nulla abbia sfregiato un territorio e la comunità che lo abita.
Anche il dramma di questo ragazzo sarà coperto dalla latitanza dei cittadini - accusa lo scrittore- dall'Istituzione Comunale, dalle responsabilità pubbliche in genere.
Ischia isola verde sangue che ha fatto della latitanza delle coscienze il suo marchio 'DOP' - da l'affondo l'autore de "la luna di sopra".
Per ottenerlo è facile: basta chiudere gli occhi, le orecchie e il naso.
Alla Famiglia del diciannovenne il mio ossequioso affetto - conclude con amarezza francesco d'angelo.

sabato 22 giugno 2013

i ristoratori d'animo



La gente sapeva cos'era già scritto ,
spigolava le voci conoscendo il labiale,
teneva il passo al fiato ,
poche balbuzie crollavano davanti ai guizzi d' affanno ,
Dita veloci inseguivano le tastiere,
senza ricamare,
amori e impegni di vita ,
nemmeno a sciogliere nodi scorsoi ,
legame tenace di acqua' alghe e liane.

I sogni non hanno contorni, nemmeno cerchi d'acqua e cornici d'oro
il fato delle dita ti trascinerà lontano
portandoti lontano
tu non ti stancherai di nuotare
mentre i ristoratori d'animo suoneranno per te
sulla barca che non è mai finita
e passerà una vita per percorrerla in lungo e largo
e non ti stancherai mai di nuotare.

 E intanto crollavano inseguendo tastiere
che non ricamavano giri di vita ,
quegli intrecci di assistenza
dove lui ti prende la mano ,
sulla barca che non è mai finita
e dura una vita percorrerla tutta
e non ti stanchi mai di nuotare .

martedì 18 giugno 2013

...divenne vento...


Divenne vento ,
nessuno la fermò.
Era estate al balcone ,
nei gerani fatti carne ,
diventati energia verde sangue ,
scoppiavano di rosso Vesuvio ,
colonna sonora della sua andata via ,
Ariel- chiesi- sarebbe tornata?
Il cane mi osservò , spostando la testolina,
disegnando un punto interrogativo ,
con gli occhi languidi e le orecchie appuntite,
scodinzolando la coda,
mi osservava, mi osservava
mentre rispondeva alla mia mano.
E dallo sguardo capisco che è ancora nella sabbia.
..ha i piedi nella polvere,
quella che segna il tempo e fa sospirare .
E infine
respirerai Napoli dal balcone e sarà meraviglioso.

...'e calciatori senza dignità...


...i calciatori esultano quando fanno rete/sono topi al cospetto della violenza"...

venerdì 14 giugno 2013

N. 26 / ISCHIA: ISOLA VERDE DI SANGUE
“MA LA STRAGE DI DONNE COINVOLGE L’ITALIA INTERA: DA NAPOLI,
UNA RIFLESSIONE DELLO SCRITTORE FRANCESCO D’ANGELO
L’altra notte (27-28 maggio) a Lacco Ameno, Ischia, un giovane dominicano è arrestato per aver tentato di uccidere la moglie. L’8 maggio, a Forio d’Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia dal “fratello”, sotto gli occhi di passanti e turisti. L’aggressore è ancora libero.
“Ischia feroce che non conoscevamo…”, commenta amaro Francesco D’Angelo, autore della "Luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa – Vibonati", che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendida isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne insanguina tutta l’Italia. Provincia di Cosenza, 26 maggio: Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanzato, che non sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
“Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus – sostiene Francesco D’Angelo – ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschilismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e  trasmettono ai figli”.
A parere dello scrittore, “l’ambiente in cui si colloca il gesto assassino che  spegne  una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne”.
In Italia una donna su tre è stata vittima, almeno una volta, dell’aggressività di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner. Nel 2012, una donna ammazzata ogni 2 giorni; quasi 700 mila hanno subito violenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza dei figli (dati Istat).
Se per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate a Forio d’Ischia, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uomo barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustate per cui, come molte vittime, non ha denunciato il suo aguzzino, “gli strumenti della civiltà penale che abbiamo costruito – osserva Francesco D’Angelo – sono caduti in pezzi  davanti alle sofferenze e al sangue versato dalla vittima, non riuscendo a raggiungere il barbaro, anch'egli portatore di pesanti ‘culture’, opposte ai valori fondativi della nostra Comunità: democrazia lavoro solidarietà uguaglianza, i nostri valori identitari. Non bisogna scegliere l'indulgenza mascherata da impunità – prosegue D’Angelo – Anche gl’immigrati che vivono e lavorano nel nostro Paese, che a volte commiseriamo, finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese, che pone al centro diritti e doveri, a partire dalla inviolabilità della persona. Spetta a tutti noi impegnarci per il progresso civile culturale e penale attraverso l’applicazione delle leggi e la loro evoluzione”.
Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente l’approvazione dell’Italia, proprio in queste ore, della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica,  che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania e Portogallo. La Convenzione, 81 articoli, sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore, di cui otto componenti del Consiglio d’Europa; essa  rappresenta un primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza.

“Dobbiamo fare in modo che questo prezioso risultato – commenta l’autore della “Luna di sopra” – acceleri in Italia un processo di evoluzione complessiva delle regole del vivere civile; si tratta di una battaglia culturale profonda, che riguarda tutti e ciascuno. Anche la Comunità ischitana – conclude Francesco D’Angelo – può contribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione, assicurando al fustigatore di Forio d’Ischia ciò che la giustizia italiana impone: e cioè che la violenza – in ogni forma e da chiunque praticata, sia indigeno o straniero – non resta impunita.
Napoli 29.5.2013

mercoledì 12 giugno 2013

ISCHIA :Isola verde sangue / violenza contro le donne / un commento dello scrittore francesco d'angelo / 31.05.2013


Giorni fa a Lacco Ameno un giovane dominicano è arrestato per avere tentato di uccidere la moglie.
L'8 Maggio a Forio d'Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia del 'fratello' sotto gli occhi di passanti e turisti. L'aggressore è ancora libero.

"Ischia feroce con non conoscevano..."commenta amaramente francesco d'angelo , autore de "La luna di sopra" il romanzo edito da Graus  vincitore nel 2012 del premio nazionale "Torre Petrosa" Vibonalti, che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendita isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne infiamma l'Italia intera.

In provincia di Cosenza , 26 maggio Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanxato, che NON  sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus-sostiene d'angelo- ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschlismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e trasmettono ai figli tale sciagurata propensione al massacro.
A parere  dello scritore "l'anbiente in cui si colloca il gesto assassino e trucido che spegne una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne".

In Italia una donna su tre è stata vittima , almeno una volta dell'aggressivitò di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e spesso vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner.
Nel 2012 una donna ammazzata ogni due giorni ; quasi 700 mila casi hanno subito violenze da parte del partner. Nel 2012 , una donna ammazzata ogni due giorni; quasi 7oo mila hanno subitoviolenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza delìi figli.
Per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uoma barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustata per cui, molte vittime , non ha dnunciato il suo aguzzino. Gli strumenti della nostra civiltà penale - osserva francesco d'angelo - sono caduti in pezzi davanti alle sofferenze e al sngue versato dalla vittima non riuscendo aa raggiungere il barbaro anche'egli portatore di pesanti 'culture' opposti ai valori fondativi delle nostre comunità: democrazia, lavoro, diritti, parità, antifascismo. Non bisogna sceglere l'indulgenza nascherarata da impunità- prosegue lo scrittore -prosegue lo scrittore . Anche gli immigrati che vivivono del loro lavoro nel nostro Paese che a volte commiseriamo,m finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese , che pone al centro diritti, doveri a partire dall'inviolabiltà della persona . Spetta a tutti noi impegnarci per il benessere e per il progresso civile culturale e penale attraverso l'applicazione delle leggi e la loro evoluzione.

Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente la recenta approvazione da parte dellItalia della Convenzione di Istambul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania, e Portogallo.
La convenzione, 81 articoli rappresenta un ptimo strumento internazionale vincolante che crea un quadro normativo completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza. Ma sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore , di cui otto componenti del Consiglio del Consiglio d'Europa.
Dobbiamo fare in modo che qyesto prezioso risultato. commenta francesco d'angelo autore de "La Luna di sopra" accelleri un processon din evoluzione complesiva delle regole delmvivere sociale- civile; si tratta din una battaglia complessiva profonda che rigurarda tutti noi come collettività e comem singoli cittadini.
Anche la comunità ischitana -conclude - francesco d'angelo - può conmtribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione assicurando al fustigatore di forio d'Ischia ciò che la Giustizia Italiana impone e cioè che la violenza - in ogni forma e da chiunque praticata , sia indigeno che straniero NON RESTI IMPUNITA..