sabato 9 marzo 2013

odio Bach


Il tempo sia mura e solitudine
ti nasconderà nelle ombre
delle scale
nelle sfumature dei cespugli
nella cantina dei segreti
nella mansarda delle polveri e dei profumi
starai in ginocchio
le dita cercheranno i tasti di vita e di morte
forse suonerai una Suite come Bach senza stare in Francia
ai piedi scarpette faticose ti aiuteranno a librare
e girarti su te stessa
a me girerà la testa
senza fiato sopravviverò
mangerò nebbia  di città dove
gabbiani persi cercano il mare
si faranno guidare dall'odore della salsedine
non si muore di troppo sale
ma di solitudine in prosa
e di salti di tonalità
e dita impostate.
Nella casa dei ricordi
sono stato in Francia e Inghilterra
c'era un grande pianoforte nero
incuteva paura
maestoso irraggiugibile
in penombra all'ultimo piano
tua madre in cucina
ascoltava i tasti tremare e fare girotondo
sorrideva compiaciuta
l'odore dei fagioli allontanava i gabbiani
Mi ami mi ami?
Avevi scelto lui lungo largo laccato di nero
al balcone gabbiani passeri ti ascoltavano silenti
stavi sulle navi
non ti ho visto più a scuola
volavano i sogni portati dai venti
t'inseguivo sulle navi e odio ancora Bach
anche se è lui il ponte che a te mi avvicina
mentre cala il sipario.




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