sabato 22 giugno 2013

i ristoratori d'animo



La gente sapeva cos'era già scritto ,
spigolava le voci conoscendo il labiale,
teneva il passo al fiato ,
poche balbuzie crollavano davanti ai guizzi d' affanno ,
Dita veloci inseguivano le tastiere,
senza ricamare,
amori e impegni di vita ,
nemmeno a sciogliere nodi scorsoi ,
legame tenace di acqua' alghe e liane.

I sogni non hanno contorni, nemmeno cerchi d'acqua e cornici d'oro
il fato delle dita ti trascinerà lontano
portandoti lontano
tu non ti stancherai di nuotare
mentre i ristoratori d'animo suoneranno per te
sulla barca che non è mai finita
e passerà una vita per percorrerla in lungo e largo
e non ti stancherai mai di nuotare.

 E intanto crollavano inseguendo tastiere
che non ricamavano giri di vita ,
quegli intrecci di assistenza
dove lui ti prende la mano ,
sulla barca che non è mai finita
e dura una vita percorrerla tutta
e non ti stanchi mai di nuotare .

martedì 18 giugno 2013

...divenne vento...


Divenne vento ,
nessuno la fermò.
Era estate al balcone ,
nei gerani fatti carne ,
diventati energia verde sangue ,
scoppiavano di rosso Vesuvio ,
colonna sonora della sua andata via ,
Ariel- chiesi- sarebbe tornata?
Il cane mi osservò , spostando la testolina,
disegnando un punto interrogativo ,
con gli occhi languidi e le orecchie appuntite,
scodinzolando la coda,
mi osservava, mi osservava
mentre rispondeva alla mia mano.
E dallo sguardo capisco che è ancora nella sabbia.
..ha i piedi nella polvere,
quella che segna il tempo e fa sospirare .
E infine
respirerai Napoli dal balcone e sarà meraviglioso.

...'e calciatori senza dignità...


...i calciatori esultano quando fanno rete/sono topi al cospetto della violenza"...

venerdì 14 giugno 2013

N. 26 / ISCHIA: ISOLA VERDE DI SANGUE
“MA LA STRAGE DI DONNE COINVOLGE L’ITALIA INTERA: DA NAPOLI,
UNA RIFLESSIONE DELLO SCRITTORE FRANCESCO D’ANGELO
L’altra notte (27-28 maggio) a Lacco Ameno, Ischia, un giovane dominicano è arrestato per aver tentato di uccidere la moglie. L’8 maggio, a Forio d’Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia dal “fratello”, sotto gli occhi di passanti e turisti. L’aggressore è ancora libero.
“Ischia feroce che non conoscevamo…”, commenta amaro Francesco D’Angelo, autore della "Luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa – Vibonati", che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendida isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne insanguina tutta l’Italia. Provincia di Cosenza, 26 maggio: Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanzato, che non sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
“Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus – sostiene Francesco D’Angelo – ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschilismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e  trasmettono ai figli”.
A parere dello scrittore, “l’ambiente in cui si colloca il gesto assassino che  spegne  una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne”.
In Italia una donna su tre è stata vittima, almeno una volta, dell’aggressività di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner. Nel 2012, una donna ammazzata ogni 2 giorni; quasi 700 mila hanno subito violenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza dei figli (dati Istat).
Se per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate a Forio d’Ischia, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uomo barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustate per cui, come molte vittime, non ha denunciato il suo aguzzino, “gli strumenti della civiltà penale che abbiamo costruito – osserva Francesco D’Angelo – sono caduti in pezzi  davanti alle sofferenze e al sangue versato dalla vittima, non riuscendo a raggiungere il barbaro, anch'egli portatore di pesanti ‘culture’, opposte ai valori fondativi della nostra Comunità: democrazia lavoro solidarietà uguaglianza, i nostri valori identitari. Non bisogna scegliere l'indulgenza mascherata da impunità – prosegue D’Angelo – Anche gl’immigrati che vivono e lavorano nel nostro Paese, che a volte commiseriamo, finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese, che pone al centro diritti e doveri, a partire dalla inviolabilità della persona. Spetta a tutti noi impegnarci per il progresso civile culturale e penale attraverso l’applicazione delle leggi e la loro evoluzione”.
Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente l’approvazione dell’Italia, proprio in queste ore, della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica,  che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania e Portogallo. La Convenzione, 81 articoli, sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore, di cui otto componenti del Consiglio d’Europa; essa  rappresenta un primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza.

“Dobbiamo fare in modo che questo prezioso risultato – commenta l’autore della “Luna di sopra” – acceleri in Italia un processo di evoluzione complessiva delle regole del vivere civile; si tratta di una battaglia culturale profonda, che riguarda tutti e ciascuno. Anche la Comunità ischitana – conclude Francesco D’Angelo – può contribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione, assicurando al fustigatore di Forio d’Ischia ciò che la giustizia italiana impone: e cioè che la violenza – in ogni forma e da chiunque praticata, sia indigeno o straniero – non resta impunita.
Napoli 29.5.2013

mercoledì 12 giugno 2013

ISCHIA :Isola verde sangue / violenza contro le donne / un commento dello scrittore francesco d'angelo / 31.05.2013


Giorni fa a Lacco Ameno un giovane dominicano è arrestato per avere tentato di uccidere la moglie.
L'8 Maggio a Forio d'Ischia, una donna senegalese è frustata in piazza con la cinghia del 'fratello' sotto gli occhi di passanti e turisti. L'aggressore è ancora libero.

"Ischia feroce con non conoscevano..."commenta amaramente francesco d'angelo , autore de "La luna di sopra" il romanzo edito da Graus  vincitore nel 2012 del premio nazionale "Torre Petrosa" Vibonalti, che lo scrittore è venuto molte volte a presentare nella splendita isola verde, al quale è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano.
Ma la violenza contro le donne infiamma l'Italia intera.

In provincia di Cosenza , 26 maggio Fabiana, 15 anni, è accoltellata e bruciata viva dal fidanxato, che NON  sazio di 20 pugnalate nel corpo della ragazza va a procurarsi una tanica di benzina per completare il massacro.
Fabiana non è stata vittima di un orrendo raptus-sostiene d'angelo- ma di quella parte culturale intrisa di sessismo, di maschlismo di cui tanti nel nostro Paese sono portatori e trasmettono ai figli tale sciagurata propensione al massacro.
A parere  dello scritore "l'anbiente in cui si colloca il gesto assassino e trucido che spegne una giovane vita resiste e si espande, alimentando un vero e proprio sterminio di donne".

In Italia una donna su tre è stata vittima , almeno una volta dell'aggressivitò di un uomo; circa 6 milioni di donne hanno subito violenze sessuali e spesso vengono uccise in media 100 donne dal proprio partner.
Nel 2012 una donna ammazzata ogni due giorni ; quasi 700 mila casi hanno subito violenze da parte del partner. Nel 2012 , una donna ammazzata ogni due giorni; quasi 7oo mila hanno subitoviolenze da parte del marito, del fidanzato o del compagno; nel 62,4% dei casi, le violenze avvengono in presenza delìi figli.
Per fortuna non è morta la senegalese presa a cinghiate, che ha resistito fisicamente ai colpi dell'uoma barbaro e padrone, ma non al terrore di altre frustata per cui, molte vittime , non ha dnunciato il suo aguzzino. Gli strumenti della nostra civiltà penale - osserva francesco d'angelo - sono caduti in pezzi davanti alle sofferenze e al sngue versato dalla vittima non riuscendo aa raggiungere il barbaro anche'egli portatore di pesanti 'culture' opposti ai valori fondativi delle nostre comunità: democrazia, lavoro, diritti, parità, antifascismo. Non bisogna sceglere l'indulgenza nascherarata da impunità- prosegue lo scrittore -prosegue lo scrittore . Anche gli immigrati che vivivono del loro lavoro nel nostro Paese che a volte commiseriamo,m finendo col giustificarne comportamenti che al contrario non vanno tollerati, devono essere resi partecipi della battaglia condotta ogni giorno dalla parte migliore del Paese , che pone al centro diritti, doveri a partire dall'inviolabiltà della persona . Spetta a tutti noi impegnarci per il benessere e per il progresso civile culturale e penale attraverso l'applicazione delle leggi e la loro evoluzione.

Lo scrittore accoglie quindi molto positivamente la recenta approvazione da parte dellItalia della Convenzione di Istambul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, che vede il nostro Paese quinto firmatario dopo Turchia, Montenegro, Albania, e Portogallo.
La convenzione, 81 articoli rappresenta un ptimo strumento internazionale vincolante che crea un quadro normativo completo per proteggere le donne contro ogni forma di violenza. Ma sarà operativa solo dopo che dieci nazioni avranno firmato a favore , di cui otto componenti del Consiglio del Consiglio d'Europa.
Dobbiamo fare in modo che qyesto prezioso risultato. commenta francesco d'angelo autore de "La Luna di sopra" accelleri un processon din evoluzione complesiva delle regole delmvivere sociale- civile; si tratta din una battaglia complessiva profonda che rigurarda tutti noi come collettività e comem singoli cittadini.
Anche la comunità ischitana -conclude - francesco d'angelo - può conmtribuire a tale impegnativo percorso di evoluzione assicurando al fustigatore di forio d'Ischia ciò che la Giustizia Italiana impone e cioè che la violenza - in ogni forma e da chiunque praticata , sia indigeno che straniero NON RESTI IMPUNITA..