Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
venerdì 9 novembre 2012
Siamo cosa? / Napoli, futuro, epigenetica, silvio berlusconi, renziblablà...poi...'o cocco /
di francesco d'angelo/
Napoli 6 novembre 2012/
Siamo ciò di cui ci nutriamo, ma siamo pure ciò che ci circonda, che ci abbraccia, l'ambiente che abbiamo intorno nella sua più larga lettura.
Siamo dunque sia ciò di cui ci nutriamo sia l'ambiente circostante, con le immissionim vive della nostra presenza "umana" che ha creato danni irreparabili al cosidetto creato o la percorso evolutivo delle cose.
Al di là di raggionamenti affascinanti come quello relativo al quesito se sia nato prima l'uovo o gallina, tutti concorderanno sull'inutilità del genere umano rispetto all'intero pianeta con tutti gli esseri viventi, sia vegetali sia dell'"area animali", per i danni irreparabili in tal genere procurati, per azioni praticate senza filosofia, saggezza, equilibrio, sempre e comunque a danno delle altre specie a partire però dalla propia.
Se c'è stato un creatore, quella giornata avrebbe fatto meglio a fumarsi una bella sigaretta; se invece è stato un brodo primordiale beh bastava spegnere il fuoco.
Da una stanza pulita ma piena di libri ammucchiati sugli scaffali, tra giornali pc, tartarughe cani piante, musica tantissima possono fare uscire attraverso le fessure di vecchie finestre anche incubi, mica solo sogni: spesso infatti lasciamo i sogni appiccicati sui cuscini e ci facciamo compagnia con gli incubi, come questi appunti comunque inquinati da sogni non all'acqua di rose ma da essenze onoriche miste agli odori della cruda realtà.
Gli incubi forse sono come il ragù, pietanza elaborata che per poterla cuocerla ha bisogno di un fuoco lento e costante dentro lunghe ore utili ad avvolgere il passato di pomodo e le altre prelibatezze, sia vegetali che di carne.
A differenza dei cosidetti animali, tra i quali c'è chi si nutre di soli vegetali e chi solo di carne/pesce, l'essere umana si n utre di tutte e due le cose e, in aggiunta a tale percorso alimentare, nei tempi l'essere umano ha pure contornato questi momenti di riti oiù o meno propiziatori.
Uccideva per avere più grano, ma lo chiamava sacrificio agli dèi, pensava di uccidere il figlio per donare agli dei il massimo della sua devozione ma a scapito di altri esseri, si cibava dei suoi simili per fame e per credo religioso, usava i resti umani e animali per adornarsi e sconfiggere il malocchio
ed essere più forte; infine uccideva tutti coloro che non erano 'maggioranza' ma minoranze per avere un mondo tutto uguale, e metteva uno solo a incentivare tali immonde follie umane spogliate di ogni traccia di umanità.
Beh, gli incubi sono stati nei tempi un po questi, certo con qualche imprecisione, però è una fortuna che al momento non ci sia 'unico' a decidere per tutti; quindi sto sereno, non dovrò prendere il fucile tra i libri e ritornare Partigiano.
Siamo ciò di cui ci nutriamo ma pure ciò chwe ci circonda, abbiamo detto, come racconta Sir David Charles Baulcombe, Premio Balzan* 2012, attuale pioniere dell'epigenetica.
* (La fondazione Internazionale Balzan nasce nel 1956 per promuovere nel mondo la cultura e le scienze e le più meritevoli iniziative di pace e fratellanza tra i popoli, senza distinzioni e nazionalità, di razza e di religione.
Ogni anno i premi Balzan sono attribuiti a quattro scienziati o artisti che si sono distinti a livello internazionale, nel campo nel quale operano.
Dal 2011, lo Statuto della Fondazione Balzan impone ai premiati la destinazione di metà del premio ricevuto al finanaziamento di progetti di ricerca, condotti preferibilmente da giovani studiosi.)
Dice Baulcombe: "i nostri figli certamente potranno ereditare non solo il colore degli occhi, la forma del naso, ma attenzione anche il "vissuto" e aggiunge, fornendo risultati dei suoi studi che per certi aspetti paiono incubi, che "anche lo stress, le malattie, gli stili di vita lasceranno l'impronta nelle future generazioni, proprio perchè il nostro patrimonio genetico non è assolutamente statico ma 'spugnoso e flessibile', attento alle novità e ai cambiamenti.
L'Epigenetica, infatti, conclude l'illustre scienziato crea cambiamenti ereditati nei geni, senza però modificare la sequenza del Dna.
Nell'addentrarci tra incubi e ironia si potrebbe aggiungetre che il futuro ci regalerà altri figli simili al 'trota', altri simili all'ex presidente del Consiglio, prodigo in altrettante brutte figure nel panorama internazionale, come ci ricorda il corrispondente del quotidiano austriaco "Der Standard" Gerdard Mumelter: il quale pare tirare un sospiro di sollievo quando scrive che "si è consumata la bugia raccontata per anni, secondo cui il Cavaliere era vittima di complotti , menzogne e congiure di magistrati, poteri forti e stampa di sinistra", mentre secondo il giornalista "è vittima di se stesso, si è da solo rovinato la reputazione con una serie infinita di scandali, promesse non mantenute o peggio ancora è stato lui ad assassinare la credibilità dell'Italia nel mondo.
E' stato Berlusconi, continua Gerhard, l'unico uomo politico al mondo che ha miracolosamente messo d'accordo la stampa mondiale di sinistra e di destra, cattolica e liberale, economica e finanziaria.
E' bene ricordare, scrive ancora il corrispondente austriaco su internazionale.it, quella copertina dell'Economist (2011) prima dell'elezioni, dal titolo "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy", ( "perchè Silvio Berlusconi è inadeguato a giudare l'Italia"), per cui l'autorevole settimanale inglese fu denunciato per diffamazione dal cavaliere, ma vinse la causa.
Viene da domandarsi, sempre tra l'incubo, la ricerca dello scienziato Baulcombe e un pizzico d'ironia: "ma quale ambiente (l'attuale) cavaliere è stato circondato, quale ambiente pericoloso e privo di positività ha stritolato Silvio Berlusconi per farlo diventare ciò che L'Economist così efficacemente
descriveva? Se l'infanzia di Silvio è stata piena di amore, educazione e protezione genitoriale quali compagnie, nella maggiore età, hanno contribuito a renderlo così, un cattivo esempio per tutte le persone per bene?
Oppure : cosa sarà accaduto a 'renziblablà' nel tempo della maturità. Perchè è arrivato a condividere e sostenere una cultura che NON considera 'le rughe raggi di sole'?
Invece di proporre la cultura della rottamazione (sbagliata persino sui frigoriferi, automobili, computer e altri strumenti), parla di persone, donne e uomini ponendo come loro nemici, antagonisti, gli anziani, i vecchi e pure brutti sporchi e cattivi: tal quale alla destra del governo quando qualche anno fa osò burlare una grande donna come la Montalcini che andava con impegno a votare ad altri illustri vecchi in Parlamento.
Invece di rottamazione umana avrebbe fatto bene, questo giovane sbarbatello, a parlare dell'arte di invecchiare e di quali politiche elaborare per il futuro sempre più con mumerose persone anziane, vivendo queste problematiche e sfide come una nuova vittoria del progresso e non come un dramma per gli ignoranti.
Forse il 'renziblablà' sarà rimasto affascinato dalla lettura di un agile libricino di Regis Debray "fare a meno dei vecchi. Una proposta indecente", (i grilli marsilio, 2005), in cui l'intellettuale francese in modo dissacratorio propone l'avvio di un dibattito sulla contaddizione esistente tra l'invecchiamento della popolazione e il giovanilismo dilagante nello spettacolo, nella moda, nella cultura.
L'idea racchiusa nel libro...la proposta indecente è di risolvere il problema della società più vecchia confinando gli anziani in una riserva naturale, il "Bioland".
Per fortuna il tempo non ha ostacoli e si presenterà lenta,mente da 'renziblablà'; io spero di vivere a lungo e più di lui per osservarlo ripensare alle eccezionali sciocchezze sproloquiate in...gioventù, per fare a gara in una tournè di lotta e confronto politico.
Ma può anche darsi, considerati i risultati del Premio Balzan 2012, che il povero 'renziblablà' abbia avuto un'amara maturità, vissuta chissà in quale rapporto con le persone, anziane e vecchie: magari è rimasto culturalmente traumatizzato fino a scambiare un nonno e una nonna con frigoriferi e lavatrici.
Tali incubi ironici non possono fermarsi al cavaliere e al fiorentino giullare, ma proseguire fino ai futuri figli di politici corrotti e corruttori, di imprenditori disonesti e inquinatori, di scrittori in fuga da impegni civili ma scalatori di inutili vette alla ricerca del nulla; e poi figli di criminali, mafiosi, camorfristi, 'ndranghettisti, ladri schiavisti, sfruttatori di operai e ladri d'arte e tesori storico-culturali
come i furti nell'Accademia delle Belle Arti nella città di Napoli e come lo smantellamento dell'Istituto per gli studi Filosofici nel Palazzo Serra di Cassano di nuovo e sempre nella città di Napoli.
Probabilmente l'ambiente di corruttela, illegalità e violenza che si respira nella citta di Napoli incrementa tali sciagure di illegalità e ignoranza ben più che in altre realtà.
Potremmo dire quindi che la responsabilità dei mali napoletani è anche da riferirsi al pessimo e insicuro ambiente che ha circondato tantissime persone giovani e che tutt'ora circonda abbraccia, stritola sia chi vi abita e sia chi vi transita per turismo e poi lascia la pelle o ne resta menomato.
Così la città di Napoli è un incubo pericoloso e dannoso, per camminare tranquilli bisognerebbe possedere tanti Rolex da versare ai vari assassini appostati in numerosi angoli di strada e proseguire
tranquilli: ma basterebbe?
In base alle tesi e agli studi dello scienziato Baulcombe il futuro appare ancora da incubo per le persone miti, educate e rispettose delle leggi, e in alcuni casi la 'profezia' di Sir David Charles Baulcombe si è realizzata da tempo, con un incremento negli ultimi anni: ad esempio dove gli incubi che per un attimo sostano a Berlino, dove incontrano la desainer che crea scarpe e accessori procurandosi i materiali dal macellaio di fiducia.
Ma cosa fa precisamente la designer Iris Schiferstein?
Semplice: usa parti del corpo di animali...qui si va oltre le classiche pellicce grondanti di sangue e sofferenza, usa dicevamo scarti di macelleria di animali morti, anche raccolti per strada, quelli domestici e da cortile, come cani, gatti, passeri, tartarughe, conigli, mucche, piccioni; porta questo materiale nel suo (puzzolente ?) laboratorio e li 'lavora', probabilmente farà lavorare qualche giovane becchino per trasformare in borsette di pelle la pelle di cane, in scarpe le zampe di mucca adattate
ai piedi umani; e poi cappelli con piccioni, colombe e immagino code d'asino per i ricchi cafoni
che vogliono distinguersi per originalità.
Credo non ci sia mai fine al peggio, ne in politica e nemmeno nel mondo delle imprese, del sistema dei media, della scrittura; mafia e camorra sono già il peggio del peggio.
Chissà però che tipo di ambiente ha avvolto questa designer, un mattatoio certamente.
Ed ora per il "piacer figlio d'affanno" ci dice che forse dovremmo intervenire sia sull'alimentazione che sull'ambiente nella lettura più ampia del termine, per scongiurare ulteriori disgrazie simili a quelle appena descritte con onirica ironia.
E scongiurare un futuro peggiore addirittura dell'attuale quotidiano.
Però il degrado complessivo è talmente esteso e radicato che è facile immaginare un fallimento, perchè non ci saranno spazi e persone per avviare articolati percorsi di risanamento, bonifica e recupero.
Ma forse aiutati dalla cultura, dalla storia di questa città, dalla poesia di Alda Merini, dagli scritti di donna Matilde, dagli studi di Gerardo Marotta, dalle nonne e nonni di Napoli e da quei bambini che lottano a piedi scalzi per risalire il vulcano potremmo prendere atto del fallimento in corso e ...ricominciare a cominciare la salita.
...poi...'o cocco
...è longa 'a sagliuta
accumincia a saglì'
a mmità strada allamentati ma
non gurda' arréto
pietto 'nnanze e nasécchie arapute
nun fa' l'esaurito nun si ferito continua a sagli'
n'unn'astemmà nun serve
fatte aiuta' d' 'o cielo invece 'e allucca'
mo' fermati, respira e riposa
comm è bella Mariarosa
pare 'sta rosa...
po' guarda luntano
arravuogli' 'a lengua
e repigli 'a sagliuta.
"Scusa eh, ma che vulive
'o cocco ammunnato e bbuono?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento