Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
sabato 24 novembre 2012
...David Grossman, i Presidenti, l'ipocrisia contro l'incipit del dramma medio orientale
di francesco d'angelo
Napoli 22 novembre 2012
I giornali hanno riportato che lo scritore David Grossman ospite il 17 novembre scorso del Book Citty Milano, il Festival del libro è stato contestato con urla e fischi da ragazze e ragazzi palestinesi e milanesi del Movimento "Palestina Libera", che si trovavano fuori della struttura stracolma di visitatori; i ragazzi hanno fatto volare qualche insulto nei confronti dell'esimIo scrittore-
" Io non mi arrendo all'odio" ha detto GrosSman, che ha perso un figlio durante la guerra lampo che Israele ha combattuto contro Hezbollah in Libano nell'agosto 2006.
Pur comprendendo lo stato d'animo di quei ragazzi contestatari non ne condivido la forma di protesta e sopraTtutto non condivido la scelta dello scrittore quale bersaglio simbolico della contestazione.
Con le persone come David Grosman si deve cercare il piacere dell'incontro e del dialogo, di stringergli la mano anche per le sue affermazioni coraggiose nei confronti del governo d'Israele, ch'egli non risparmia critiche.
Con le persone come Grosman si deve aprire un confronto fraterno, libero da pre-giudizi per costruirte una fase comune, una traccia di considerazione condivisa che vada oltre il "no alla guerra":
perchè non è vero che c'è pace se non c'è conflitto bellicoso e militare.
E' vero che "dietro le armi e le uniformi nostre e del nostro nemico c'è un essere umano", come ama ripetere Grosman ed è ancora vero, come egli ribadisce, che "non bisogna mai arrendersi all'odio".
Ma tali sagge parole e affermazioni colte difficilmente smuoveranno i dittatori sostenuti da militari violenti e corrotti.
E' il caso, credo, di cambiare cultura e approccio con le diverse realtà presenti nel mondo.
Andare 'oltre' le convenienze, che spesso ritroviamo persino nei giudizi di Capi di Stato: ci vuole il coraggio "delle ali ai piedi", ci vuole la temerarietà fantasiosa degli scrittori e dei Poeti per difendere la verità e attraverso di essa cambiare il mondo.
La storia ci dice che l'incipit della tragedia dei Palestinesi risale a decenni fa, dall'invasione da parte di Israele della Palestina: è da questo evento che bisogna sempre partire per qualsiasi considerazione,
giudizio, soluzione, altrimenti tutto è falsato e lontano dalla realtà.
Capi di Stato.
Il Presidente Obama prende uno scivolone quando dice che "Israele deve difendersi": ma da chi?
Da quali nemici lontani?
Oppure intende dire ma non dice, da coloro che essa ha aggredito?
Nelle terre che essa ha invaso, usurpando sempre più spazio, futuro, libertà e felicità del popolo Palestinese?
Il Presidente Giorgio Napolitano, mio presidente, a Parigi il 21 novembre ribadisce "la più ferma condanna nei confronti del terrorismo", "solidarietà a Israele brutalmente attaccata, e alle vittime di entrambi le parti, a Gaza e a Israele" e non manca di auspicare la Pace in Medio Oriente.
Quanta ipocrisia calata nella notte in cui tutto è nero, tutto si confonde, invasori e occupati, tutti uguali schiavizzati e schiavisti; ladi e assassini e persone per bene, camorristi e onesti, coloro che sfruttano le persone sul lavoro e gli sfruttati, coloro che usurpano terre non proprie e gli indigeni che provano a difendersi e liberarsi dagli invasori come possono.
Alla fine di questa notte nera, la solidarietà va non a coloro che hanno subito e continuano a subire torti, nuove invasioni barbariche ma, stranamente, agli antichi e attuali invasori.
Oso rispettosamente suggerire ad entrambi i Presidenti, proprio in virtù della loro grande cultura e sapienza anche di prospettiva, di non fermarsi alle cose che conoscono e di cui sono convinti, ma di aggiornarsi, scoprire cose antiche e nuove.
Un metodo per farlo è la lettura; consiglio loro di leggere alcuni libri: "Guerre battaglie e rivolte nel
mondo arabo", di Andrea Frediani, Newton editore; "l'Ulivo e le pietre" di Ugo Tramballi, Marco Tropea editore; "Gli Arabi" di Heinz Halm, Il Mulino; "Il Dio degli eserciti" di Peter Partner, Einaudi, e smpre per Einaudi "Fiori di Poesia" di Alda Merini.
Questo per andare oltre la notte in cui "tutte le vacche sono nere", occorre (ri) scoprire la differenza tra le azioni dei predoni e le azioni degli occupati, nel Medio Oriente e nel complicato mondo che non può essere guardato e interpretato con sguardo coperto da un velo ostacolante la verità.
Il folosofo Benedetto Croce, citato da Napolitano, sceglie nella "notte nera" di esporsi, e sotto il fuoco del nazi fascismo e della guerra dismette i panni del filosofo, del teoretico e si schiera apertamente indossando i panni del politico antifascista: una scelta coraggiosa e netta, senza ambiguità alcuna.
E' importante valorizzare e seguire tali esempi di vita in tutte le scelte che s'incontrano nella vita di ognuno, politica e istituzionale.
E' quello che ci aspettiamo dai Capi di Stato.
Strana la dichiarazione del Presidente Obama circa "il diritto di difendersi" da parte di Israele: ma forse è coinciliabile con la cultura maggioritaria americana che ha fatto dell'invasione un faro di civiltà, anche quando rubava la terra agli indiani d'America e caricava navi di persone, Africani, portate in catene nei propri territori.
Insomma gli invasori e i predoni hanno e ricevono copertura, comprensione, giustificabilità diversamente da coloro che invece sono predati.
Caro Presidente Obama, mi hai regalato una delusione dopo avermi fatto sognare di votarti...Neppure tu puoi mettere sullo stesso piano invasori e occupati e sollevare la legittima difesa degli occupanti perchè gli occupati sono erranti.
Bisogna invece affacciarsi sul Mediterraneo con occhi nuovi, rispetto, curiosità e non limitare lo sguardo a una sola espressione di quelle terre.
Bisogna avere la forza dell'autonomia da qualunque condizione, pressione e/o convenienza per avere uno sguardo ampio e un cuore aperto.
Allo scrittore David Grossman regalo la mia stima affettuosa; spero di poterlo incontrare, per scrivere insieme un augurio a questo mondo che va sempre meglio conosciuto e reso fruibile per la felicità di tutti i suoi abitanti, anzi cittadini.
"Il curato" di Alda Merini.
Dedicato a chi non tollera gli indifferenti e gli ipocriti.
Ormai anche tu parli il dialetto del nostro paese
e annoveri prostitute insieme a molte gestanti
anche tu hai fatto un compromesso tra il bene
e il male
anche tu dài una mano al diavolo e una a Dio
ma se ti parlo di teologia
lì fai cadere la frode.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento