Una volta c'era il gallo
dava la sveglia all'alba alla comunità
lui comandante della sua
poi la sirena urlante
ululante cacciò il chicchirichiiì
e divise in tre i tempi di vita delle persone.
Ora non ci sono più tempi prestabiliti
non ci sono tempi umani vivibli
non ci sono più sirene
resistono quelle del mare e dell'sos delle città
scomparso il lavoro
ritornata la fatica e le barbarie ch'erano andate.
Chiamano progresso essere zerbini del mercato
filosofi giornalisti e professori annunciano dalle loro comodità i benefici
dell'altrui fatica scansando l'odore del sudore.
Scrittori politicanti e venditori di bugie
sostengono la religione dei mercanti
che uccidono
bambini e adulti.
Il massacro è un incidente
fiumi deviati capanne abbattute
non si chiama guerra ma modernità.
Le tonache di vario colore occupano poltrone del potere costituito
da carnevale vestiti alla tavola dei disgraziati
parlano di sesso e non di sfruttamento
condannano il sesso e crocifiggono la madre
benedicono i morti sul lavoro e brindano alle feste padronali
lapidano donne e violentano bambine
colpa dei diritti urlati la fine del mondo
e non il pianto dei bimbi e delle balene e degli sfruttati.
I politici del mercato assieme alle tonache degli dei uccidono famiglie e affetti
ma difendono l'ipocrisia del nucleo familiare
e delle conservazione medioevale del potere
nascono nuovi roghi delle libertà
nei luoghi di lavoro e nei letti
coppie mancate non si addentrano al futuro
la persona è ritornata limone da premere e poi gettare
la chiamano modernità la premuta della dignità
ma è l'assassinio del gallo.
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