Per fortuna che di ottima pasta in giro c'è.
Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
lunedì 30 settembre 2013
martedì 17 settembre 2013
lunedì 16 settembre 2013
Il made in Italy insanguinato
Credevo che il made in Italy fosse sicurezza sul lavoro, buste paga precise come da contratto
orari di lavoro e libertà Costituzionali garantiti, nessun pericolo alla salute di chi lavora, nessun abuso nei confronti di chi lavora e nessuna schiavitù.
Mentre non è così.
Il vero made in Italy è fatto dalle facce onnipresenti dei loro potenti che urlano alle tasse e sorridono quando ritirano ricchi premi da dormienti Istituzioni che non scorgono lo sfruttamento e la schiavitù diffusa nel cortile di casa.
Che brutta gente i potenti del made in Italy.
Che brutta gente gli indifferenti e i disonesti made in Italy.
domenica 15 settembre 2013
...di fiamma di legna
Date un fazzoletto alla luna, copritegli il volto
distraete i suoi occhi bianchi e celesti
fatela sorridere, intenerire e raccontatele storie mai ascoltate
e fatele scrutare amori inquieti.
Solo così si sentirà compagna amante e amica
anche mamma.
La luna il lato dolce del cielo.
Frequentala ora che sei vivo e ti dondoli tra i due alberi d'arancia
solo lei saprà illuminare le tue rughe
ponendo virgole ai lati della bocca
solo lei accenderà i falò mentre ti sfiorerà
il cuore ponendolo nel vuoto d'aria dell'emozione senza respiro.
Sarà lei la luna che illuminerà i tuoi occhi di fiamma di legna
quando il vero amore di spaccherà il cuore.
sabato 14 settembre 2013
inchiodo i sogni
Le nuvole navigano sempre.
E' quando si fermano che arrivano i temporali.
Tu seduta sulle mie ginocchia a fissare tra lacrime il sole che non si fa osservare.
Mi accarezzi il cuore, mi domando se piangi di luce o dolore.
Da lontano la solita mosca impone la sua sgradita presenza
non facendoti volare nelle righe di una poesia che assapora di musica scritta tra una birra e una grappa Pinot.
Sotto il cielo la gioia si scalda e non suda come dopo una corsa sulla spiaggia a rompersi le dita
e urlare che non è ancora finita.
Ho ancora i tuoi ingarbugliati capelli ora lisci e corti tra le dita mentre si spalancano i polmoni inchiodo le nuvole al cielo per non far terminare il sogno che sa di schiuma di battigia e di alghe verdi e lucide.
...fresie per sempre
Tutto è cambiato, anche se nulla è mutato nelle autostrade del cuore.
Gli arrivi e le partenze identiche come i ricordi continuano ad affollare
le piazzole d'emergenza di amori frettolosi puliti al Tempo vestito di blu.
Nessuna musica ci circonda solo tempie che scoppiano e sudori avvolgenti e liberi
come note di uno spartito sempre mai uguale a se stesso come la fine di una melodia
trattata a rock sul palco di una piazza disordinata e gioiosa affollata di fumo e caffè.
Tutto è cambiato anche se nulla è mutato, negli occhi umidi scoppiano i tuoi occhi, i tuoi piedi e la ruga verticale che segna lo sguardo poggiato sopra il sorriso sempre generoso, bianco che regala vertigini colorate allo sguardo di colui che funambolo della tua ragnatela si crogiola dei tuoi sudori che sapevano di carne e fresie e terra umida e fertile pronta ad accogliere radici che mai si attorcigliarono ad essa.
Non attraversarono mai il lungo corridoio che si apriva come un'ombra alle spalle specchiate da infiniti libri e quaderni carichi alle pareti di poemetti alle prese con il vento, parevano gocce di rugiada di infinite sboccianti petali meta di gialle farfalle che attraversato la grande finestra del mare si inebriavano senza scorgere la rete impugnata da esperte dita che la catturavano forse per sempre, mentre una lancia le attraversava il cuore ripristinando dolori e sbarre che sorridevano ingiuriose alla felicità che si piegava alla lettura del libro già letto che parlava di colline e nudità disperate di quadri e magie annidate in vicoli antichi e scuri che conducevano inesorabilmente a rotaie portatrici di letture mai iniziate ma solo sfogliate da dita senza matita che si rifiutavano di disegnare barche e orizzonti ma solo fresie sognanti prima che andassero a marcire.
lunedì 9 settembre 2013
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