martedì 30 luglio 2013

l'incompleta evoluzione


Si può spiegare la Poesia?
Si può interpretare il poeta?
Per sopprimere le primavere il buio ha inventato i potatori di fiori e i tagliatori di orizzonti che si nascondono nelle tasche dei poteri annidati nelle banche e dentro in templi.

 Il braccio armato ostile all'evoluzione incompleta del genere umano
impone di parlare dei poeti e delle loro illuminazioni dissetanti
celando così i boia che feriscono la Luna.

oltre il dipinto


Cascate di gioia rumoreggiano nel dipinto alla parete.
Tanti osservano
ognuno scorge cosa cerca.
Parlano piano tra le luci adatte all' ipnosi in sale composte e sognatrici
Tantissimi cercano oltre il dipinto
quanto non rappresentato
e si corrucciano con gli occhi vuoti smarriti nelle spiagge della ragione
per loro comodità e pigrizia mai calpestate.
Io invece cerco l'universo dell'artista
riposandomi sulle pietre buie
delle credenze altrui.

Il mare dei selvaggi


Al mare per distendersi e sognare
al mare per leggere un libro ascoltando lo sciabordio delle onde
al mare a piedi nudi sulla battigia e in testa una corona di gabbiani e
attendere il tramonto e applaudire alla vita.
Al mare dedicare una lacrima
e non arrendersi ai selvaggi che umiliano le acque senili
con distorsioni commerciali e riti e lodi alla morte rinunciando alla ricerca e alla felicità
 perché non di questo mondo
Al mare per non arrendersi ai predoni che avvelenano con la morte chimica
 le città e avvelenano le creature.
Al mare per chiedersi cosa centrano i selvaggi con la Poesia della spuma partoriente
al mare mentre proteggo la testuggine ad attraversare la spiaggia tra i mille pensieri seminate come bombe dai credenti.
Il mare grande cimitero di disgraziati
il mare velenoso da quando ha fraternizzato indifferentemente con tutti
spezzando così le difese a Nettuno
Il mare vivrà e morirà con i selvaggi
i nuovi pirati dell'odierna civiltà.

la bianca finestra


Sulla spiaggia deciso e forte
ho i piedi radicati nella sabbia prima calda poi sognatrice.
Dalla spiaggia la mente nuota
va a bracciate energiche verso il filo
che è uguale in ogni macramè
affacciato alla bianca finestra
di ogni alba.

e il mare


E' vicino al mare che mi completo con la terra
quel miele colmo di vissuto
e di frammenti di stelle
che regala prima la luce e
dopo il pane nascondendoti il sale.

Razzismi in azione


N. 30 

Razzismi in azione: Calderoli e Sindaco di Priverno.

di Francesco D’Angelo*

http://piazzettanilo.blogspot.it/

 

Gli Italiani sono razzisti e numerose Amministrazioni locali li rappresentano benissimo, non solo le elucubrazioni di una persona del nord eletta al Parlamento del Paese.

No, non esiste solo il razzismo classico al quale in tanti si sono abituati, un razzismo come quello continuamente praticato da Calderoli e suoi simili, che con secolare disprezzo legato all’ideologia della razza continua a colpire, umiliare, discriminare, ferire numerose persone e tra queste il Ministro Kyenge con insulti in voga decenni fa, paragonando una persona a un animale ritenendolo un’offesa pesante e grave.

Si continua a parlare di oranghi, banane, palme, donne da stuprare meglio se africane come nella seconda guerra mondiale si usava tra soggetti militari in particolare e come purtroppo ancora accade in ogni conflitto in quelle terre martoriate e in giro per il mondo; ma Calderoli e quelli come lui certo non sono Umanità. E nemmeno ci si sognerà di paragonare il suddetto a un delfino che sfreccia nei mari inquinati con la grazia di una pennellata di Mirò.

Ma oltre ai razzisti “classici” sopravvivono quelli defilati dietro montagne di ignoranza politica, amministrativa, civica: ad esempio, i numerosi Sindaci e  Amministratori di grandi e piccole città che attraverso il loro razzismo amministrativo  discriminano, feriscono, umiliano i disabili trattandoli come non persone, soggetti privi di dignità sui quali scaricare la loro ignorante incolta amministrazione, costringendo i disabili agli arresti domiciliari, affacciati immobili dietro la finestra o sul balcone a sognare, osservare e maledire la propria condizione.

Piazze, marciapiedi, luoghi d'incontro continuano a cacciare, a respingere i disabili in carrozzella; un esempio, l'ultimo forse, è quanto si è potuto scoprire attraverso un foto su Facebook: a Priverno, provincia di Latina, un disabile è bloccato all'inizio di un marciapiedi lungo e stretto nel cui centro sono piantati  alberi.

La foto rende molto efficacemente che chi ha deciso quel tipo d'intervento non aveva alcuna cognizione di ciò che dovrebbe essere una città per tutti, a partire dai più esposti.

Ecco dunque due casi, ognuno con le proprie specificità, entrambi impregnati di ignoranza e pericolosità civile e sociale: persone che si scagliano – con parole e/o azioni - contro altri esseri umani.

Per Calderoli spaventato dalla cultura e dalla grazia con cui il Ministro, con forza e pazienza, svolge il suo lavoro, per il Sindaco di Priverno  che dimostra limiti culturali, amministrativi assieme a coloro che l'hanno votato o lo voteranno: per tutti e due, nessuna fragranza potrà coprire il lezzo razzista che emana dal loro pericoloso agire. 

 

* Francesco D’Angelo sbarca dall'Egitto e sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio Nilo, nell’omonima piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze in campo sindacale e sociale, ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale “Torre Petrosa – Vibonati” con il romanzo “La luna di sopra”, (Graus) ambientato nella Stazione Centrale di Napoli.  Francesco D’Angelo ha curato per “Il Denaro” il reportage “Viaggio nel Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per denunciare e condividere la riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo, argomento anche delle sue “Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in tutto il mondo, e incessantemente condivide su web e social network.    

 

Napoli, 30.7.2013

 

 

domenica 28 luglio 2013

NO, non andate a Priverno (LT) troverete Sindaco incapace e ignorante e cittadini indifferenti e perniciosi.

 
 
 
NO, non andate a Priverno, luogo di vergogna e di disprezzo per i disabili di tutte le età.

I comandanti della città di Napoli


N. 29

I comandanti della città di Napoli:

caos, illegalità e commercianti.

di Francesco D’Angelo*

http://piazzettanilo.blogspot.it/

 

 

Piazza Garibaldi / Stazione Centrale di Napoli.

 

La prima “Cartolina da Napoli… negli occhi” parte da Piazza Garibaldi,  ‘biglietto da visita’ della città, dove sorge la Stazione Centrale: ammasso di cantieri, traffic jam (all’americana: marmellata di traffico) con quattro e due ruote che schizzano e incalzano da ogni dove, tagliando la strada a tutto e tutti, lanciati in gimcane ovunque s’intraveda un varco, incuranti di strisce, semafori e persino degli Agenti della Polizia Municipale, quasi sempre impegnati in discussioni intense nei pressi di bar, caffè, chioschi di bibite e granite o in giri di controllo più somiglianti a passeggiate con chiacchiere tra colleghi, visto che di fronte a irregolarità se non peggio sembrano seguire il monito di Virgilio a Dante nel III canto dell’Inferno in presenza degli “ignavi”:  “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Solo che in questo caso gli ignavi sono proprio i Vigili Urbani!

Fra piccole e grandi buche, soste vietate ed altre abusive forme di occupazione del territorio, pedoni per lo più disorientati o rassegnati al peggio costretti a conquistare quel che si direbbe un marciapiedi - indistinto e sconnesso gradino zig-zagante - per poi faticosamente percorrerlo.

Ovunque, intorno, la massa degli “invisibili”, socialmente parlando, ma fortemente percepibili: clochard, ubriachi, questuanti con i loro cartoni pacchi buste coperte cani bottiglie, talvolta anche materassi e cuscini. I più innocui sicuramente, nel girone infernale della Stazione Centrale di Napoli, “…principale scalo ferroviario… dell'Italia Meridionale … sesta stazione italiana per flusso di passeggeri” (Wikipedia); “…spazio fondamentale per la città, snodo di collegamento tra nord e sud Italia nonché centro di servizi e utilities per i napoletani” (napolicentrale.it).

L’area interna è resa vivibile anche dai caffè con tavolini, piccole oasi protette in un territorio assediato.

In realtà le stazioni sono due: una di superficie, “Napoli Centrale”, e un’altra interrata, “Piazza Garibaldi”, con due binari per la metro e due per la rete FS, e la Circumvesuviana.

Qui nella… città di sotto**, la segnaletica tra i vari piani e direzioni di marcia è carente; le obliteratrici spesso ‘mangiano’ i biglietti; la presenza di ‘agenti’ della Stazione e sportelli diffusi per indicazioni, dubbi, difficoltà sarebbe cosa buona e giusta. 


Ma quanti sono in città? Al quindicesimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, autunno 2011, i residenti del Comune di Napoli sono  962.003, che pur segnando un decremento del 4,23% rispetto al 2001 (1.004.500 residenti) sono sempre una bella cifra. Tra i residenti vanno inclusi anche gli stranieri (regolari): al 2011, la Campania è regione guida del Mezzogiorno con 164.268 cittadini immigrati, oltre un terzo di tutti i residenti al Sud. E la provincia di Napoli ne accoglie il numero più alto: 75.943, quasi la metà (46%) dei residenti nella regione.

 

 

Corso Umberto I, il Rettifilo.                                                                  

 

Da piazza Garibaldi, superato il valico dei venditori ambulanti di IPhone, IPad, IPod e altre tecnologie – in realtà “pacchi” per il pollo di turno, generalmente turista, che hanno sostituito le stecche di sigarette di una volta – imbocchiamo il Corso Umberto, il Rettifilo, arteria di grande traffico lunga poco più di un chilometro, che collega la stazione ferroviaria al centro cittadino e sfocia – o parte, secondo il senso di marcia – in piazza Giovanni Bovio, già piazza della Borsa, cuore della “city”, con fitto susseguirsi di negozi d’ogni genere su entrambi i lati del marciapiedi che anche qui, tralasciando buche, voragini, altri cantieri perenni è sotto occupazione dei commercianti da decenni: tavolini, sedie, ombrelloni, gazebo, contenitori alimentari, merce di ogni genere strabordante dai negozi o direttamente esposta al di fuori dell’esercizio commerciale, amplificatori musicali, spesso anche assordanti. Non troviamo edicolante che non superi l’edicola, esponendo sopra il marciapiedi e per questo avvalendosi anche di vari supporti quali scaletti, sedie, scannetti ecc. 

I proprietari dei negozi, che si ritengono proprietari anche del marciapiede circostante, vi parcheggiano tranquillamente motorini, motociclette e anche grossi SUV per tutto il giorno; se poi il marciapiedi è già occupato da altri predoni, ecco la sosta sulle strisce o davanti agli scivoli di accesso al gradino per i portatori di disabilità, che a Napoli sono veri e propri detenuti agli arresti domiciliari.

Per cercare di contrastare l’occupazione barbarica del territorio e garantire il diritto del pedone ad una mobilità sicura, la città è stata disseminata di cosiddetti “dissuasori” che spesso finiscono con l’intrappolare i pedoni stessi: un amico non vedente mi ha detto che quando deve camminare da solo, per piccoli tratti, percorre a bastone alzato la strada, nel senso opposto alle auto; i guidatori lo vedono, almeno lui così spera, ed è più sicuro che camminare sul marciapiedi. 

Incoraggiati dall’occupazione selvaggia dei commercianti, venditori ambulanti dispongono in fila chilometrica ampie lenzuola o ‘bancarelle’ di cartone con le loro mercanzie pure alimentari.

Ecco dunque il marciapiede scippato della sua missione, con il rozzo omertoso consenso di tutti, indistintamente.

 

 

Evasione fiscale nel commercio a Napoli e in Campania: Dolce & Gabbana docet?  

 

Nella primavera appena trascorsa, in occasione di un convegno sull’evasione fiscale organizzato a Napoli dall'Ordine dei dottori commercialisti, la Guardia di Finanza – nella persona del Comandante regionale Nunzio Antonio Ferla – rende noti i seguenti dati: in Campania, nel 2012, su 9300 interventi anti-evasione, sono stati accertati 800 evasori e sequestrati beni e patrimoni per 30 milioni.

“L'evasione è ingiustificabile e va combattuta tutti insieme” aveva detto il Comandante al convegno, sottolineando la necessità di “un cambiamento culturale di mentalità”, e che “in Campania l’uso illecito dei fondi pubblici impedisce serie politiche di sviluppo” (fonte: “Corriere del Mezzogiorno” - Redazione Online).

Nel popolo dei “furbi” la Campania guida l'evasione almeno da qualche anno, come mostrava nel 2011 un’indagine – aggiornata al 2009 - sul tenore di vita e le sue ricadute fiscali nelle province italiane, realizzata dal Centro Studi Sintesi e Unioncamere del Veneto: l’incoerenza fra redditi e consumi si fa particolarmente marcata in Campania – prima d’Italia per evasione – seguita da Sicilia, Sardegna e Calabria.

Commentava in proposito Gianni Trovati sul “Sole 24ORE” online (30.5.2011): “Una quota rilevante dell'evasione meridionale è ovviamente legata alle attività criminali, ‘sommerse’ per definizione, ma un ruolo importante è giocato anche dal lavoro sommerso, che oltre alle imposte sottrae anche i contributi. Su questo filone Inps ed Entrate stanno pedalando, e nel 2010 l'Istituto di previdenza ha messo a bilancio crediti recuperati per 6,4 miliardi, con un aumento dell'11% sul 2009, e il Dl sviluppo prova ora a dare un'accelerata ulteriore alle procedure. Un'arma in più arriva ora dagli incroci telematici fra anagrafe tributaria e flussi dei versamenti Inps, che possono mettere nel mirino sia il lavoro nero sia quello ‘grigio’ (redditi regolari ma contributi evasi)”.

Nel 2010 il Rapporto sull’evasione fiscale in Italia della Guardia di Finanza individuava  cinque aree principali di evasione fiscale: industriali (32,8%), bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%), oltre a circa 4.500 falsi invalidi e finti poveri. In quell’anno la Guardia di Finanza ha sequestrato alla criminalità beni per 3 miliardi di euro.

Nel suo Rapporto 2012, l'Eures pone in cima alla graduatoria dei commercianti evasori, in gran parte presenti al centro-sud, i bar, seguiti da ristoranti, pub e pizzerie, poi da rosticcerie e pizzerie al taglio. Non si dà lo scontrino soprattutto ai giovani under 30; più attenti con i clienti di 60 o più anni. (fonte: Repubblica.it/Economia 3.10.2012).

Nel giugno scorso, in occasione del suo 239esimo anniversario, la Guardia di Finanza ha comunicato i dati relativi ai primi cinque mesi del 2013: un esercizio commerciale su tre non emette scontrini, e circa un miliardo al mese è nascosto al Fisco e portato all’estero.

L’evasione si annida ovunque, specie nei piccoli esercizi commerciali, negli sprechi e abusi della pubblica amministrazione e in totale, in soli cinque mesi, è già stato sottratto allo Stato un miliardo di euro. Sono stati anche scoperti quasi 15 mila lavoratori in nero. (Fonte “Corriere della Sera” Redazione Online 21 giugno 2013).

In Campania, in particolare, da gennaio a maggio di quest’anno  sono stati recuperati per la tassazione 1,4 miliardi di euro di redditi nascosti al Fisco, e 217 milioni di euro di Iva. In totale, 366 gli evasori scoperti. Sequestrati o confiscati patrimoni accumulati dalla criminalità organizzata ed economica, per oltre 881 milioni di euro. Nel bilancio delle attività figurano anche 605 lavoratori “in nero”, e il recupero di 31 milioni di euro di ritenute fiscali.

Accertate indebite percezioni e richieste di fondi nazionali, locali e dell'Unione Europea per oltre 9,4 milioni di euro, di cui 4,5 milioni derivanti da frodi al sistema previdenziale e assistenziale, e circa 1 milione in quello della spesa sanitaria.  Segnalati alla Corte dei Conti più di 325,8 milioni di euro di danni erariali; intercettata oltre 1 tonnellata di stupefacenti, più di 20 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, nonché 2,7 milioni di merci contraffatte o non sicure (fonti: Napolitoday.it e Ansa, 24 giugno 2013).

 

 

Crollo dei consumi e allarme povertà.   

 

Se da un lato il commercio evade le tasse in modo massiccio e impone il lavoro sommerso o ‘nero’, dall’altro crollano i consumi, persino alimentari, delle famiglie italiane, e aumenta la povertà. I commercianti scelgono di dare un ulteriore taglio ai salari già mortificati dei loro dipendenti  fino al licenziamento immediato.

L’Osservatorio Inps ha lanciato da mesi un allarme sulle pensioni di povertà, nell’ultimo anno aumentate del 4 per cento.

In Campania il fenomeno si fa sentire con particolare durezza: se in Italia, nel 2013, le pensioni sociali sono aumentate rispetto al 2012 del 2,53, in Campania – dove risiede  meno del 10 per cento della popolazione nazionale – l’aumento è del 3,79 per cento, e addirittura del 4,46 a Napoli dove gli aventi diritto sono 81.053. E parliamo di un assegno che si aggira intorno ai 412 euro.

Gli aventi diritto all’assegno sociale sono le persone con almeno 65 anni e un reddito annuo inferiore ai 5.749,90 euro: a livello nazionale gli aventi diritto, cioè le persone in condizione di povertà, diminuiti costantemente dal 2010 (831.229) al 2012 (827.800), hanno avuto un balzo in avanti nel 2013 (848.716), aumentando di 20.916 unità. (fonte: ilmattino.it). In Campania, invece, c'è stato un incremento costante: si è passati dai 122.612 bisognosi del 2010 ai 132.101 dell'ultimo anno: in tre anni, quasi diecimila poveri in più.

Dall'Osservatorio Inps arrivano anche i dati sulle pensioni di vecchiaia che in Campania quest'anno, in seguito alla riforma Fornero, sono diminuite, ma il calo è al di sotto della media nazionale (Italia -0,57, Campania -0,39, Napoli -0,43). Nella regione poi arrivano assegni più bassi che nel resto del Paese: 927 euro contro i 1.059 delle altre regioni.

Gli invalidi civili aumentano in Italia (+1,74), diminuiscono in Campania (-0,88) e soprattutto a Napoli (-1,08), mentre gli inabili diminuiscono in Italia (-0,60) e un po' meno in Campania (0,47). Ciò è sicuramente dovuto anche alle inchieste giudiziarie che hanno scoperto ciechi che leggevano il giornale, non deambulanti che andavano in bicicletta e, soprattutto, sani di mente dichiarati pazzi da falsi oppure da psichiatri corrotti, poiché in campo psichiatrico si può più agevolmente nascondere l'imbroglio e arricchirsi.

 

 

Commercianti napoletani senza scuorno   

 

Lo scorso 11 aprile, commercianti napoletani senza scuorno hanno selvaggiamente inscenato cortei violenti nella forma (urla di imprecazioni e minacce) contro provvedimenti del Comune sulla viabilità.

Erano gli stessi esercenti che trattano il territorio come sopra descritto ma se la prendono con gli extra-comunitari che li imitano; che sfruttano i propri dipendenti violando leggi e contratti di lavoro; che piangono sempre miseria e maledicono le tasse che però sono altri a pagare al posto loro continuando a porsi nel girone delle zecche o succhiasangue.

Questi commercianti napoletani omertosi e senza scuorno sono gli stessi che hanno fatto il vuoto intorno al singalese Joseph Sumiththa mentre si opponeva ai  taglieggiatori fino a denunciarli, e alla fine si è impiccato con un lenzuolo per la forte depressione: eppure era un commerciante anche lui.

L’11 aprile, alla manifestazione contro regole di civiltà, erano gli stessi commercianti che non hanno mai aderito a iniziative d’impegno civile perché, dicono, “ ‘a politica è tutta sporca”; però molte macchie della politica le hanno provocate proprio loro: consenso e voti in cambio di favori, licenze, connivenze . A danno di tutti, anche del commercio sano, che rispetta le regole, e non manca di annoverare “eroi” al suo interno.

 

 

Il racket e la guida al consumo critico: peccato che non si trovi.

 

Li abbiamo visti alla fine di giugno in televisione, servizi del Tg Rai 3 Campania: marito e moglie di 63 anni, lui imprenditore nel settore alberghiero, lei titolare di una farmacia minacciano di darsi fuoco dinanzi al Tribunale di Napoli: denunciano di essere vittime dell'usura e di aver perso tutto per pagare gli strozzini. Pasquale Ciliento e Ermelinda Piras si sono incatenati; hanno una lattina di benzina aperta e un accendino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale. Non sappiamo come sia andata a finire.

Praticamente negli stessi giorni della disperata protesta dei due imprenditori, i media locali riportano con una certa enfasi che è stata presentata in Prefettura la Guida antiracket “Pago chi non paga”, che favorisce il consumo critico e responsabile elencando i mille commercianti meridionali che hanno detto “no al pizzo”.

Ansa - Napoli, 24.6.2013: “Mille, come le camicie rosse di Garibaldi. I nuovi mille sono commercianti che hanno deciso di non pagare il pizzo, di ribellarsi, di metterci la faccia contro la criminalità organizzata. Il volume (la guida anti racket -  ndr.)… è l'elenco degli operatori economici e commerciali che lavorano nelle quattro regioni dell'Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), che si sono opposti al pizzo: 472 in Sicilia, 429 in Campania, 155 in Calabria, 85 in Puglia”.

Capri news on line – TeleCapri: “Partono i Mille": la Fai presenta l’elenco nazionale del consumo critico (21/06/2013)…  Il 24 giugno… presso gli uffici della Prefettura di Napoli, sarà presentato il primo elenco nazionale del Consumo critico, promosso dalla Federazione Nazionale delle associazioni Antiracket ed Antiusura Italiane e realizzato nell’ambito del Pon Sicurezza… oltre 1000 operatori economici che si sono opposti al racket, che hanno denunciato o che non hanno mai pagato. Sono commercianti, artigiani, imprenditori e professionisti che non indossano la camicia rossa garibaldina ma sono i nuovi Mille dell’economia”.

In particolare, si tratta del Piano Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-2013”, sostenuto con 2,7 milioni di euro, che ha come beneficiario l'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e si avvale, come partner per l'attuazione, della F.A.I.

“Questa Guida è una preziosa tappa che ha come scadenza… mai” (ilmattino.it, 24.6.2013), ha detto il Prefetto Elisabetta Belgiorno, Commissario Nazionale di Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, aggiungendo che “rappresenta al tempo stesso strategia e sistema. Un sistema che nasce dal basso coinvolgendo la coscienza di tutti”, e che all'alternativa “fra acquiescenza o eroismo” sostituisce “azioni concrete”. La Belgiorno citava infine don Pino Puglisi, per sottolineare che  “insieme si può fare molto. Fondamentale è il ruolo di tutti, a cominciare dalle Istituzioni. Non è più tempo di delegare”.

Ma dove trova la Guida il “consumatore critico”? Non si sa: i giornali trascurano quest’aspetto. Ma basterò un pregevole libricino ad affrontare pratiche vergognosamente illegali e incivili ?

 

 

 

* Francesco D’Angelo Dal Cairo Egitto, sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio Nilo, nell’omonima piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze in campo sociale, ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale “Torre Petrosa” – Vibonati con il romanzo “La luna di sopra”, (Graus) ambientato nella Stazione Centrale di Napoli.  Francesco D’Angelo ha curato per “Il Denaro” una serie di reportages dedicati al centro antico, “Viaggio nel Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per denunciare e condividere la riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo, argomento anche delle sue “Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in tutto il mondo, e incessantemente condivide su web e social network.    

“Nella Stazione Centrale di Napoli vivono fette di umanità sempre varia e in movimento. A volte qualcuno scompare, poi ritorna. I nuovi arrivati da principio conservano un contegno riservato. Poi, la complicata esistenza travolge fisico e comportamenti. Non era andata così per il vecchio zingaro...” (da “La luna di sopra”).

** il libro - Un anziano zingaro colto nella caotica Napoli, immerso in antichi ricordi e attuali rimpianti. Nella tumultuosa stazione napoletana, fra tra venditori ambulanti, rivolte cittadine, roghi di spazzatura e sbandati passeggeri di treni, “il vecchio”, reduce da un campo di concentramento nazista, cerca di dare un senso alla propria esistenza nella “città di sotto”, accompagnato dall’intima amicizia con “la maestra”, nell’ombra tenera della… luna di sopra. Il cerchio si chiude nella sua Milano, dove visse i più intensi momenti di vita con Lei, la grande poetessa.

Napoli, 26.7.2013

lunedì 8 luglio 2013

Da Napoli lo scrittore francesco d'angelo: Ischia Isola verde sangue e latitanza


Napoli 06 luglio 2013

Il 4 luglio un ragazzo di Barano d'Ischia, aveva solo diciannove anni, si uccide lanciandosi nel vuoto dal piazzale della chiesa del Soccorso a Forio: "cara mamma, scusa - lascia scritto - ho sciupato tutti i soldi al gioco ". Affitto, tre fratelli, papà muratore, mamma casalinga; i soldi sono pochi e il ragazzo sogna di portarli lui con i giochi 'video-poker'.
Lo scorso maggio, a Forio d'Ischia, una senegalese è presa a cinghiate in piazza dal ' fratello ' e lasciata a terra in una pozza di sangue.
Entrambi residenti sull'isola, conosciuti e identificati : eppure l'aggressore  è ancora libero: lei è dovuta tornare nella casa dell'aguzzino, come sempre una vittima che nessuno sia disposto a difendere.
Le due vicende sembrano lontanissime tra loro: ne parliamo con francesco d'angelo, autore de
"la luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa Vibonati , che lo scrittore è venuto tante volte a presentare nell'isola verde, alla quale d'angelo è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano; sul tema della violenza contro le donne fra l'altro d'angelo è intervenuto molte volte sui media.
"Entrambi gli episodi raccontano di forti solitudini - inizia francesco d'angelo -  di persone fragili che invece di essere protette e tutelate sono abbandonate a se stesse da una società intorno indifferente, omertosa, che assiste alle tragedia ma non ne parla e sembra voler dimenticare, fingere che nulla abbia sfregiato un territorio e la comunità che lo abita.
Anche il dramma di questo ragazzo sarà coperto dalla latitanza dei cittadini - accusa lo scrittore- dall'Istituzione Comunale, dalle responsabilità pubbliche in genere.
Ischia isola verde sangue che ha fatto della latitanza delle coscienze il suo marchio 'DOP' - da l'affondo l'autore de "la luna di sopra".
Per ottenerlo è facile: basta chiudere gli occhi, le orecchie e il naso.
Alla Famiglia del diciannovenne il mio ossequioso affetto - conclude con amarezza francesco d'angelo.