Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
martedì 30 luglio 2013
l'incompleta evoluzione
Si può spiegare la Poesia?
Si può interpretare il poeta?
Per sopprimere le primavere il buio ha inventato i potatori di fiori e i tagliatori di orizzonti che si nascondono nelle tasche dei poteri annidati nelle banche e dentro in templi.
Il braccio armato ostile all'evoluzione incompleta del genere umano
impone di parlare dei poeti e delle loro illuminazioni dissetanti
celando così i boia che feriscono la Luna.
oltre il dipinto
Cascate di gioia rumoreggiano nel dipinto alla parete.
Tanti osservano
ognuno scorge cosa cerca.
Parlano piano tra le luci adatte all' ipnosi in sale composte e sognatrici
Tantissimi cercano oltre il dipinto
quanto non rappresentato
e si corrucciano con gli occhi vuoti smarriti nelle spiagge della ragione
per loro comodità e pigrizia mai calpestate.
Io invece cerco l'universo dell'artista
riposandomi sulle pietre buie
delle credenze altrui.
Il mare dei selvaggi
Al mare per distendersi e sognare
al mare per leggere un libro ascoltando lo sciabordio delle onde
al mare a piedi nudi sulla battigia e in testa una corona di gabbiani e
attendere il tramonto e applaudire alla vita.
Al mare dedicare una lacrima
e non arrendersi ai selvaggi che umiliano le acque senili
con distorsioni commerciali e riti e lodi alla morte rinunciando alla ricerca e alla felicità
perché non di questo mondo
Al mare per non arrendersi ai predoni che avvelenano con la morte chimica
le città e avvelenano le creature.
Al mare per chiedersi cosa centrano i selvaggi con la Poesia della spuma partoriente
al mare mentre proteggo la testuggine ad attraversare la spiaggia tra i mille pensieri seminate come bombe dai credenti.
Il mare grande cimitero di disgraziati
il mare velenoso da quando ha fraternizzato indifferentemente con tutti
spezzando così le difese a Nettuno
Il mare vivrà e morirà con i selvaggi
i nuovi pirati dell'odierna civiltà.
la bianca finestra
Sulla spiaggia deciso e forte
ho i piedi radicati nella sabbia prima calda poi sognatrice.
Dalla spiaggia la mente nuota
va a bracciate energiche verso il filo
che è uguale in ogni macramè
affacciato alla bianca finestra
di ogni alba.
e il mare
E' vicino al mare che mi completo con la terra
quel miele colmo di vissuto
e di frammenti di stelle
che regala prima la luce e
dopo il pane nascondendoti il sale.
Razzismi in azione
N.
30
Razzismi in azione: Calderoli e Sindaco di
Priverno.
di
Francesco D’Angelo*
http://piazzettanilo.blogspot.it/
Gli Italiani sono razzisti e numerose
Amministrazioni locali li rappresentano benissimo, non solo le elucubrazioni di
una persona del nord eletta al Parlamento del Paese.
No, non esiste solo il razzismo classico al
quale in tanti si sono abituati, un razzismo come quello continuamente
praticato da Calderoli e suoi simili, che con secolare disprezzo legato
all’ideologia della razza continua a colpire, umiliare, discriminare, ferire
numerose persone e tra queste il Ministro Kyenge con insulti in voga decenni
fa, paragonando una persona a un animale ritenendolo un’offesa pesante e grave.
Si continua a parlare di oranghi, banane,
palme, donne da stuprare meglio se africane come nella seconda guerra mondiale
si usava tra soggetti militari in particolare e come purtroppo ancora accade in
ogni conflitto in quelle terre martoriate e in giro per il mondo; ma Calderoli
e quelli come lui certo non sono Umanità. E nemmeno ci si sognerà di paragonare
il suddetto a un delfino che sfreccia nei mari inquinati con la grazia di una
pennellata di Mirò.
Ma oltre ai razzisti “classici”
sopravvivono quelli defilati dietro montagne di ignoranza politica, amministrativa,
civica: ad esempio, i numerosi Sindaci e
Amministratori di grandi e piccole città che attraverso il loro razzismo
amministrativo discriminano, feriscono, umiliano i disabili
trattandoli come non persone, soggetti privi di dignità sui quali scaricare la
loro ignorante incolta amministrazione, costringendo i disabili agli arresti
domiciliari, affacciati immobili dietro la finestra o sul balcone a sognare,
osservare e maledire la propria condizione.
Piazze, marciapiedi, luoghi d'incontro
continuano a cacciare, a respingere i disabili in carrozzella; un esempio,
l'ultimo forse, è quanto si è potuto scoprire attraverso un foto su Facebook: a
Priverno, provincia di Latina, un disabile è bloccato all'inizio di un
marciapiedi lungo e stretto nel cui centro sono piantati alberi.
La foto rende molto efficacemente che chi
ha deciso quel tipo d'intervento non aveva alcuna cognizione di ciò che
dovrebbe essere una città per tutti, a partire dai più esposti.
Ecco dunque due casi, ognuno con le proprie
specificità, entrambi impregnati di ignoranza e pericolosità civile e sociale:
persone che si scagliano – con parole e/o azioni - contro altri esseri umani.
Per Calderoli spaventato dalla cultura e
dalla grazia con cui il Ministro, con forza e pazienza, svolge il suo lavoro,
per il Sindaco di Priverno che dimostra limiti culturali, amministrativi
assieme a coloro che l'hanno votato o lo voteranno: per tutti e due, nessuna
fragranza potrà coprire il lezzo razzista che emana dal loro pericoloso agire.
*
Francesco D’Angelo
sbarca dall'Egitto e sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio
Nilo, nell’omonima piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze
in campo sindacale e sociale, ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale
“Torre Petrosa – Vibonati” con il romanzo “La luna di sopra”, (Graus)
ambientato nella Stazione Centrale di Napoli. Francesco D’Angelo ha curato per “Il Denaro” il
reportage “Viaggio nel Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per
denunciare e condividere la riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo,
argomento anche delle sue “Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in
tutto il mondo, e incessantemente condivide su web e social network.
Napoli, 30.7.2013
domenica 28 luglio 2013
I comandanti della città di Napoli
N. 29
I comandanti della città di Napoli:
caos, illegalità e commercianti.
di
Francesco D’Angelo*
http://piazzettanilo.blogspot.it/
Piazza Garibaldi / Stazione Centrale di Napoli.
La prima “Cartolina da Napoli… negli occhi” parte da Piazza Garibaldi, ‘biglietto da visita’ della città, dove sorge
la Stazione Centrale: ammasso di cantieri, traffic
jam (all’americana: marmellata di
traffico) con quattro e due ruote che schizzano e incalzano da ogni dove,
tagliando la strada a tutto e tutti, lanciati in gimcane ovunque s’intraveda un
varco, incuranti di strisce, semafori e persino degli Agenti della Polizia
Municipale, quasi sempre impegnati in discussioni intense nei pressi di bar,
caffè, chioschi di bibite e granite o in giri di controllo più somiglianti a
passeggiate con chiacchiere tra colleghi, visto che di fronte a irregolarità se
non peggio sembrano seguire il monito di Virgilio a Dante nel III canto
dell’Inferno in presenza degli “ignavi”:
“Non ragioniam di lor, ma guarda e
passa”. Solo che in questo caso gli ignavi sono proprio i Vigili Urbani!
Fra piccole e grandi buche, soste
vietate ed altre abusive forme di occupazione del territorio, pedoni per lo più
disorientati o rassegnati al peggio costretti a conquistare quel che si direbbe un marciapiedi - indistinto e
sconnesso gradino zig-zagante - per poi faticosamente percorrerlo.
Ovunque, intorno, la massa degli “invisibili”,
socialmente parlando, ma fortemente percepibili: clochard, ubriachi, questuanti
con i loro cartoni pacchi buste coperte cani bottiglie, talvolta anche
materassi e cuscini. I più innocui sicuramente, nel girone infernale della
Stazione Centrale di Napoli, “…principale scalo ferroviario… dell'Italia
Meridionale … sesta stazione italiana per flusso di passeggeri” (Wikipedia); “…spazio fondamentale per la
città, snodo di collegamento tra nord e sud Italia nonché centro di servizi e
utilities per i napoletani” (napolicentrale.it).
L’area interna è resa vivibile anche
dai caffè con tavolini, piccole oasi protette in un territorio assediato.
In realtà le stazioni sono due: una
di superficie, “Napoli Centrale”, e un’altra interrata, “Piazza Garibaldi”, con
due binari per la metro e due per la rete FS, e la Circumvesuviana.
Qui nella… città di sotto**,
la segnaletica tra i vari piani e direzioni di marcia è carente; le
obliteratrici spesso ‘mangiano’ i biglietti; la presenza di ‘agenti’ della
Stazione e sportelli diffusi per indicazioni, dubbi, difficoltà sarebbe cosa
buona e giusta.
Ma quanti sono in città? Al quindicesimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, autunno 2011, i residenti del Comune di Napoli sono 962.003, che pur segnando un decremento del 4,23% rispetto al 2001 (1.004.500 residenti) sono sempre una bella cifra. Tra i residenti vanno inclusi anche gli stranieri (regolari): al 2011, la Campania è regione guida del Mezzogiorno con 164.268 cittadini immigrati, oltre un terzo di tutti i residenti al Sud. E la provincia di Napoli ne accoglie il numero più alto: 75.943, quasi la metà (46%) dei residenti nella regione.
Corso Umberto I, il Rettifilo.
Da piazza Garibaldi, superato il
valico dei venditori ambulanti di IPhone, IPad, IPod e altre tecnologie – in
realtà “pacchi” per il pollo di turno, generalmente turista, che hanno
sostituito le stecche di sigarette di una volta – imbocchiamo il Corso Umberto,
il Rettifilo, arteria di grande
traffico lunga poco più di un chilometro, che collega la stazione ferroviaria
al centro cittadino e sfocia – o parte, secondo il senso di marcia – in piazza Giovanni Bovio, già piazza
della Borsa, cuore della “city”, con fitto susseguirsi di negozi d’ogni genere
su entrambi i lati del marciapiedi che anche qui, tralasciando
buche, voragini, altri cantieri perenni è sotto occupazione dei commercianti da decenni: tavolini, sedie,
ombrelloni, gazebo, contenitori alimentari, merce di ogni genere strabordante
dai negozi o direttamente esposta al di fuori dell’esercizio commerciale,
amplificatori musicali, spesso anche assordanti. Non troviamo edicolante che
non superi l’edicola, esponendo sopra il marciapiedi e per questo avvalendosi
anche di vari supporti quali scaletti, sedie, scannetti ecc.
I
proprietari dei negozi, che si ritengono proprietari anche del marciapiede
circostante, vi parcheggiano tranquillamente motorini, motociclette e anche
grossi SUV per tutto il giorno; se poi il marciapiedi è già occupato da altri
predoni, ecco la sosta sulle strisce o davanti agli scivoli di accesso al gradino
per i portatori di disabilità, che a Napoli sono veri e propri detenuti agli
arresti domiciliari.
Per
cercare di contrastare l’occupazione barbarica del territorio e garantire il
diritto del pedone ad una mobilità sicura, la città è stata disseminata di cosiddetti
“dissuasori” che spesso finiscono con l’intrappolare i pedoni stessi: un amico
non vedente mi ha detto che quando deve camminare da solo, per piccoli tratti,
percorre a bastone alzato la strada, nel senso opposto alle auto; i guidatori
lo vedono, almeno lui così spera, ed è più sicuro che camminare sul
marciapiedi.
Incoraggiati
dall’occupazione selvaggia dei commercianti, venditori ambulanti dispongono in
fila chilometrica ampie lenzuola o ‘bancarelle’ di cartone con le loro
mercanzie pure alimentari.
Ecco
dunque il marciapiede scippato della sua missione, con il rozzo omertoso
consenso di tutti, indistintamente.
Evasione fiscale nel commercio a Napoli e in Campania: Dolce & Gabbana docet?
Nella primavera appena trascorsa, in
occasione di un convegno sull’evasione fiscale organizzato a Napoli dall'Ordine
dei dottori commercialisti, la Guardia di Finanza – nella persona del
Comandante regionale Nunzio Antonio Ferla – rende noti i seguenti dati: in
Campania, nel 2012, su 9300 interventi anti-evasione, sono stati accertati 800
evasori e sequestrati beni e patrimoni per 30 milioni.
“L'evasione è ingiustificabile e va
combattuta tutti insieme” aveva detto il Comandante al convegno, sottolineando
la necessità di “un cambiamento culturale di mentalità”, e che “in Campania
l’uso illecito dei fondi pubblici impedisce serie politiche di sviluppo” (fonte: “Corriere
del Mezzogiorno” - Redazione Online).
Nel popolo dei “furbi” la Campania
guida l'evasione almeno da qualche anno, come mostrava nel 2011 un’indagine –
aggiornata al 2009 - sul tenore di vita e le sue ricadute fiscali nelle
province italiane, realizzata dal Centro Studi Sintesi e Unioncamere del
Veneto: l’incoerenza fra redditi e consumi si fa particolarmente marcata in
Campania – prima d’Italia per evasione – seguita da Sicilia, Sardegna e
Calabria.
Commentava in proposito Gianni
Trovati sul “Sole 24ORE” online (30.5.2011): “Una quota rilevante dell'evasione
meridionale è ovviamente legata alle attività criminali, ‘sommerse’ per
definizione, ma un ruolo importante è giocato anche dal lavoro sommerso, che
oltre alle imposte sottrae anche i contributi. Su questo filone Inps ed Entrate
stanno pedalando, e nel 2010 l'Istituto di previdenza ha messo a bilancio
crediti recuperati per 6,4 miliardi, con un aumento dell'11% sul 2009, e il Dl
sviluppo prova ora a dare un'accelerata ulteriore alle procedure. Un'arma in
più arriva ora dagli incroci telematici fra anagrafe tributaria e flussi dei
versamenti Inps, che possono mettere nel mirino sia il lavoro nero sia quello
‘grigio’ (redditi regolari ma contributi evasi)”.
Nel 2010 il Rapporto sull’evasione
fiscale in Italia della Guardia di Finanza individuava cinque aree principali di evasione fiscale:
industriali (32,8%), bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%),
artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%), oltre
a circa 4.500 falsi invalidi e finti poveri. In quell’anno la Guardia di
Finanza ha sequestrato alla criminalità beni per 3 miliardi di euro.
Nel suo Rapporto 2012, l'Eures pone in cima alla
graduatoria dei commercianti evasori, in gran parte presenti al centro-sud, i
bar, seguiti da ristoranti, pub e pizzerie, poi da rosticcerie e pizzerie al
taglio. Non si dà lo scontrino soprattutto ai giovani under 30; più attenti con
i clienti di 60 o più anni. (fonte: Repubblica.it/Economia 3.10.2012).
Nel giugno scorso, in occasione del suo 239esimo
anniversario, la Guardia di Finanza ha comunicato i dati relativi ai primi
cinque mesi del 2013: un esercizio commerciale su tre non emette scontrini, e
circa un miliardo al mese è nascosto al Fisco e portato all’estero.
L’evasione si annida ovunque, specie
nei piccoli esercizi commerciali, negli sprechi e abusi della pubblica
amministrazione e in totale, in soli cinque mesi, è già stato sottratto allo
Stato un miliardo di euro. Sono stati
anche scoperti quasi 15 mila lavoratori in nero. (Fonte
“Corriere della Sera” Redazione Online 21 giugno 2013).
In
Campania, in particolare, da gennaio a maggio di quest’anno sono stati recuperati per la tassazione 1,4 miliardi di euro di redditi nascosti al Fisco, e
217 milioni di euro di Iva.
In totale, 366 gli evasori scoperti.
Sequestrati o confiscati patrimoni accumulati dalla criminalità organizzata ed
economica, per oltre 881 milioni di euro. Nel bilancio delle attività figurano
anche 605 lavoratori “in nero”, e il recupero di 31 milioni di euro di ritenute
fiscali.
Accertate indebite percezioni e
richieste di fondi nazionali, locali e dell'Unione Europea per oltre 9,4
milioni di euro, di cui 4,5 milioni derivanti da frodi al sistema previdenziale
e assistenziale, e circa 1 milione in quello della spesa sanitaria. Segnalati alla Corte dei Conti più di 325,8
milioni di euro di danni erariali; intercettata oltre 1 tonnellata di
stupefacenti, più di 20 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando,
nonché 2,7 milioni di merci contraffatte o non sicure (fonti:
Napolitoday.it e Ansa, 24 giugno 2013).
Crollo dei consumi e allarme povertà.
|
Se da un lato il commercio evade le
tasse in modo massiccio e impone il lavoro sommerso o ‘nero’, dall’altro
crollano i consumi, persino alimentari, delle famiglie italiane, e aumenta la
povertà. I commercianti scelgono di dare un ulteriore taglio ai salari già
mortificati dei loro dipendenti fino al
licenziamento immediato.
L’Osservatorio Inps ha lanciato da mesi un allarme sulle
pensioni di povertà, nell’ultimo anno aumentate del 4 per cento.
In Campania il fenomeno si fa
sentire con particolare durezza: se in Italia, nel 2013, le pensioni sociali
sono aumentate rispetto al 2012 del 2,53, in Campania – dove risiede meno del 10 per cento della popolazione nazionale
– l’aumento è del 3,79 per cento, e addirittura del 4,46 a Napoli dove gli
aventi diritto sono 81.053. E parliamo di un assegno che si aggira intorno ai
412 euro.
Gli aventi
diritto all’assegno sociale sono le persone con almeno 65
anni
e un reddito annuo inferiore ai 5.749,90 euro: a livello nazionale gli aventi
diritto, cioè le persone in condizione di povertà, diminuiti costantemente dal
2010 (831.229) al 2012 (827.800), hanno avuto un balzo in avanti nel 2013
(848.716), aumentando di 20.916 unità. (fonte: ilmattino.it). In
Campania, invece, c'è stato un incremento costante: si è passati dai 122.612
bisognosi del 2010 ai 132.101 dell'ultimo anno: in tre anni, quasi diecimila
poveri in più.
Dall'Osservatorio
Inps arrivano anche i dati sulle pensioni di vecchiaia che in Campania
quest'anno, in seguito alla riforma Fornero, sono diminuite, ma il calo è al di
sotto della media nazionale (Italia -0,57, Campania -0,39, Napoli -0,43). Nella
regione poi arrivano assegni più bassi che nel resto del Paese: 927 euro contro
i 1.059 delle altre regioni.
Gli invalidi civili aumentano in
Italia (+1,74), diminuiscono in Campania (-0,88) e soprattutto a Napoli
(-1,08), mentre gli inabili diminuiscono in Italia (-0,60) e un po' meno in
Campania (0,47). Ciò è sicuramente dovuto anche alle inchieste giudiziarie che
hanno scoperto ciechi che leggevano il giornale, non deambulanti che andavano
in bicicletta e, soprattutto, sani di mente dichiarati pazzi da falsi oppure da
psichiatri corrotti, poiché in campo psichiatrico si può più agevolmente nascondere
l'imbroglio e arricchirsi.
Commercianti napoletani senza scuorno…
|
Lo scorso 11 aprile, commercianti
napoletani senza scuorno hanno selvaggiamente
inscenato cortei violenti nella forma (urla di imprecazioni e minacce) contro provvedimenti
del Comune sulla viabilità.
Erano gli stessi
esercenti che trattano il territorio come sopra descritto ma se la prendono
con gli extra-comunitari che li imitano; che sfruttano i propri dipendenti
violando leggi e contratti di lavoro; che piangono sempre miseria e maledicono
le tasse che però sono altri a pagare al posto loro continuando a porsi nel
girone delle zecche o succhiasangue.
Questi commercianti
napoletani omertosi e senza scuorno sono gli stessi che
hanno fatto il vuoto intorno al singalese Joseph Sumiththa mentre si opponeva
ai taglieggiatori fino a denunciarli, e
alla fine si è impiccato con un lenzuolo per la forte depressione: eppure
era un commerciante anche lui.
L’11 aprile, alla
manifestazione contro regole di civiltà, erano gli stessi commercianti che non
hanno mai aderito a iniziative d’impegno civile perché, dicono, “ ‘a politica
è tutta sporca”; però molte macchie della politica le hanno provocate proprio
loro: consenso e voti in cambio di favori, licenze, connivenze . A danno di
tutti, anche del commercio sano, che rispetta le regole, e non manca di
annoverare “eroi” al suo interno.
Il racket e la guida al consumo critico:
peccato che non si trovi.
Li abbiamo visti alla fine di giugno
in televisione, servizi del Tg Rai 3 Campania: marito e moglie di 63 anni, lui
imprenditore nel settore alberghiero, lei titolare di una farmacia minacciano
di darsi fuoco dinanzi al Tribunale di Napoli: denunciano di essere vittime
dell'usura e di aver perso tutto per pagare gli strozzini. Pasquale Ciliento e
Ermelinda Piras si sono incatenati; hanno una lattina di benzina aperta e un
accendino. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e gli agenti della
polizia municipale. Non sappiamo come sia andata a finire.
Praticamente negli stessi giorni
della disperata protesta dei due imprenditori, i media locali riportano con una
certa enfasi che è stata presentata in Prefettura la Guida antiracket “Pago chi
non paga”, che favorisce il consumo critico e responsabile elencando i mille
commercianti meridionali che hanno detto “no al pizzo”.
Ansa - Napoli, 24.6.2013: “Mille,
come le camicie rosse di Garibaldi. I nuovi mille sono commercianti che hanno
deciso di non pagare il pizzo, di ribellarsi, di metterci la faccia contro la
criminalità organizzata. Il volume (la
guida anti racket - ndr.)… è
l'elenco degli operatori economici e commerciali che lavorano nelle quattro
regioni dell'Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), che
si sono opposti al pizzo: 472 in Sicilia, 429 in Campania, 155 in Calabria, 85
in Puglia”.
Capri news on
line – TeleCapri: “Partono i Mille": la Fai presenta l’elenco nazionale
del consumo critico (21/06/2013)… Il 24 giugno… presso gli uffici della
Prefettura di Napoli, sarà presentato il primo elenco nazionale del Consumo
critico, promosso dalla Federazione Nazionale delle associazioni Antiracket ed
Antiusura Italiane e realizzato nell’ambito del Pon Sicurezza… oltre 1000
operatori economici che si sono opposti al racket, che hanno denunciato o che
non hanno mai pagato. Sono commercianti, artigiani, imprenditori e
professionisti che non indossano la camicia rossa garibaldina ma sono i nuovi
Mille dell’economia”.
In particolare,
si tratta del Piano Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo
Convergenza 2007-2013”, sostenuto con 2,7 milioni di euro, che ha come
beneficiario l'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il
coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e si avvale, come partner
per l'attuazione, della F.A.I.
“Questa Guida è una preziosa tappa
che ha come scadenza… mai” (ilmattino.it, 24.6.2013), ha detto il Prefetto
Elisabetta Belgiorno, Commissario Nazionale di Governo per il coordinamento
delle iniziative antiracket e antiusura, aggiungendo che “rappresenta al tempo
stesso strategia e sistema. Un sistema che nasce dal basso coinvolgendo la
coscienza di tutti”, e che all'alternativa “fra acquiescenza o eroismo” sostituisce
“azioni concrete”. La Belgiorno citava infine don Pino Puglisi, per
sottolineare che “insieme si può fare
molto. Fondamentale è il ruolo di tutti, a cominciare dalle Istituzioni. Non è
più tempo di delegare”.
Ma dove trova la Guida il “consumatore
critico”? Non si sa: i giornali trascurano quest’aspetto. Ma basterò un
pregevole libricino ad affrontare pratiche vergognosamente illegali e incivili ?
* Francesco D’Angelo Dal Cairo Egitto,
sbarca a Napoli e la prima meraviglia che incontra è il dio Nilo, nell’omonima
piazzetta. Giornalista e scrittore, con numerose esperienze in campo sociale,
ha vinto nel 2012 il Premio Letterario Nazionale “Torre Petrosa” – Vibonati con
il romanzo “La luna di sopra”, (Graus) ambientato nella Stazione Centrale di
Napoli. Francesco D’Angelo ha curato per
“Il Denaro” una serie di reportages dedicati al centro antico, “Viaggio nel
Corpo di Napoli”. Interviene spesso sui media per denunciare e condividere la
riflessione sul degrado del capoluogo partenopeo, argomento anche delle sue
“Cartoline da Napoli… negli occhi”, che invia in tutto il mondo, e incessantemente
condivide su web e social network.
“Nella Stazione Centrale di
Napoli vivono fette di umanità sempre varia e in movimento. A volte qualcuno
scompare, poi ritorna. I nuovi arrivati da principio conservano un contegno
riservato. Poi, la complicata esistenza travolge fisico e comportamenti. Non
era andata così per il vecchio zingaro...” (da “La luna di sopra”).
** il libro - Un anziano zingaro colto nella
caotica Napoli, immerso in antichi ricordi e attuali rimpianti. Nella
tumultuosa stazione napoletana, fra tra venditori ambulanti, rivolte cittadine,
roghi di spazzatura e sbandati passeggeri di treni, “il vecchio”, reduce da un
campo di concentramento nazista, cerca di dare un senso alla propria esistenza
nella “città di sotto”, accompagnato
dall’intima amicizia con “la maestra”, nell’ombra tenera della… luna di sopra. Il cerchio si chiude
nella sua Milano, dove visse i più intensi momenti di vita con Lei, la grande
poetessa.
Napoli, 26.7.2013
lunedì 8 luglio 2013
Da Napoli lo scrittore francesco d'angelo: Ischia Isola verde sangue e latitanza
Napoli 06 luglio 2013
Il 4 luglio un ragazzo di Barano d'Ischia, aveva solo diciannove anni, si uccide lanciandosi nel vuoto dal piazzale della chiesa del Soccorso a Forio: "cara mamma, scusa - lascia scritto - ho sciupato tutti i soldi al gioco ". Affitto, tre fratelli, papà muratore, mamma casalinga; i soldi sono pochi e il ragazzo sogna di portarli lui con i giochi 'video-poker'.
Lo scorso maggio, a Forio d'Ischia, una senegalese è presa a cinghiate in piazza dal ' fratello ' e lasciata a terra in una pozza di sangue.
Entrambi residenti sull'isola, conosciuti e identificati : eppure l'aggressore è ancora libero: lei è dovuta tornare nella casa dell'aguzzino, come sempre una vittima che nessuno sia disposto a difendere.
Le due vicende sembrano lontanissime tra loro: ne parliamo con francesco d'angelo, autore de
"la luna di sopra", il romanzo edito da Graus vincitore nel 2012 del Premio Nazionale "Torre Petrosa Vibonati , che lo scrittore è venuto tante volte a presentare nell'isola verde, alla quale d'angelo è molto legato, accolto sempre con affetto e stima dal pubblico ischitano; sul tema della violenza contro le donne fra l'altro d'angelo è intervenuto molte volte sui media.
"Entrambi gli episodi raccontano di forti solitudini - inizia francesco d'angelo - di persone fragili che invece di essere protette e tutelate sono abbandonate a se stesse da una società intorno indifferente, omertosa, che assiste alle tragedia ma non ne parla e sembra voler dimenticare, fingere che nulla abbia sfregiato un territorio e la comunità che lo abita.
Anche il dramma di questo ragazzo sarà coperto dalla latitanza dei cittadini - accusa lo scrittore- dall'Istituzione Comunale, dalle responsabilità pubbliche in genere.
Ischia isola verde sangue che ha fatto della latitanza delle coscienze il suo marchio 'DOP' - da l'affondo l'autore de "la luna di sopra".
Per ottenerlo è facile: basta chiudere gli occhi, le orecchie e il naso.
Alla Famiglia del diciannovenne il mio ossequioso affetto - conclude con amarezza francesco d'angelo.
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