Questo è il mio nuovo blog quello precedente era www.frankodangelo.blogspot.com divenuto impraticabile. Tutto quanto già pubblicato su 'frankodangelo' è accessibile. Ora con 'piazzettanilo' www.piazzettanilo.blogspot.com- sto dando continuità alla precedente esperienza da bloghista proverò a trasformare la pagina in una piazza. Benvenuti a 'piazzettanilo'.
giovedì 27 settembre 2012
..."libertà di opinione o di diffamazione?
Dal direttore Alessandro Salluzzi non mi separano poche cose, ma assolutamente TUTTO!
Se mai capiterà di incontrarlo a Roma e mi si saluterà lo farò anche io, la mia educazione è ancora quella che 'il saluto è dell'angelo'; certamente eviterò di porgerli la mano.
I quotidiani del 27 settembre ci raccontano che : "al direttore Sallustri la pena è stata sospesa perchè non è contestata la recidiva ( Procuratore Capo di Milano Edmondo Brutti Liberati)
Il fatto in questione risale al febbraio 2007, quando il Sallustri era direttore di "Libero", sul suo giornale viene pubblicata una notizia non veritiera, come sottolineato dalla Suprema Corte, e la Cassazione ribadisce che "l'intervento del giudice si era reso necessario".
Basta scavare le carte e gli articoli per ricostruire un quadro perfetto.
Non è compito del sottoscritto produrre infinite carte, ma sprimere la sua opinione alla luce delle proprie letture svolte su quotidiani, settimanali e pagine web.
La mia opinione è che il quotidiano Libero e dunque il suo direttore, anche se non estensore dello scritto non ha commesso 'il reato di opinione' ma bensì di diffamazione.
Il giornalista Michael Braun corrispondente del quotidiano berlinese Die Tageszeitung, in un suo scritto sul settimanale "Internazionale"esprime la seguente opinione: " non è da considerare opinione affermare il falso a spese dell'onore di un'altra persona, facendola passare per aguzzino della ragazzina...dunque conclude Michael "una cosa è la libertà di opinione un'altra è diffamare, un'altra cosa è difendere un diffamatore o un direttore che fa bubblicare e copre i diffamatori".
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (fnsi.it) nel ritenere come appare dalla lettura dei suoi comunicati di non 'apprezzare' quanto accaduto al direttore Sallustri, leggittima opinione, da condividere oppure no, in parte o totalmente, ritiene che il Parlamento debba avviare le riforme necessarie che liberino il Pasese da restrizioni legislative sul lavoro dei giornalisti e direttori e lo pongano allo stesso livello di civiltà giuridica di nazioni a democrazia avanzata, sui reati di opinione
Si appella la Fnsi a quanto sancito nelle Carte dei diritti universali delle persone, a quella dei diritti europei.
E' da apprezzare tale presa di posizione di volere vedere emancipate le norme giuridiche, anche perchè in Italia gli attacchi alla libertà di stampa durante i governi di destra si sono assai realizzati, dunque ogni idea illuminata e progressista che migliori e rafforzi e tuteli tale importante funzione è da parte mia ben accolta.
Voglio chiudere con quanto è apparso stamattina in prima pagina sul quotidiano "L'Unità"
" La corte Costituzionale ha confermato ieri la condanna di Alessandro Salustri, direttore de "Il Giornale".Siamo lontani da lui per idee e anche per stile giornalistico. Ma consideriamo inaccettabile questa condanna che comporta il carcere (benchè la pena sospesa in extremis). Non si può pagare una diffamazione con la detenzione. Quella legge va cambiata. E' una questione di libertà, di diritto all'informazione, che riguarda ciascuno di noi. La protesta dei giornalisti italiani non è un'atto corporativo o una difesa egoistica. E' un impegno democratico: occorre trovare un nuovo equilibrio tra beni primari come la libertà di espressione e la tutela dell'onorabilità delle persone. La pena del carcere non ècompatibile con i nostri principi costituzionali e può compromettere altri presidi di pluralismo".
Ricercare come auspica la testata L'Unità nuove regole che posizionino in modo più equilibrato l'onorabilità delle persone e la libertà di espressione è ovviamente auspicabile ma sarà necessario per raggiungere questo obbiettivo attraverso la costruzione di una partecipazione che vada oltre gli addetti ai lavori.
Nel frattempo però spero che il direttore Sallustri si ravveda professionalmente e non vada in galera ma che non sia trasformato in eroe della libertà di espressione e vittima ancora di una giustizia deviata e comunista, anche perchè ne abbiamo la pancia piena di tali banalità eversive.
Ma sopratutto perchè noi napoletani gli eroi gli scegliamo noi e sono quelli che purtroppo ci hanno lasciato la vita, perchè assassinati dalla camorra assassina e mostruosa, cancro di civiltà e limite al progresso civile.
In ricordo di Giancarlo Siani
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