giovedì 25 aprile 2013

l'una con l'altro


Urlammo al dolore - prima dell'amicizia amorosa - condividemmo le sfide dell'esistere fino al tramonto  - che pure fece la sua parte d'ipocrisia - si allontanò dopo il caffè - rimanemmo Lei e me - io inutile senza Lei - lei svuotata senza me - ci sentivamo indispensabile una con l'altro - ma necessari a combattere il fallimento degli affetti costruiti - fummo distrutti dalla sua timidezza
il nuovo non sempre ha il suo fascino - spesso il già conosciuto pur insoddisfacente è una garanzia.

mercoledì 24 aprile 2013

dimmi



Dimmi chi escludi e ti dirò chi 6.

mia madre



Amo la matita e il foglio bianco
mi commuove la penna a pennino e il calamaio
la carta assorbente e la gomma da cancellare
e la caramella da addentare.
Amo te che cuci i calzini
con l'uovo di legno e affini
Amo te che cuci le lontananze
e sorridi nelle tempeste
tra il tallone l'alluce e Robinson Crosue sulle scale del Duomo.
Mi hai insegnato a fare a metà con l'altra fame
a non spaventarmi degli occhi incrostati.
La fame non la vedi la senti
dopo la comunione masticata
nei vicoli
tra sfogliatelle e zeppole e panzarotti.
La fame e i sogni stavano nascosti nei libri a Port'Alba
poi nei vicoli, tra le rughe e nelle righe riempite dei fogli.
Leggi, scrivi, sorridi lavati dicevi e sconfiggerai
la fame dei beboli.
Ancora leggo ma scrivo di più
non ho sconfitto la fame dei deboli
ma non sono suo servitore.

saziano i diritti



Non portate un diritto in vaticano
sarà un bel falò
ma non scalderà i cuori
cuocerà lentamente
mentre lo condiranno con rosmarino e sale.
Un rutto completerà il rito
mentre i gerarchi fumeranno
e le badanti puliranno consumando i resti.
Infine gesti millenari
accompagneranno le lacrime
che nel fuoco troveranno calore
le mani andranno mantenute distanti dai resti ardenti
per non arroventare i metalli alle dita
ma si vvicineranno sommessamente al rito del ringraziamento.
Anche oggi si è spento un diritto
e tantissimi hanno mangiato.