mercoledì 5 dicembre 2012

Ai distratti napoletani: ehi, diamoci un taglio !



di francesco d'angelo
 Napoli 2 dicembre 2012
nota riferita all'articolo di alcuni giorni fa del "sole24ore" sulla vita nelle città italiane che classifica Napoli al penultimo posto e le discutibili considerazioni di uno scrittore napoletano.

Ai parolai di mezza tacca dovrebbe essere impedito il governo di un Paese, perchè appunto chiacchieroni, venditori di fumo, ingannatori, insomma vicini alla categoria antica dei 'magliari', che però almeno si adoperavano per povertà.
Ciò premesso, non ci si deve tagliare le vene in quanto Napoletani leggendo la recente ricerca dell'autorevole quotidiano "il sole24ore", che in base ad una serie di dati: 'ordine pubblico, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, tenore di vita, tempo libero ecc- ci consegna una classifica di città per qualità della vita vede Napoli al penultimo posto 106°, l'ultima è Trapani.

Un lavoro quello del 'sole', da studiare e approfondire, per allargare la ricerca d'interventi positivi, per provare a costruire una Napoli migliore e un Paese migliore, e più unito su una più avanzata qualità della vita: una sfida che andrebbe raccolta ad ogni livello di governo, di espressione economica sociale culturale e da ogni singolo cittadino, dal nord al sud del Paese.
Mi piace immaginare una gara tra chi s'impegna di più a far vivere meglio le persone, in un contesto armonioso, che abbraccia i cittadini affettuosamente, consentendo loro di vivere in un contesto sano, rispettoso, solidale, sicuro per tutti a partire dalle figure fragili.
Numerose le reazioni allo studio del 'sole', in parte scontate come quelle di Napoletani che vivendo fuori città, accusano il quotidiano di azione anti-suddista.

Ne riporto qualcuna.

Dal Sud: "siete nordisti/ siete contro di noi/ da voi al nord c'è più droga/ da voi al nord c'è più alcol" e banalità continuando...da Nord, in sintesi: "il problema siete voi napoletani".

Se superiamo gl'inutili eccessi anche colorati che bloccano qualsiasi sana riflessione si può proseguire nel ragionamento, e non comportarsi come certi pizzaioli partenopei che dopo avere conosciuto la classifica ad opera del "Gambero Rosso" e le considerazioni finali sulla qualità della pizza napoletana - peraltro assai discutibili, poi corrette, si sono limitati a fare "ammuina": "siamo noi i primi in Pizza perchè è così! : per data di nascita, per storia, perchè qui c'èra la Regina, perchè l'aria è fresca, perchè abbiamo il sole, il caffè, 'o mare 'e Napule, 'o golfo 'e Napule, il mandolino 'e Napule, 'o furn'è Napule, 'a legna è Napule,  ecc.
Non un pensiero che si avvicinasse al tentativo di andare oltre il prodotto finito, per affrontare i problemi collegati alla pizza: l'ambiente in cui nasce e si trasforma il latte per esempio, il pomodoro, la filiera agro alimentare, Quale la sicurezza alimentare riscontrabile, verificabile, la qualità dell'ambiente interno ed esterno al locale. Quanto smog s'ingoia assieme alla pizza? ecc.

Cosa fare per non vivere solo sui ricordi e invece qualificare, innovare, migliorare, progredire?
Niente:...pizzaioli offesi. Certo accompagnati dalla levata di scudi da parte di numerosi giornalisti, opinionisti, politici, che stanno zitti per un'anno intero e poi in schiera scendono trovando calorosa accoglienza sui quotidiani locali, scendono a "difendere" (giustificare e consolare) un territorio che invece meriterebbe come difesa autentica 'azioni di recupero, bonifica, rilancio'.

Sulla ricerca del 'sole24ore'  per qualità della vita che vede Napoli al 106° posto, è intervenuto anche lo scrittore Erri De Luca; ecco stralci delle sue considerazioni: "non conosco bene i criteri di questa indagine; ma considero qualità della vita poter vivere la Napoli di notte, poter mangiare cose squisite nella Napoli con i suoi prezzi bassi, è qualità della vita a Napoli il suo vento, è qualità della vita a Napoli il suo mare, è qualità della vita a Napoli il suo caffè napoletano, è qualità della vita a Napoli la pizza napoletana, è qualità della vita a Napoli l'ironia napoletana, è qualità della vita a Napoli la sua storia che affiora da ogni statistica...Napoli è qualità della vita, eliminate Napolio nelle prossime statistiche troppo fuori scala, perchè Napoli è esagerata per èpoterla misurare..."


'Cribbio Ballerino' quanto attaccamento deve provare questo scrittore per Napoli che lo spinge ad ad asserire "io non vedo, io non sento, io non parlo"...come le tre scimmie.
Mi ricordano, le tre scimmie, certi scittori, troppo innamorati della città che si guardano bene dal vivere quotidianamente, sfruttandola invece per trarne plauso- il peggio dell'opcrisia intellettuale, continuando a dipingerla come NON è. E se qualcuno studia, ricerca, scava intorno alla realtà di fatto, anzicchè approfondire studiare, quegli scrittori innamorati scelgno " 'o bbene sfrenato" :chiusura a prescindere con fette di pizza fumante su occhi, orecchie e bocca.
Napoli è una pessima città per una maggioranza di persone che ci vive malissimo e per una quantità che vi 'sopravvive', cioè i cittadini "agli arresti domiciliari"...ma no!, non per problemi con la Giustizia, ma perchè portatori di disabilità: le persone che per muoversi devono per esempio usare la carrozzella e/o essere comunque accompagnati.
Li avete mai visti per strada?
Li incontrate nei vicoli?
Li incontrate in piazza?
Li incontrate nei locali, davanti al mare così affascinante nelle giornate di vento?
Li trovate al caffè o in pizzeria dove la Regina di Napoli è offerta a prezzi contenuti?
Dite la verità quante volte li vedete nei bar e in locali brillanti della vita notturna napoletana?
E' a partire da come vivono i più 'fragili' che si deve misurare il livello di civiltà e benessere di una Comunità.
I risultati del "sole24ore" dovrebbero incoraggiare le persone vere a riflettere e adoperarsi al futuro, un futuro senza camorristi per esempio.

Napoli dunque per me che ne amo il mare, il Vesuvio e 'o cielo, 'o centro storico, e Piazzetta Nilo e Piazza Domenico Maggiore e Piazza del Gesù, via Tribunali, via Torino, via Caracciolo, vico Scassacocchie,vico dei Panettieri, Porta Capuana, l'Ospedale San Giovanni Bosco, l'Ospedale San Gennaro,  Il Museo di...(ecc)  è all'ultimissimo posto di una qualsiasi graduatoria di civiltà e spero che non venga mai cancellata da indagini statistiche, come qualcuno auspica 'trescimmie'; invito perciò tutti me compreso, ad essere meno "plebonapoletani" e più "progresnapolitains".




martedì 4 dicembre 2012

all'ombra d' 'o Vesuvio

 

 Gli asini non leggono i libri
a volte però
con la penna stilografica
li scrivono.

Usano il riposo della montagna per sopravvivere
sull'altalena dondolano pure 'a capa
non quando mangiano, però.

Hanno ai lati occhi confusi
non cercano l'orizzonte.

Sotto l'azzurro d' 'o cielo
soffiano ai fari
'e vvonno stutà
sotto l'azzurro
d' 'o golfo affogano a mmare.

All'ombra d' 'o  Vesuvio
gli asini ragliano
tu prova a farli piangere
tu prova a farli ridere
saranno sempre 'e stess.

Gli asini so' comm 'e  ciucci
non aizano 'a capa
ma si lusingano
assai, assai.

lunedì 3 dicembre 2012

...forza napoli



Vogliono il cambiamento
urlano al cambiamento
predicano il cambiamento
gli intellettuali di città.
Paiono come polli di batteria.
Sono uguali a se stessi
non cedono al rischio del nuovo
se proprio devono allora
si difendono parlando d'amore per la città che vogliono uguale a ieri per non avere sosrprese.
Gli intellettuali respingono nuove cartoline
bruciano classifiche
bloccano le clessidre
amano il pino, il,vesuvio e il campo di pallone.
Sostituiscono il pensiero con
l'amore per la città sospesa.
Innamorati
del sole in città
del mare della città
del vento in città
del caffè della città
la pizza in città
il pallone in città
l'ironia della città
della mamma in città
della madonna della città
dei figli in città
'o core d'à città
e si scordano 'a città.
I peggiori nemici della città sono gli intellettuali
quelli pieni di maglie
i magliari
venditori di verbi all'ortica
annebbiano i deboli aquiloni nel vento della città di sopra
deridono le scie graffiate sui soli stranieri
spaparanzati nei meandri della città di sotto
si tengono stretti il mare della città, il vento della città, il caffè della città,  anche il piombo lusingatore della città, la notte in città, i prezzi bassi in città, la cortesia della città e leggono poesie d'amore per la loro città
 e assettati urlano
...forza napoli.

fretta e frittelle



Le poesie
le poesie nascono frittelle
Non puoi cibartene subito.

Subito ti regalano la loro storia festante affollata
bisognosa di pausa
ancora nervose
prima di tuffarsi nell'olio.

Si volteranno agitate come chi non ha sonno
friggeranno tra bollenti lenzuola e cuscini lontani
frsc frsss
cambieranno colore
poi cambieranno calore quando infine vestite di zucchero a velo
...allora solo allora.


domenica 2 dicembre 2012

gerani e caffè

 Non rifiuto mai un caffè
quello dell'Amicizia è sempre caldo
profumato dolce al punto giusto.
Il caffè è della compagnia è
spesso frettoloso altre pacioso sempre ruffiano.

Il caffè non appartiene alle carte solitarie
quelle
 arrampicate
a fare castelli sul tavolo deserto
quella tazza arrampicata non sà da bere

Sopra i binari
nasce la compagnia
dentro la folla degli onesti s'intrecciano le dita
discretamente sciarpe ricamano colli infreddoliti
tra odori al cioccolato e
sorrisi che raccontano storie che girano intorno a
tavolini tondi al bar tra rosse palle di natale.

Occhiate inarrabili attrversano fragranti cornetti complici
di pizze fritte
di sgradite improvvisate spuntate
da angoli coperti
di montagne di libri
colti in flagrante bacio al bar.

Lontani dai tranquilli cortili
all'ombra di gerani
resistenti come il genere umano che non si piega agli dei.
resiste l'pamore di sotto
tra altri fiori di
donati pensieri sognanti
che trovano il tempo di uno starnuto
di un rumore che tutto mette in fuga
anche la vita ha il raffreddore a volte ti allontana l'attimo.

Poi la vita ritorna al sole
sopra le traversine giardino tra i binari
di fiori robusti come le copertine di libri colorati
come le voci viaggianti quelle sognanti, quelle scocciate quelle piangenti che si aggrappano alle ruote, quelle che non si tolgono le scarpe ma rauche continuare a proseguire.

Una tazza di caffè
al bancone gocciolato del bar
il panno veloce asciuga la rugiada
il vapore non è nebbia
mentre gesti gentili si fanno zucchero e cucchiaino
tra poco il saluto aprirà tutte le porte alla giornata
sognerò la tua vicinanza
berrò altro caffè
il caffè diventa te
mi osserva saporito
vispo, composto curioso
poi sorride sott'occhi
mentre ti porge l'acqua
lui ti premierà dopo.
Ti hai già sorriso.








...parolai di mezza tacca



 disfarsi di pietre abitudinarie
di mura impastate con lacrime e preghiere
di sassi assassini che cecano sguardi di bimbe
di mura come coperte e veli con cancellati
scegli la paglia e il fango
tutto è incominciato da lì.
Venne dopo il cemento e gli ingenieri, e gli architetti e i militari e i credi inginocchiatori, i cantanti sordi  gli scrittori ciechi e gli avvocati a polli
i pennelli al posto dei visionari interessati hanno regalato parolai di mezza tacca
Questi hanno prosciugato i calamai
sostituito con il sangue l'inchiostro
il portafoglio al posto del cuore burlato
l'indice e il pollice silenziosi sussurri canterini alla pietà
hanno bruciato le palme e i ruscelli
hanno sgozzato le pecore e spiaccicato i becchi e le piume sulle mura dell'amore
poi serrato poeti in camici bianchi
spento sorrisi resuscitati nella gioia di scrivere
ora ti vogliono in Palestina per completare l'Olocausto
ti offrono il thè
non berlo
nutri di follia l'ombra della libertà
costruisci assemblee di persone
cancella le moderne caserme con i fiori
scopri troverai altri forni
non smettere mai di urlare
i predoni tremano se non abbassi gli occhi.
.


...no dormire, no



No
dormire no
s'impoveriscono attimi di vita
dormire è danno
dormire è indifferenza
dormire fa star sveglio il male
dormire è riconciliazione alla pigrizia
dormire è baciare l'oblio
dormire è preparasi a morire.
Riposarsi si
quando e dopo che le hai scansate tutte
bhè offri il caffè al fato
diventane amico, conoscente mai ruffiano
spetta a lui cambiare la sua missione
tu quieta sentinella
preparala la macchinetta
tu
nessun altro
e scrutale gli occhi
tra i borbottii
del caffè che eruta
musica sul palco
balcone sul mare
se vedrai un'attimo di stanchezza nel suo meraviglioso sguardo
continua regalagli una ninna nanna.